Ztl e autovelox, più potere ai comuni

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[Rassegna stampa] – I comuni avranno più potere su determinate decisioni sulla viabilità dei centri cittadini, avendo libertà di manovra sul traffico, sulla sicurezza, sui limiti di velocità. Gli enti locali potranno dunque, di conseguenza, fare più cassa anche senza espressamente volerlo.

“Valutando politicamente la mini-riforma del Codice spuntata in fase di conversione del decreto Semplificazioni, emerge che i Comuni hanno più possibilità di incidere su traffico (Ztl con meno vincoli, più poteri agli ausiliari della sosta e nuovi spazi destinabili a bici e monopattini) e sicurezza (autovelox fissi anche in città), facendo anche più cassa. […] Quanto a Ztl e centri storici, viene abrogato il Dpr 250/1999, che obbligava i Comuni a farsi approvare dal ministero delle Infrastrutture (Mit) scelta e posizionamento delle telecamere da usare per rilevare gli ingressi non autorizzati. […] I nuovi strumenti per incentivare la “mobilità dolce” penalizzando quella a motore sono ordinanze del sindaco con cui si può istituire il doppio senso ciclabile (bici in contromano) su strade urbane con limite di velocità di 30 km/h o parti di Ztl e individuare «strade urbane ciclabili» (sempre a 30 km/h) su cui le bici hanno la precedenza. Possibile istituire anche «zone scolastiche urbane», con divieti di circolazione in certe ore, e autorizzare la circolazione delle bici sulle strade riservate ai mezzi pubblici (purché larghe almeno 4,30 metri e senza binari). Completa il quadro degli incentivi a bici e simili la possibilità di controlli di velocità automatici fissi su tutte le strade urbane (non solo su quelle di scorrimento, come era dal 2002) o loro tratti, ma sempre su autorizzazione del prefetto e sulla base di un’istruttoria della Polizia stradale su incidentalità e caratteristiche della strada. Più poteri agli ausiliari della sosta, col riconoscimento dello status di pubblico ufficiale e l’esplicitazione della possibilità di redigere i verbali, contestare infrazioni e disporre rimozioni. Ai dipendenti comunali, delle società private e pubbliche di gestione degli spazi di sosta e di quelle di trasporto pubblico, si aggiungono gli addetti alla raccolta rifiuti per le infrazioni che li intralciano“.Maurizio Caprino, Il Sole 24 Ore



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