Tern GSD, una bici cult

Formula 1 Sport

Due figli? Spesa? Chitarra? Fagotto? Sacchi di patate? Attrezzi da falegname? Come si fa a portare tutto questo con un mezzo a due ruote, pure compatto, adatto al trasporto su un normale porta bici da gancio traino, pieghevole e perfino “parcheggiabile” in verticale per entrare in ascensore od occupare meno spazio in cantina, nell’ingresso, nel salotto? Sembra impossibile ma esiste la Tern GSD, una bici per la città ma non solo, che ha cambiato il modo di vivere le e-bike. E che viene simpaticamente naturale equiparare a un pick-up moderno, lussuoso e versatile. Ci piace questo accostamento, spieghiamo perché. Nello scorso decennio negli Stati Uniti la quota di mercato di “truck”, cioè quelli che da noi sono chiamati “pickup” è all’incirca raddoppiata, da circa il 10 al 20% delle vendite. Non avendo grossi problemi di parcheggio, gli americani infatti amano avere il “cassone” dietro per portare tante cose, meglio se però con due fili di sedili e qualche comodità in più. Tant’è che nel 2017 ha intercettato questo filone la Mercedes, che ha dedicato sopratutto agli yankee la dinastia della Classe X: un pickup discretamente grande ma non esagerato nelle dimensioni, allo scopo di potersi affacciare anche sui mercati asiatici ed europei dove lo spazio non abbonda come negli Usa. Lusso, comodità e design per interpretare un filone in crescita e dare un “buon esempio” almeno nel contenimento delle dimensioni, in questo caso sotto ai 5 metri e mezzo, 40 centimetri meno ad esempio del Ford F-150 e oltre un metro e mezzo in meno del F-350 Heavy Duty, solo per citare i più famosi. C’è una Classe X nelle biciclette? Nello stesso anno del debutto di Mercedes nel segmento dei pickup anche Tern ha fatto una mossa coraggiosa. Da punto di riferimento nella costruzione di biciclette compatta e pieghevoli a pedalata assistita, la casa con il logo del celebre uccellino migratore ha deciso di trapiantare molti dei suoi valori in un segmento poco battuto ma decisamente intelligente come quello delle “midtail”, ovvero quella specie di bici cargo che, proprio come la Classe X, ha ancora una lunghezza di sagoma non eccessiva. Con la Tern GSD infatti gli estremi della bicicletta sono confrontabili all’ingombro di una Mtb moderna con ruote grandi, 1 metro e 80 circa, per questo le sue capacità di trasporto e le possibilità di parcheggio rientrano fra quelle di bici di tutti i giorni senza bisogno di attrezzature over size. Guidabilità, capacità di carico, compattezza. L’uovo di Colombo? Trattandosi di una cargo è per sua natura pensata per essere prodotta in una taglia sola, ma qui hanno fatto qualcosa di speciale per adattarsi davvero a chiunque. La può guidare un ragazzo alto un metro e mezzo ma anche un adulto da oltre due metri, in quanto è fornita di un tubo sella con doppio segmento telescopico e il manubrio ha notevoli di adattabilità in altezza, in avanzamento e in rotazione delle manopole con un sistema brevettato e unico nel suo genere. Pronta in pochi secondi a cambiare il proprio conduttore, insomma, la Gsd sin dal primo colpo di pedale stupisce per il suo comfort e per la sicurezza percepita a tutti i livelli. Non si sono risparmiati in nessun dettaglio: freni a disco Magura a quattro pistoncini di alta gamma; lo stesso per manubrio, sella, pedali, luci e tutti i componenti essenziali e opzionali, sempre all’insegna della robustezza, della longevità e della reperibilità dei ricambi a livello internazionale. Ma la vera sicurezza è data da un pneumatico Schwalbe appositamente realizzato che, seppure di soli 20” di diametro, vanta una larghezza assai atipica di 62mm, un record per la categoria e di molto superiore anche alla maggiore parte delle mountain bike. Passiamo alle capacità di carico. La GSD è una trasformista pazzesca. Davanti al tubo dello sterzo ha la possibilità di montare due diversi portapacchi proposti dal costruttore, oppure altre soluzioni, magari con cestino a sgancio rapido di terze parti. Ma è dietro il “guidatore” che dà il meglio di sé. Una sessantina di centimetri utili su due tubi portanti e del tutto omogenei al resto del telaio, offrono una pletora di alternative al vertice della categoria. A seconda delle diverse regolamentazioni in tema di passeggeri nel mondo, si può mettere un cuscinetto imbottito per trasportare uno o due bambini “leggeri”, dei quali quello più avanzato si può reggere a un’apposita doppia manopola da attaccare al tubo sella che, in alternativa, serve pure al trasporto di un passeggero adulto. Più facilmente, si possono installare invece una lunga serie di seggiolino omologati da 25 kg e anche due modelli, rari, da 36, che aumentano esponenzialmente le possibilità con i bambini di età prescolare o ai primi anni delle elementari. Ove consentita, esiste la scelta più versatile in assoluto della Clubhouse, una sorta di “gabbia perimetrale” che integra anche un doppio cuscino inferiore e uno schienale posteriore, allo scopo di ospitare due bimbi più grandi avvolti da quattro tubi sui quali si possono reggere con discreta efficacia.Esistono poi delle solide pedane che, oltre a essere più che consigliate per i passeggeri dai 4 anni in su, agevolano anche il carico massimo delle amplissime borse laterali. In assenza di bambini, c’è pure una piattaforma standard molto grande, da 60 per 40 cm di base, per caricare scatole standard Eurocrates: due cassette d’acqua o una cesta enorme, per capirsi, valida, specie in combinazione con le borse e il portapacchi anteriore, per una spesa settimanale senza rinunce. A proposito di borse morbide o rigide: il listino prevede anche altre versioni, sempre prodotte da Tern, sia per l’asse posteriore, sia per l’asse posteriore, tutte concepite con lo scopo di bilanciare la guida tenendo il baricentro sempre molto basso: caratteristiche essenziali anche per chi volesse intraprendere lunghi viaggi, da soli o con la famiglia. Il tutto per una portata massima di 200 chili: un vero record. Un mezzo agile, insomma, capace di essere efficace negli spostamenti sistemici quotidiani tanto quanto nel tempo libero o, perché no, nell’esercizio di una professione, elegante o spartana, con bagagli o senza. Di sicuro una bici un po’ “bus”, un po’ camion e allo stesso tempo così elegante e ammirevole, non si era mai vista. E non mancano ampie possibilità di scelta per consentire all’utilizzatore di personalizzarla e adattarla al proprio carattere: di sicuro la GSD potrà cambiare la vita a molti. Non a caso su Facebook lo specifico modello ha un suo “club”, dove da tempo si confrontano centinaia di “owners” da tutto il mondo che dimostrano affetto, appartenenza e gioia a possederla e non si risparmiano a condividere le proprie gite, i più disparati utilizzi e varie customizzazioni con gli altri utenti. Un “caso” forse mai visto nell’universo bici. Sarà arrivato il momento in cui le bici sono diventate in grado di diventare “cool” o addirittura cult? Due le versioni a disposizione, entrambi con Bosch di seconda generazione: Active Live e Performance CX, batterie da 400 e 500 WA, pacco pignoni con cambio Shimano e cambio al mozzo Enviolo Cargo sono le differenti dotazioni dei modelli S10 e S00, usciti a un anno di distanza e con un migliaio di euro di differenza in più per il secondo.

Alex D’Agosta

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