Suggestione rossa: gli scenari per Ferrari tra IndyCar e WEC

Formula 1 Sport

I recenti eventi nel mondo della Formula 1 hanno spinto la Ferrari a prendere in considerazione la partecipazione ad altri campionati, riaccendendo le speranze dei tifosi del Cavallino di vedere la Rossa competere in nuovi palcoscenici internazionali. La possibilità è stata confermata dal team principal Mattia Binotto, che recentemente ha dichiarato: “Come Ferrari sentiamo forte la responsabilità sociale verso i nostri dipendenti e ci preoccupiamo del loro futuro. Per questo stiamo guardando anche ad altre alternative, come l’IndyCar, e cercheremo di fare la scelta migliore. Tutto questo oltre alla F1 che fa parte della nostra storia”.

Binotto: “Guardiamo anche alla IndyCar”

La crisi economica conseguente alla pandemia di Coronavirus infatti ha spinto la FIA ad abbassare ulteriormente il budget cap per le scuderie di Formula 1, portandolo da 175 a 145 milioni di dollari. I vertici Ferrari stanno quindi considerando di impiegare altrove le risorse umane che dovranno essere sacrificate dal programma Formula 1, in modo da evitare massicci licenziamenti.A Maranello sarà necessario per prima cosa decidere se proseguire effettivamente su questa strada o affrontare il problema in maniera differente. Qualora venisse confermata un secondo programma sportivo ufficiale, successivamente si passerà al vaglio delle opzioni sul tavolo come l’endurance o l’IndyCar, nel cui processo decisionale peseranno i diversi aspetti delle rispettive categorie.
Hypercar e LMDH a confrontoCon ogni probabilità un eventuale impegno nelle competizioni endurance avverrebbe attraverso la partecipazione alla categoria regina, considerando anche Ferrari è già presente nelle classi GT con svariati team privati. Dalla prossima stagione il WEC vedrà andare in pensione le attuali LMP1, lasciando il posto alle più economiche Hypercar. Nel 2022 inoltre il campionato endurance nordamericano gestito dall’IMSA introdurrà la nuova classe di vetture denominate LMDh, che saranno ammesse anche nel WEC e potranno lottare insieme alle Hypercar stesse per la vittoria assoluta.

I prototipi LMDh prevedono costi di realizzazione e gestione di gran lunga inferiori rispetto alle Hypercar. D’altra parte per Ferrari si delineerebbe la sola possibilità di sviluppare l’unità a combustione interna, in quanto il motore elettrico della parte ibrida sarà soggetto a monofornitura, limitando quindi le possibilità di un pieno ritorno di conoscenze tecnologiche. Esso inoltre potrà erogare una potenza massima di circa 30 kW, contro i 120 kW dell’MGU-K impiegato in Formula 1.Il telaio sarà realizzato da una delle quattro ditte che si occupano della fornitura di scocche per la classe LMP2, vale a dire Dallara, Ligier, Oreca e Multimatic. Tuttavia, come dichiarato negli scorsi mesi da Antonello Coletta, direttore del programma corse GT e clienti di Maranello, questo costituisce un forte ostacolo alle intenzioni di un costruttore quale Ferrari, che storicamente si occupa della realizzazione della vettura completa.

Ferrari, vantaggi dal WEC per vincere in Formula 1

La classe Hypercar invece consentirà ai costruttori di progettare il proprio telaio. A questo si aggiunge un’architettura del sistema ibrido decisamente più articolata, con fino a due motori elettrici sull’asse anteriore e realizzati direttamente dalle case coinvolte. Nell’ultima versione ufficiale del regolamento inoltre, la potenza massima dell’ibrido è fissata a 200 kW, consentendo nel complesso un un maggior trasferimento di conoscenze da e verso la Formula 1.Gli aspetti negativi della categoria Hypercar coincidono con i costi maggiori rispetto alle LMDh, che portano gran parte della concorrenza a prediligere la classe nordamericana. Manca inoltre ancora la conferma in merito alla possibilità di partecipare, oltre che al WEC, anche al campionato IMSA e alla 24 ore di Daytona, fattore cruciale nell’ottica delle manovre di marketing e della visibilità in America.
La suggestione americanaProprio l’America offre la terza grande alternativa per la Ferrari, sotto forma di un impegno in IndyCar. Le monoposto americane entreranno in un nuovo ciclo tecnico a partire dal 2022, quando oltre alla prossima generazione di telai verranno introdotti i nuovi motori V6 2.4 litri bi-turbo. Per la prima volta nella storia della categoria vi sarà una motorizzazione ibrida, che però presenterà differenze sostanziali rispetto a quella adottata in Formula 1. Essa infatti sarà a carico di un unico fornitore esterno, consentendo di contenere i costi, ma limitando allo stesso tempo il ritorno tecnologico per le case partecipanti. Stando a quanto dichiarato finora dai vertici della categoria inoltre, la potenza elettrica sarà  inferiore ai 40 kW, mentre quella massima complessiva della Power Unit sarà di circa 900 cavalli.

Altro fattore da tenere in considerazione è l’impiego di soli telai Dallara. Mario Andretti ha espresso la propria opinione a riguardo, suggerendo a Binotto di proporre l’apertura ad una fornitura alternativa di telai, come riportato da La Gazzetta dello Sport: “Al momento l’ostacolo per la Ferrari sono i regolamenti, suggerisco a Binotto di venire a proporre un’idea a Roger Penske. Si possono ingaggiare un paio di specialisti e oggi con i computer non ci sono più segreti. Potrebbe gareggiare con una propria squadra e vendere telai agli altri”.
A prescindere dalla problematica dei telai, Ferrari si troverebbe inoltre di fronte alla scelta se limitare il proprio impegno nella serie a quello di motorista, in maniera simile a quanto fatto da Chevrolet e Honda, o cimentarsi come team ufficiale. Un’alternativa per la Scuderia di Maranello sarebbe invece quella di appoggiarsi ad una squadra già esistente.

In conclusione, nella decisione per Ferrari se impegnarsi o meno in un campionato esterno alla Formula 1 e quale sia il più appropriato intervengono diversi fattori. A questi si aggiungono altri aspetti quali la visibilità, il marketing e la logistica, soprattutto in caso di un impegno sul suolo americano.In attesa di una decisione o una smentita definitiva, al momento l’ingresso della Ferrari in IndyCar o nell’endurance rimane una suggestione, ma che ha comunque acceso i cuori e le speranze di migliaia di appassionati in tutto il mondo.

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