Wolff e l’idea di un doppio team principal

Formula 1 Sport

Mentre continua a dominare in pista senza problemi, la Mercedes è al lavoro anche per definire quello che sarà il proprio futuro nello sport. Valtteri Bottas ha rinnovato il suo contratto con la squadra anche per il 2021, ma mancano ancora le firme di Lewis Hamilton e del team principal Toto Wolff, entrambi in scadenza a fine anno. Sul prolungamento del contratto del pilota sei volte campione del mondo non ci sono particolari dubbi. Wolff d’altra parte ha fatto capire di voler restare a Brackley, ma ha anche sottolineato di non sapere in quale ruolo. Dichiarazioni insolite per chi in sette anni da team principal è riuscito a conquistare tutti i campionati disponibili.

Wolff: “Resterò in Mercedes anche nel 2021”

Il manager austriaco, che al Mugello ha anche smentito l’ipotesi che il team passi sotto la proprietà del marchio Ineos, ha cercato poi di meglio definire il suo pensiero, ipotizzando una diversa suddivisione dei ruoli per il futuro della casa di Stoccarda in F1: “Non sono sicuro che il concetto di team principal funzioni ancora in Formula 1 – ha dichiarato Wolff al canale inglese Channel 4 – io sono responsabile di 2000 persone. 1000 nello stabilimento dei motori e 1000 in fabbrica. Una sola persona dovrebbe davvero assumersi tutta questa responsabilità? Mi è piaciuto molto farlo, ma forse con uno sguardo al futuro potremmo dividerci i ruoli. Probabilmente sarebbe la struttura giusta per qualsiasi organizzazione, ma non l’ho ancora definita in modo adeguato“.

Mercedes-Ineos, la smentita di Wolff

Wolff già lo scorso anno decise di non presenziare al Gran Premio del Brasile, lasciando gestire la squadra al muretto da James Allison. “Penso che se lo si fa mettendoci tutto quello che si ha, con tutto il cuore, con tutta la energia…io lo faccio da otto anni – ha spigato ancora il numero uno del muretto di Brackley, che detiene anche il 30% delle azioni del team – la questione è se sia sostenibile. La vita familiare ne soffre? La salute ne soffre? Ho avuto un’emicrania, che è qualcosa di completamente nuovo. La mente non riesce più a gestire i tempi morti. Credo che in alcuni ruoli abbiamo tutti una data di scadenza. Non voglio passare da essere ‘grande’ a essere solo ‘bravo’, perché a questo punto dovrebbe subentrare qualcun altro. È un momento di riflessione per me. C’è un’intensità elevata. Quello che faccio e che facciamo è la ricerca della perfezione” ha concluso.



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