UE, inasprimento limiti CO2 preoccupa i costruttori

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Nemmeno il tempo di riprendersi dai mesi più duri della crisi causata dalla pandemia di Coronavirus e i costruttori automobilistici europei si trovano di fronte a una fonte di preoccupazione antica ma sempre più attuale: i limiti fissati dall’Unione Europea per la riduzione globale della CO2. Limiti che, ha fatto sapere oggi la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, saranno sempre più stringenti, con l’effetto immediato di costringere le case automobilistiche a interventi in corsa sulla produzione automobilistica che potrebbero avere conseguenze esiziali sul piano finanziario.

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”Il Green Deal europeo è il nostro progetto per il cambiamento e dopo esserci consultati sui nostri obiettivi per il 2050 – ha spiegato oggi von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell’Unione al Parlamento europeo – proponiamo di ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030”. La presidente della Commissione ha inoltre ribadito che la Commissione è più che mai ”decisa a raggiungere questo obiettivo. Creerà posti di lavoro e dimezzerà l’inquinamento atmosferico”. Il disegno annunciato è quello di spostare ancora più in alto l’obiettivo di riduzione al 2030 delle emissioni complessive di gas effetto serra generate da tutte le fonti di inquinamento.

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Inizialmente la Commissione europea puntava a raggiungere una riduzione delle emissioni di CO2 del 40% rispetto ai livelli del 1990, ma secondo quanto annunciato oggi da von der Leyen l’obiettivo dovrebbe essere ritoccato a un ancor più ambizioso -55%. Va da sé che se passerà una contestuale modifica in senso restrittivo degli standard sulle emissioni allo scarico delle nuove auto, l’industria dell’automobile e tutta la filiera dell’automotive rischierebbero di subire in Europa gravi conseguenze. Per il momento l’Unione Europea non ha fornito alcuna indicazione sulle possibili strade da percorrere per abbassare  le emissioni di CO2 nell’ambito della circolazione delle auto e del trasporto su gomma. Una ricetta tutta da scrivere e che evidentemente non può più limitarsi a una maggior diffusione dei biocarburanti e delle auto elettriche.



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