Tutte le decisioni prese in vista del 2021

Formula 1 Sport

La riunione di ieri ha sciolto in maniera definitiva tantissimi nodi che erano sorti nelle trattative tra i team per contenere i costi nell’immediato alla luce delle ingenti perdite economiche legate alla pandemia di Coronavirus. Il budget cap è stato finalmente posto ufficialmente a 145 milioni di dollari, una cifra che fa riferimento a un calendario di 21 gare e che sarà alzata o abbassata di un milione per ogni gara in più o in meno (146 se ci saranno 22 gare, 144 se saranno venti invece i Gran Premi disputati).

Via libera al budget cap da 145 milioni

Oltre al tetto di spesa è stato affinato il sistema di sviluppo aerodinamico a handicap nel tentativo di avvicinare le prestazioni delle vetture in pista. Secondo quanto riportato dalla BBC verrà stabilita una quota indicativa di tempo da dedicare allo sviluppo in galleria del vento e attraverso le simulazioni ottenute con i flussi CFD. Il team che vincerà il titolo nel 2021 avrà il 90% di quella quantità da impiegare nella progettazione della vettura 2022. Dal secondo al decimo team classificato ci sarà un aumento del 2,5% di quella quantità con l’ultima scuderia classifica che avrà quindi il 112,5% del ‘tempo’ per sviluppare la monoposto per il 2022. Dal 2022 in avanti, dopo la rivoluzione tecnica che riporterà l’effetto suolo in F1, il team che vincerà il titolo avrà soltanto il 70% della quantità stabilita a disposizione, con un aumento progressivo del 5% che porterà il decimo classificato ad avere il 115% del tempo da dedicare alla galleria del vento e agli studi CFD. Tutti i team che dovessero entrare in F1 erediterebbero la quantità di tempo garantita al team ultimo classificato.

Horner: “L’aerodinamica a handicap può avere un grande impatto”

Altre decisioni importanti che sono state ratificate sono la possibilità di condensare il format dei weekend in due giorni (opzione che potrebbe essere fondamentale in questo 2020) e le restrizioni sullo sviluppo delle power unit nel 2020 e nel 2021, con meno tempo a disposizione per i test al banco e meno aggiornamenti concessi, i primi passi che dovrebbero portare ad un contenimento dei costi per i costruttori che assicurano la fornitura di power unit. Sono state infine ufficializzate due decisioni che erano già state date per scontate ovvero il rinvio della rivoluzione tecnica dal 2021 al 2022 e l’impiego delle vetture 2020 anche nella stagione 2021.

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