Torna l’incubo Coronavirus a Pechino

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[Rassegna stampa] – Altri 31 nuovi contagi di Coronavirus aumentano il livello d’allarme a Pechino, dopo l’impennata di nuovi casi delle ultime ore.

“Il nuovo focolaio di Covid-19 che sta scuotendo Pechino è ‘preliminarmente’ giudicato come causato da trasmissione da uomo a uomo o da contaminazione di oggetti o ambiente. […] Dopo giorni di discussioni sul fatto che il nuovo focolaio di coronavirus a Pechino fosse partito da un tagliere usato per il salmone nel mercato di Xinfadi, nella capitale, ora, dopo un confronto tra Norvegia e ambasciata cinese, arriva una smentita decisa da parte delle autorità: il salmone, con il nuovo focolaio, non c’entra nulla.
Intanto a Pechino è tornato l’incubo coronavirus. La capitale cinese ha innalzato il livello di allerta dal terzo al secondo grado, ha chiuso, tutte le scuole primarie e secondarie a partire da domani, e bloccato il 70 per cento dei voli aerei dopo il focolaio nel mercato all’ingrosso Xinfadi, 106 casi di contagio. Pechino ha registrato ieri altri 31 casi di Covid-19 (in totale 44 in tutto il Paese, compresi gli altri due contagi locali in altrettante province e 11 indicati come “provenienti dall’estero”): dal 13 giugno sono più di 356mila i test fatti sulla popolazione a un ritmo serrato e continuo, con lunghe ed estenuanti code davanti ai numerosi laboratori messi a punto, anche mobili. Secondo le autorità municipali, il potenziale è di 400.000 test al giorno grazie ai 100mila operatori sanitari in campo, secondo i media locali. […]
«In base alla curva epidemiologica abbiamo individuato i casi al loro stadio iniziale. Ora il trend è ancora in ascesa» ha detto Pang Xinghuo, vicedirettrice del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie di Pechino, notando in una conferenza stampa trasmessa in streaming che «l’attuale focolaio emerso dal mercato all’ingrosso di Xinfadi, nel distretto di sudovest di Fengtai, ha provocato a Pechino 137 casi certi di Covid-19 da giovedì scorso». Quindi, secondo Pang, «non è escluso un ulteriore incremento di contagi». 
Ieri sono stati registrati 27 casi nella capitale su quaranta a livello nazionale, e da giovedì scorso sono 106 i casi di contagio nella città: di questi, 78 sono stati rilevati nel distretto di Fengtai, dove si trova il mercato Xinfadi, e almeno una infezione è stata accertata in nove dei sedici distretti della città.
Rinforzate le misure anti-epidemia in altre cinque aree: allo stato attuale, Pechino ha un’area ad alto rischio – Huaxiang, nel distretto di Fengtai – e 27 a rischio medio. Le autorità hanno chiuso un altro mercato, il Tiantaohonglian, nel centralissimo distretto di Xicheng, dopo il contagio di un dipendente. […] Allarme anche a Shanghai, dove la municipalità ha chiesto a chiunque arrivi dalla capitale una quarantena di 14 giorni, sulla scorta di decisioni analoghe già prese altrove”.
La Stampa



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