Todt: “Non ho paura del veto Ferrari”

Formula 1 Sport

Ormai da settimane la Formula 1 sta discutendo della riduzione del tetto di spesa concesso alle scuderie. Un buon punto di sintesi sembra esser stato raggiunto dalla proposta di 145 milioni di dollari per il 2021, da ridursi a 140 milioni nel 2022 e a 135 milioni per il periodo 2023-25. Questa soluzione è stata discussa della F1 e dalla FIA con i team, sia in conferenze di gruppo che singole, al fine di trovare la migliore soluzione possibile. In questo scenario la Ferrari è emersa come la scuderia maggiormente contraria a drastiche riduzioni di budget rispetto a quanto deciso a inizio anno, per non dover essere costretta a intervenire sulla forza lavoro presente in azienda e scongiurare così il rischio di licenziamenti.

I dettagli del budget cap

Il team di Maranello ha sempre a disposizione – secondo regolamento – il diritto di veto che le permetterebbe di stoppare decisioni non gradite. Jean Todt, presidente della FIA, ha dichiarato in un’intervista a Sky Italia di non aver timore che la Ferrari possa stoppare la questione: “Non è necessario essere provocatori o negativi. Non ho paura del veto Ferrari. Spero che tutti abbiano un buon senso di responsabilità nella situazione in cui versiamo, per aiutarci a raggiungere ciò di cui abbiamo bisogno. E ottenere così il meglio per la F1, per i partecipanti, i promotori, il governo e per i fan“. Il transalpino ha poi aggiunto: “Rispetto la Ferrari per la sua storia e il contributo che ha dato allo sport e sono sicuro che vogliono continuare a contribuire al massimo livello a ciò che stiamo costruendo. Stiamo attraversando una situazione economica senza precedenti e per questa ragione esiste un’opportunità per andare in una direzione mai presa in precedenza“.

Todt è anche tornato alle convulse ore che hanno preceduto l’annullamento della tappa inaugurale di Melbourne: “Penso sia ingiusto incolpare noi di quanto successo in Australia. Le cose sono cambiate molto rapidamente. 24 ore prima dell’inizio delle prove libere non c’era ragione per pensare di non tenere l’evento. Tutti erano a favore. A poco a poco gli accadimenti hanno portato ad una divisione nell’opinione pubblica, diventata sempre più grande. E a pochi minuti dal via delle PL1 non era più possibile andare avanti“.

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