Tunnel sullo Stretto, una novità di cinquanta anni fa

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[Rassegna stampa] Chi parla dell’idea del tunnel sommerso per collegare Sicilia e Calabria attraverso lo stretto come di un progetto innovativo, sbaglia. Risale infatti a cinquanta anni fa la prima iniziativa originale per connettere le due regioni senza fare ricorso al ponte. Dopo mezzo secolo il progetto risorge dalle ceneri, ma anche a distanza di tutti questi anni le contraddizioni non mancano.

Stretto di Messina, il tunnel delle contraddizioni

Di che opera si parla? Di un Tunnel Autoportante Sommerso e Asismico per collegare la Sicilia alla Calabria. Scilla e Cariddi. Sembra proprio il progetto cui nei giorni scorsi ha fatto riferimento il capo del governo, Giuseppe Conte. È però trascorso mezzo secolo da quando i primi disegni sono stati presentati. Il governo aveva dato un iniziale via libera nel 1980. Ma le planimetrie risalgono al 1969. Ed ecco che se ne torna a discutere come se fosse una novità. Invece sono passati dieci lustri e sono stati spesi inutilmente un bel po’ di soldi. Idee mai realizzate e costantemente tenute in sospeso. Proprio come il tunnel autoportante. Presentato nel 1969 al Concorso Internazionale di Idee per l’Attraversamento Stabile dello Stretto. Bandito, pensate un po’, proprio dal Ministero dei Lavori Pubblici che lo prese poi in considerazione con soli dieci anni di attesa. È il 1976. Il tunnel sommerso approda sul tavolo del Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Parere positivo: «Il Comitato giudica il tipo di soluzione proposta originale e interessante». Ecco il via libera tecnico. Passano solo un paio d’anni e a occuparsene è direttamente il ministro dei Trasporti. Il nuovo esecutivo nomina un Commissario Governativo per l’attuazione della legge sul collegamento stabile Sicilia-Continente. Si chiama Oscar Andò e nel novembre del 1980 contatta il progettista: «Considero di molto interesse le sue iniziativa». C’è però un “ma”. «La società che ho avuto il mandato di costituire (quella, appunto, per costruire il collegamento) non è stata perfezionata». Come molte storie italiane tutto cade nel dimenticatoio. Fino a quando un nuovo presidente del Consiglio, in questo caso Giuseppe Conte, ritira fuori l’idea. Sembra nuova. E invece ha almeno cinquant’anni. […]
Claudio Tito, La Repubblica



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