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agosto

Dopo le favole di Andersen, arrivano quelle del parlamentare Enzo Raisi che si dedica, come fa da tempo, alla strage di Bologna del 2 agosto 1980 con il libro Bomba o non bomba. Tra i due autori, però, c’è una differenza. Mentre le favole di Andersen educavano i più giovani al futuro, quelle di Raisi non portano da nessuna parte, a iniziare dall’illeggibilità dell’opera, priva non solo dell’indice dei nomi, ma anche di quello generale dell’opera.

Condannati i sei medici del reparto di psichiatria dell’ospedale di Vallo della Lucania (Salerno) coinvolti nella morte di Francesco Mastrogiovanni, il maestro elementare deceduto nell’agosto 2009 nel nosocomio. Secondo il tribunale di Vallo i medici sarebbero a vario titolo responsabili di omicidio colposo, sequestro di persona e falso ideologico: da qui le condanne a pene variabili tra i 2 e i 4 anni, con l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Assolti invece i 12 infermieri del reparto.

Francesco Mastrogiovanni morì il 4 agosto del 2009 dopo quattro giorni di ricovero in seguito a un trattamento sanitario obbligatorio. Dalle indagini emerse che l’uomo era stato legato mani e piedi a un lettino d’ospedale ed era rimasto in stato di contenzione per giorni. Il pm aveva chiesto pene per 6 medici e 6 infermieri da 2 anni e 4 anni e 4 mesi. 

Si chiamerebbe Radcliffe Haughton, il 45enne nero che la polizia sta cercando per la sparatoria nel centro commerciale di Brookfield vicino Milwaukee in Wisconsin. L’uomo ha aperto il fuoco nell’Azana Salon Spa causando, secondo l’ultimo bilancio fornito dalla polizia, 8 feriti.

L’uomo, riferisce la radio locale 620WTMKJ, vive a Brown Deer a nord di Milwaukee. La polizia ha rintracciato la sua auto, una Mazda nera del 2003. Sulla scenza sono intervenute le squadri speciali Swat per cercare di catturare e neutralizzare il sospetto, che secondo i pochi particolari forniti dai testimoni sarebbe calvo e alto almeno un metro e ottanta. 

Secondo rialzo consecutivo su base mensile per il fatturato dell’industria italiana che ad agosto, secondo i dati dell’Istat, cresce del 2,9%, trainato dal mercato interno. Il fatturato su base annua, però, pur rallentando la discesa e salendo all’estero, risulta ancora negativo, -2,6% (dato corretto per gli effetti di calendario). Nello stesso periodo i ricavi degli autoveicoli sono scesi del 21,4%, mentre gli ordinativi sono calati dell’8,3%.

Positivi anche gli ordini dell’industria nel mese estivo che risultano in rialzo su base mensile per la seconda volta di seguito, in crescita dello 0,7% su luglio, grazie alla spinta arrivata dal mercato estero. Su base annua, invece, le commesse registrano una forte diminuzione, in calo del 9% (dato grezzo) a causa della negativa performance segnata sul territorio nazionale. Il rialzo mensile di agosto degli ordini è sintesi di un calo dello 0,6% degli interni e di un incremento del 2,5% di quelli esteri.

E’ l’aprile del 2010; l’alba della guerra intestina dentro il Pdl che porterà alla fine del ventennio berlusconiano. Gianfranco Fini firma un testo in dissenso con politica della maggioranza interna al Pdl. E’ l’inizio della battaglia.

 

 

Silvio Berlusconi sarebbe stato a conoscenza degli sprechi di Franco Fiorito. Ad informarlo un lettera del 6 agosto 2012 (quaranta giorni prima che esplodesse la bomba del Laziogate) firmata dal capogruppo in consiglio regionale Franesco Battistoni. Secondo quanto scrive Il Fatto Quotidiano, in quella lettera Silvio sarebbe stato informato delle spese pazze, dei bonifici all’estero sui conti personali, e prelievi in contanti dai fondi del gruppo. La stessa lettera sarebbe stata inviata anche al segretario del Pdl Angelino Alfano e al coordinatore Denis Verdini. Non si ha tuttavia la certezza che i destinatari abbiano ricevuto materialmente la lettera in quanto lo stesso Battistoni, sollecitato dal Fatto, sull’argomento non ha risposto

 

La ricostruzione Secondo la ricostruzione del quotidiano Battistoni, che si è insediato a metà luglio, prende in mano la contabilità e scopre quello che poi di là a poco sarebbe diventato di dominio pubblico: gli sprechi sulla pelle dei contribuenti. Ecco cosa c’è scritto nella lettera: “Caro presidente, sono costretto, con estremo dispiacere, a portarvi a conoscenza di una situazione che è talmente grave da poter minare, in maniera pesante, sia la stabilità della Regione Lazio che la credibilità del nostro partito (…) l’esame, ancorché superficiale della documentazione relativa ai conti correnti ha evidenziato una serie di “anomalie” tali che mi ha immediatamente indotto a nominare dei consulenti al fine di poter esaminare a fondo tali riscontri e consigliarmi sulle scelte consequenziali. Nel frattempo, nonostante i ripetuti solleciti, non sono ancora riuscito a ottenere alcuna documentazione e l’on. Fiorito, oltre a disertare le riunioni di gruppo, assume di essere stato defraudato e addirittura accusa colleghi, peraltro sulla stampa, di poca chiarezza sui conti! La situazione è sconfortante! Al contrario delle sue asserzioni, dai primi riscontri contabili emergono anomalie gravissime dovute a pagamenti “non in linea” con le finalità istituzionali e politiche delle somme dallo stesso amministrate, come acquisti di autovetture, soggiorni lussuosi ingiustifìcabili, prelievi in contante, uso disinvolto di carte ricaricabili e da ultimo, ma non per ultimo, bonifìci personali su conti esteri”.

RIchiesta d’aiuto La lettera prosegue con una richiesta di aiuto da parte di Battistoni: “Credo non sia più tollerabile la presenza del collega nel nostro gruppo e nel partito, riservandomi comunque di illustrarVi, non appena possibile, le complete risultanze delle analisi dei miei consulenti”. Battistoni chiude con fiducia: “Certo di un Vostro immediato e concreto intervento, rimango in attesa per fornire tutti chiarimenti del caso”. IL 27 agosto il capogruppo scrive anche al collegio dei probiviri del Pdl, spiendo che la Bmw X5 acquistata in leasing con i soldi del partito. Il caso esplode poco dopo, quando Battistoni denuncia Fiorito che lo aveva accusato di spese allegre per viaggi e cene. 

 

Silvio Berlusconi sapeva tutto sui soldi rubati da Franco Fiorito al partito e non ha preso alcun provvedimento per più di un mese. Già il 6 agosto del 2012, quasi quaranta giorni prima dell’esplosione del caso, il capo del suo gruppo in consiglio regionale, Francesco Battistoni, scriveva al Cavaliere per segnalargli le spese pazze, i bonifici all’estero sui conti personali e i prelievi in contanti dai fondi del gruppo, alimentati con i soldi dei contribuenti. L’ex premier non era il solo a sapere. Anche il segretario del Pdl Angelino Alfano e il coordinatore, Denis Verdini, hanno ricevuto la lettera sulla razzia di soldi pubblici in seno al Pdl laziale. Eppure né il leader né il segretario né il coordinatore del Pdl hanno preso le opportune iniziative politiche e giudiziarie. Anzi. Dopo l’esplosione del caso Fiorito, il 20 settembre, sarà Battistoni a essere destituito da capogruppo.

Inizia a Bologna al Teatrino degli Illusi di Vicolo Quartirolo mercoledì 17 ottobre (ore 22) il tour de L’Armeria dei Briganti, band sarda di sette elementi composta da Renzo Cugis (voce e chitarra), Samuele Dessì (chitarra e voce), Andrea Murru (chitarra, mandolino e voce), Stefano Piras (chitarra, ukulele e voce), Andrea Lai (contrabbasso e voce), Diego Deiana (violino e fisarmonica), Mario Marino (batteria). 

Una miscela di swing, canzone d’autore, jazz manouche, qualche ripescaggio di splendidi brani ingiustamente maltrattati da tv e pubblicità con strizzatine d’occhio continue alla canzone francese, da Sanseverino a Vian. 

Il debito pubblico italiano ad agosto è sceso a 1.975,631 miliardi di euro, dai 1.977,494 di luglio. Lo si legge nel Supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla finanza pubblica, dove si apprende anche che nei primi otto mesi del 2012 le entrate tributarie si sono attestate a quota 257,121 miliardi di euro, in crescita del 2,8% rispetto al corrispondente periodo del 2011. A giugno secondo Bankitalia si era toccato il record.

In primavera sembravano morte dopo il plebiscito del referendum sardo, poi sono state tenute in vita fino a febbraio del 2013 per evitare il caos amministrativo. In pratica per le otto Province dell’isola, quelle storiche e quelle cosiddette ‘nuove’ citate nei quesiti abrogativi (Ogliastra, Carbonia-Iglesias, Olbia-Tempio e Medio Campidano) non è cambiato nulla. Gestiscono fondi pubblici non in vista di una loro ‘liquidazione’, ma programmano per gli anni a venire, assumono personale, assegnano incarichi e distribuiscono contributi a sagre e fiere. E ricevono ingenti finanziamenti dalla stessa Regione.

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