Vettel, invito alla normalità

Formula 1 Sport

[Rassegna stampa] – Il clima in casa Ferrari non è quello dei giorni migliori: la macchina 2020 non appare troppo competitiva e soprattutto si è tornati a parlare di Sebastian Vettel in senso negativo, con un litigio a distanza tra lui e Mattia Binotto che sembrava assolutamente evitabile.

“La ripartenza del Mondiale è penosa come un ascesso al molare. Mercedes, al solito, con merito. La fotocopia rosa della Mercedes che vola, la Ferrari che patisce, patirà perché il progetto della vettura è da rivedere. Leclerc intrappolato a centro gruppo. Vettel preso a fare il separato in casa. Un fastidio di troppo perché parliamo di un dipendente Ferrari, pagato decine di milioni. La versione di Seb sulla mancata estensione del contratto è semplice: nessuna discussione. Una sola, sorprendente telefonata per comunicargli la fine del rapporto. È questo, piuttosto, che sorprende, sia perché le parti in causa parlarono a suo tempo di una mossa presa di comune accordo, sia perché Vettel ha avuto a disposizione due mesi per dire la sua. I piloti sono abilissimi nell’eludere ogni domanda scomoda, salvo quando devono perseguire un interesse proprio. L’interesse è palese: Seb si pone come vittima mentre cerca una nuova sistemazione. È comprensibile che tuteli la propria carriera; che mastichi amaro per l’epilogo di una avventura nata per dargli e darci ben di più. Ma da qui a fine stagione, visto che si descrive come un serio professionista, è auspicabile che si comporti di conseguenza. Come una risorsa solo positiva per la sua Ferrari in affanno. Significa far prevalere la ragione di squadra alla voglia, già vagheggiata, di correre per se stesso. Sarebbe questo il suo spot più efficace, a differenza di quanto proposto in Austria: una polemica che riduce la statura di un campione autorevole, padrone del proprio destino“.Giorgio Terruzzi, Corriere della Sera
“Il virus ha influenzato fatalmente il destino di Vettel, come ha spiegato il team principal Mattia Binotto: «Durante l’inverno molti ci hanno contattato per chiedere se c’erano chance di guidare per la Ferrari, ma per noi la prima scelta era Seb, lo abbiamo detto privatamente e pubblicamente. Poi la pandemia ha cambiato tutto. Un budget cap molto più restrittivo, le nuove regole rimandate al 2022, auto congelate in buona parte per 2020 e 2021. E il fatto che la stagione non sia partita non ha dato a Seb l’opportunità di tornare in pista per dimostrare quanto fosse realmente motivato a guidare la Ferrari. E così, durante lo shutdown, come Ferrari abbiamo dovuto riconsiderare la nostra posizione. Lo abbiamo detto a Seb. E anche se l’ha accettata, non è ancora pienamente contento della decisione, normale. Ma la nostra scelta non cambia la stima che abbiamo di lui». E allora ciak, si gira“.Alessandra Retico, La Repubblica
“C’è molto altro che Seb non dice e che Binotto non può dire. Qualcosa si era rotto già l’anno scorso. In particolare dopo l’episodio del Brasile, quando la rivalità con Leclerc aveva raggiunto l’apice, portando alla reazione di Vettel dopo il sorpasso incassato dal compagno e all’autoscontro successivo. Alla fine del 2019 ci sono stati due incontri di Elkann con Lewis Hamilton, un tentativo di strapparlo alla Mercedes ma senza successo. Fino a questo inverno la riconferma di Vettel era ancora possibile. Il punto di rottura finale? Quando il tedesco ha risposto, alla proposta di taglio dello stipendio da Torino, che avrebbe rinunciato a parte dei suoi 36 milioni di euro in cambio di un rinnovo biennale del contratto“.Luigi Perna, La Gazzetta dello Sport



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