Sui treni ancora distanziamento

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[Rassegna stampa] L’ok alla fine del distanziamento sui treni ad alta velocità è durato poco. Il Governo ha fatto dietrofront, reintroducendo le modalità finora utilizzate, con l’obiettivo di mantenere la guardia alta anche in un momento in cui i contati sono in calo nel nostro Paese. A preoccupare però è la situazione all’estero e così si è deciso per non eliminare il distanziamento sui treni Frecciarossa ed Italo.

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Dietrofront sull’annunciata liberalizzazione dei posti sui treni veloci. L’iniziale apertu- ra del governo crea contrasti tra il ministro della Salute Ro- berto Speranza e la ministra dei Trasporti Paola De Micheli. Poi un’ordinanza del primo reintroduce il divieto. In Lombardia resta il via libera sui trasporti locali. I contagi nella giornata di ieri, intanto, sono tornati a calare: 295 (5 le vittime). E preoccupa meno il focolaio nel Trevigiano. Nel mondo, però, l’allarme resta altissimo. L’Oms conteggia 300 mila nuovi casi giornalieri: un record. La Gran Bretagna rinvia di almeno due settimane alcune riaperture. Nuovi timori in Spagna: 1.525 positivi in 24 ore. Negli Stati Uniti si registrano quasi 1.500 decessi in un solo giorno. Roberto Speranza corre ai ripari e costringe con un’ordinanza le compagnie ferroviarie a fare marcia indietro. Si ripristina così il distanziamento interpersonale di almeno un metro, caduto nella giornata di venerdì sui treni ad Alta velocità, che per 24 ore sono tornati a viaggiare a pieno carico. Rinnova invece la sua ordinanza la Regione Lombardia, che sui mezzi pubblici consente di occupare «il 100% dei posti a sedere e il 50% di quelli in piedi». Un provvedimento su cui la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ha dichiarato: «Spero ci siano interlocuzioni e siano positive, probabilmente si è trattato di un equivoco, inviterei tutti a consultare il Comitato tecnico scientifico». Trenitalia si adegua, Ntv annuncia invece con il vicepresidente Flavio Cattaneo che «a Italo dobbiamo per forza annullare molti convogli perché in base all’ordinanza sono fuorilegge: daremo rimborsi ai nostri clienti, ma domani (oggi, ndr) in stazione molta gente non troverà il suo treno». Era stato il Comitato tecnico scientifico a definire la decisione «sbagliata» e «preoccupante». E nel giro di mezza giornata il passo in avanti delle Frecce di Trenitalia e dei convogli ultraveloci di Italo ha innescato la presa di posizione di Speranza, che in un post su Facebook ha annunciato: «Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela. Per questo ho firmato un’ordinanza che ribadisce che in tutti i luoghi chiusi, aperti al pubblico, compresi i mezzi di trasporto, è e resta obbligatorio sia il distanziamento di almeno un metro che l’obbligo delle mascherine». […]Caccia, De Bac, Ducci, Falci, Frequente, Gaggi, Meli, Muglia, Il Corriere della Sera



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