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Albergo

 

Direttamente dalla Lapponia, l’Ice Hotel di Jukkasjärvi, vicino a Kiruna. Il più famoso e antico albergo europeo interamente di ghiaccio viene infatti creato da 23 anni, ogni volta con forme diverse. Viene creato, temperatura esterna permettendo, tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno. Temperatura interna: meno otto gradi. 

 


pubblicato da Libero Quotidiano

Ecco l'albergo di ghiaccio più antico d'Europa

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L’entrata è imponente: marmo, parquet e acciaio. Le pareti sono chiare con stampe delle bellezze di Roma. L’illuminazione è calda, l’insieme di design. Mobili etnici sapientemente intarsiati. Le stanze vanno dai 75 ai 150 euro. La cordiale ragazza alla reception mi dice che bisogna prenotare con un po’ d’anticipo, perché spesso sono al completo. Su Tripdavisor (370 commenti) ricevono tre stelle e mezza. Strano. La posizione è ottima. Centrale e a due passi dalla metropolitana. Forse il problema è il rumore. Molte stanze affacciano, infatti, sul cortile di un oratorio e spesso ci sono dei bambini che giocano. “Lasciate che i bambini vengano a me”, certo. Ma non viene detto: “In silenzio e non dalle 14.00 alle 16.00”. 

L’hacker che cancellò in un misterioso attacco informatico l’archivio sanitario e amministrativo del Pio Albergo Trivulzio di Milano è stato arrestato. Lo riferisce il Corriere della Sera scrivendo che Giovanni Fredducci, 48 anni e dipendente della direzione economica e finanziaria, è riuscito fra il 13 e 15 agosto del 2011 a violare il sistema del Pat schermando il suo attacco grazie a un complicato sistema. Ora bisogna capire  se l’uomo abbia agito su commissione; tra i dati rimossi c’erano anche quelli riguardanti la gestione del patrimonio immobiliare dell’istituto al centro dello scandalo ‘Affittopoli’, l’indagine principale che ha generato quest’ultima sul pirata informatico.   

“Esiste un sistema che vede in campo una cerchia ristretta di giornalisti che non hanno interesse per il bene della Calabria”. Per il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti il primo problema non è lo scioglimento del Comune di Reggio, ma la cattiva pubblicità dei giornalisti che ne parlano. Anzi, di tre giornalisti con un nome e un cognome. Scopelliti parla a margine di una conferenza stampa sul turismo. “Lo scioglimento – dice – non è stato certo uno spot pubblicitario per tutta la Calabria. Il problema è come si raccontano i fatti e quanto vengono pompate le notizie. Basti pensare a quali giornalisti hanno fatto le domande al ministro Cancellieri durante la conferenza stampa sullo scioglimento”.

 

Il suo bagno in piscina senza costume ha fatto scandalo in Sicilia, ma Vittorio Sgarbi non ci sta ad essere considerato uno “smutandato”. A “Chi” spiega che lui viaggia senza valigia e davanti all’irrefrenabile voglia di fare un bagno non ci ha pensato su un momento: si è buttato scatenando l’ira di un ragazzo ospite dello stesso albergo a Marrazzone. 

Nella polemica sulla sua nudità è intervenuto anche Oliviero Toscani. E Sgarbi liquida su “Chi” il suo ex assessore: “Si è defilato perché non riusciva a cavarne neanche un euro. Da allora fa interviste contro di me, preoccupandosi delle mie erezioni senza avere mai visto lo “strumento””. Il critico d’arte ha testimoniare la sua virilità ha chiamato la pornostar Vittoria Raisi e la sua compagna, Sabrina Colle, che però ha dato un “giudizio distaccato e più oggettivo” visto che lui con lei non consuma: “Sarei un maniaco a fare sesso con la mia fidanzata”. 

Nell’intervista rilasciata a “Chi” Sgarbi parla anche di politica. Ecco allora che attacca senza mezzi termini il movimento 5 Stelle di Grillo. A partire dal nome: “Se chiami il tuo partito come un albergo di lusso significa che non vuoi una poltrona, vuoi una suite”. Altrettando sprezzanti i giudizi sul leader e il suo guru: Essendo Grillo di scarse vedute ed essendo Casaleggio molto furbo, hanno creato una struttura che colpisce il sistema con dei disperati che si candidano perché non sanno che fare”. Alla domanda: chi è il politico che stima di più, Sgarbi non ha dubbi: “Francesco Cossiga“, ma anche Bossi. “Non mi piace Maroni, sembra Martelli con Craxi: ha approfittato di un’ingenuità del leader per prenderne il posto”.

 

Scoop mondiale per il settimanale francese Closer che ha pubblicato in esclusiva alcune foto di Kate Middleton in topless. La futura regina del Regno Unito è stata paparazzata sulla terrazza dell’albergo Chateau Autet nel massiccio del Luberon, nella provenza francese, dove Kate ed il marito, il principe William, secondo in linea di successione al trono, hanno trascorso la seconda luna di miele. Per i Windsor si tratterebbe di un nuovo duro colpo dopo le immagini del principe Harry nudo in una camera d’albergo a Las Vegas. La coppia – si legge sul sito della Bbc – sarebbe infuriata – per quella che considera una violazione della sua privacy durante un pausa privata.

Le immagini non sono chiare, sono state scattate con un   teleobiettivo ma i soggetti sono riconoscibili, sottolinea ancora la   Bbc, che precisa che ci sono 4 pagine di fotografie di William e Kate,  diverse delle quali ritraggono Kate in topless. Il Duca e la Duchessa hanno appreso dell’intenzione del magazine di pubblicare le fotografie  nel corso di una colazione a Kuala Lumpur, dove si trovano per un giro  di nove giorni compiuto nel quadro della celebrazioni per il Diamond   Jubilee della regina.

di Maurizio Belpietro 

Gianfranco Fini querela ma non si spiega. O meglio: si spiega benissimo, perché più di quel che dice e fa dire – ovvero le solite cose contro Libero, la macchina del fango e  altre sciocchezze che servono solo ad alzare una cortina di fumo  per nascondere i fatti – conta quel che non dice. Ovvero che le nove camere prenotate in un albergo di Orbetello dall’inizio di luglio e mantenute a disposizione della sua scorta fino a metà settembre non le paga lui. Ciò autorizza a pensare la sola altra soluzione del giallo e cioè che il conto per le stanze tenute libere per i comodi del presidente della Camera le paghino i contribuenti. Anche se gli agenti non le usano, anche se ci vanno solo nei weekend, anche se Fini trascorrerà a Orbetello solo due settimane, la fattura sarà onorata per intero dallo Stato, al prezzo di favore di 80 mila euro. Una cifra che la media degli italiani vede, lorda, in un lustro o forse più, bruciata in poche settimane per le vacanze di Fini. C’è, ahinoi, di peggio. A quanto pare la spesa non sarebbe la prima, nel senso che da quando l’ex leader di An è presidente della Camera è abituato a trascorrere i suoi fine settimana nella località turistica tirrenica e da quando siede sulla poltrona più alta di Montecitorio gli uomini di scorta lo seguono approfittando dei confort di stanze sempre a disposizione. Fatti conti, in cinque anni la cifra supererebbe i 200 mila euro. Un botto che però non suscita nella terza carica dello Stato neppure un moto di vergogna, anzi, neppure il più leggero rossore o pentimento. Prova ne sia che ieri, dopo due giorni in cui chiedevamo conto della spesa in albergo e quando ormai da più parti si levava forte l’indignazione (del direttore di Lettera43, Paolo Madron, ad esempio, il cui testo pubblichiamo oggi, ma anche di Vasco Rossi, che alla vicenda ha dedicato un suo post su Facebook), Fini ha fatto sentire la sua voce tramite comunicato, annunciando ovviamente querela e precisando che la questione della scorta non è affar suo, ma del ministero dell’Interno, il quale vigila sull’incolumità degli uomini delle istituzioni. Tutto regolare insomma, tutto nella norma.

Foglia di fico levata involontariamente da Repubblica. Infatti, il giornale diretto da Ezio Mauro, occupandosi della faccenda e riferendo della reazione del presidente della Camera, annotava ieri che se è vero che gli agenti dipendono dal Viminale, è altrettanto vero che a Montecitorio esiste un apposito ufficio, l’ispettorato di polizia della Camera, che pur dipendendo formalmente dal ministero dell’Interno, agisce in piena autonomia. Cioè decide gli spostamenti, autorizza le prenotazioni e così via, senza rispondere a nessun altro, ma immaginiamo noi in pieno accordo con lo scortato.  Resta da capire se a pagare alla fine sono direttamente gli uffici di Montecitorio o se l’ispettorato abbia una propria dote finanziaria, alimentata dal Viminale.  Nell’uno o nell’altro caso comunque a saldare la fattura sono sempre i contribuenti ed è difficile credere che il presidente della Camera non si sia mai reso conto dell’enorme spreco di denaro pubblico che si fa in suo nome e per la sua incolumità.  Ma ammesso che non sapesse, ora che la cosa gli è nota che cosa ha intenzione di fare? Che per pochi giorni al mare si spendano 80 mila euro, duecentomila in cinque anni, dovrebbe essere una tale rivelazione da turbare il presidente della Camera fino a indurlo a rientrare precipitosamente a Roma per far annullare la procedura, non senza aver telefonato prima all’albergatore per assicurarsi che il conto gli venga inviato personalmente. Fini insomma dovrebbe chiedere scusa e promettere senza esitazione che gli 80 mila euro li pagherà di tasca propria, e non la Camera oppure il ministero dell’Interno. E invece che cosa fa la terza carica dello Stato, questo pezzo di istituzione che rappresenta gli italiani e in loro nome chiede sacrifici? Se ne sta in vacanza nella villa di Orbetello e querela noi perché abbiamo alzato il velo sulla dispendiosa  abitudine. Egli pensa così di aver chiuso il caso. Di aver chiarito ogni dubbio, forte del formale rispetto delle procedure e delle norme. A Fini basta dichiarare di essere scortato a sua insaputa. Di avere una scorta che spende 80 mila euro in due mesi a sua insaputa. Dopo la casa di Montecarlo venduta al cognato senza che lui se ne accorgesse, ci sono gli agenti che soggiornano in albergo pagando uno sproposito senza che egli ne sappia nulla. Bel genere di politico. Bell’esempio di rigore da mostrare agli italiani e a tutte le amministrazioni pubbliche che non sanno come far quadrare i bilanci. D’ora in poi anche i sindaci richiesti di ridurre le spese potranno dire «io non sapevo». Gli italiani di fronte agli esattori del fisco non potranno dichiarare di non sapere quanto versano di tasse. Ma potranno almeno sapere quali uomini della Casta non votare mai più.

Ps. Il ministro dell’Interno dopo attenta indagine ha comunicato che della scorta di Gianfranco Fini si occupa l’ispettorato di polizia della Camera. Grazie. Non c’era bisogno di un’indagine per appurarlo. Ci avesse telefonato glielo avremmo potuto dire anche noi. Il problema non è chi organizza la scorta del numero uno di Montecitorio. Il problema è che in due mesi si sono spesi 80 mila euro. Anche questo è nella regola? Se è questo ciò che il ministro Cancellieri ha appurato, abbiamo capito come funziona la spending review. I tagli riguardano i comuni cittadini: per chi sta nel Palazzo tutto continua come prima.  

 

L’ultimo scandalo che travolge il presidente della Camera Gianfranco Fini riguarda lo scoop di Libero sulle nove stanze d’albergo riservate per gli uomini della sua scorta in un hotel di Orbetello nel caso in cui il presidente voglia farsi un bagno. Un lusso da 80mila euro: chi paga? Nell’attesa di ricevere una risposta, ecco una carrellata di fotografie di Fini, grande amante del mare, in versione bagnante 


pubblicato da Libero Quotidiano

Fini, un presidente balneare

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Libero chiede a Gianfranco Fini chi paga gli 80mila euro spesi per prenotare nove stanze per la sua scorta in un albergo ad Orbetello e da Futuro e Libertà parte l’attacco: “Macchina del fango” è l’espressione più usata dai futuristi, ancora una volta. “La campagna di Libero contro il presidente della Camera Gianfranco Fini è l’inevitabile conseguenza del ritorno in campo di Silvio Berlusconi – è la congettura di Italo Bocchino, numero due di Fli -. Sorprende anche che a guidare la nuova campagna diffamatoria sia lo stesso Maurizio Belpietro scortato a spese dei contribuenti e la cui scorta fu protagonista di un falso attentato che doveva servire alla promozione della sua scorta e quindi all’aumento dei loro stipendi. Se le nuove prediche berlusconiane vengono da questi pulpiti significa che gli argomenti a disposizione sono ormai esauriti”. Stesse note per Flavia Perina: ”La riaccensione della macchinetta del fango contro Gianfranco Fini da parte di Libero e il Giornale dimostra che i settori più retrivi del centrodestra temono l’emergere di una nuova offerta politica fondata sulla serietà e nemica del populismo”. Per Aldo Di Biagio “gli attacchi mossi contro il presidente della Camera sono figli di un giornalismo di bassa lega e soprattutto viziato da un Pdl ancora con la bava alla bocca”. E mentre Benedetto Della Vedova accusa Libero di celare “sentimenti anti-istituzionali e anti-legalitari”, l’ex amico e oggi rivale Francesco Storace, leader de La Destra, rintuzza: ”Non ce l’ho con Fini per partito preso. Ma esattamente per quello che combina. D’estate, chi può cerca una camera per le vacanze. Lui ha direttamente la Camera con vacanza incorporata, se quello che ha raccontato ieri Libero è vero. In pratica Fini, che non ha smentito, ha prenotato a spese nostre e per i mesi estivi stanze d’albergo per il nugolo di bodyguard che evidentemente servono a proteggerlo dagli improperi del popolo e che paghiamo noi, anche quando non soggiornano nell’albergo delle Camerevoli vacanze toscane. Casta all’ennesima potenza”. 

 

Il Viminale ha chiesto “al capo della Polizia Antonio Manganelli una approfondita relazione sulle modalità del dispositivo di sicurezza predisposto” per il presidente della Camera Gianfranco Fini. Lo ha deciso il ministro Annamaria Cancellieri a seguito della notizia riportata da Libero, che lo accusa di aver prenotato nove stanze di albergo di Orbetello per tutta l’estate destinate alla sua scorta, con una spesa complessiva di 80mila euro. Il quotidiano si chiede, appunto, “chi paga le camere dell’hotel” dove alloggiano i suoi bodyguard.

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