Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

almeno

Fino a qualche anno fa potevi guardare verso la campagna e le colline, intercettavi solo qualche campanile. Oggi restano le gru a frastagliare l’orizzonte: migliaia di nuovi appartamenti, risposte a domande che nessuno ha fatto. Parma è una bella città, ci sono cartoline che la ritraggono com’era e con quelle ci puoi ricordare i bei tempi andati.

Si dice che ogni grande città sia attraversata da un fiume, infatti Parma è divisa in due da un torrente, in secca perenne, salvo cinque minuti di follia quando la vescica è piena. A 200 metri dal Ponte della Stazione (chiamatelo “delle Nazioni” che l’ex vice sindaco Buzzi si offende, vamolà) ne sorge uno nuovo di zecca (come il parassita), dovrebbe congiungere due sponde, unire: porta da una parte all’altra del niente.

Non si ferma la violenza in Siria. E’ di oltre 80 morti il bilancio dell’ennesima giornata di bombe e attacchi. I bombardamenti governativi sulle roccaforti della rivolta hanno ammazzato oltre trenta persone e tra queste si contano anche una donna e un bambino. Secondo i comitati di coordinamento locali, che riuniscono i residenti delle località colpite e solidali con la rivolta, le vittime potrebbero essere 31 e di questi almeno nove membri di un’intera famiglia nella regione settentrionale di Raqqa. Altri dieci uccisi nella regione di Damasco, nove in quella di Idlib e due in quella di Aleppo. Una rispettivamente nelle regioni di Deir az Zor e Homs. Poco fa, i comitati di coordinamento di Kfar Nabl (Idlib) hanno documentato con un filmato amatoriale (www.youtube.com/watch?v=G-do4UrRcuM) i devastanti effetti di un bombardamento aereo che ha colpito il centro cittadino danneggiando pesantemente abitazioni civili e negozi e uccidendo un numero imprecisato di persone. Nel video – la cui autenticità non può essere verificata in maniera indipendente – si vedono almeno quattro corpi di persone, due dei quali appaiono senza vita.

“Siamo la Tunisia, di fronte all’oppressione delle élite”.

La “Poesia dei gelsomini”, ispirata alla primavera tunisina, rischia di costare molto caro a Mohammed al-Ajami, un poeta del Qatar che per quel componimento rischia almeno cinque anni per “insulto all’Emiro” se non addirittura la condanna a morte per “incitamento a rovesciare il governo”. 

Al-Ajami, noto anche come Mohammed Ibn al-Dheeb, è in carcere da quasi un anno. Arrestato il 16 novembre 2011, è stato tenuto in isolamento per mesi prima di poter incontrare i familiari. Si trova attualmente nella prigione centrale della capitale del Qatar, Doha.

Si chiama Badabing! e si puo’ scaricare dall’App Store al prezzo di 1,99 dollari: almeno 12 mila i casi di donne e minorenni che hanno visto le proprie foto riservate finire su siti erotici.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

App 'ruba' foto sexy su Facebook, ripubblicate su siti pornografici

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Si chiama Badabing! e si puo’ scaricare dall’App Store al prezzo di 1,99 dollari: almeno 12 mila i casi di donne e minorenni che hanno visto le proprie foto riservate finire su siti erotici.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

App 'ruba' foto sexy su Facebook e le pubblica su siti pornografici

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Per capire lo stato dell’arte del discorso politico corrente prendo come campione il commento odierno di un amico carissimo, Paolo Flores d’Arcais, che su il Fatto di oggi, dichiara il proprio tifo alle primarie per Matteo Renzi e annuncia il proprio voto alle prossime politiche per la pop band di Beppe Grillo. Valutazioni che potrei (magari) fare pure mie, ma che inducono qualche commento.

“La Francia è una terra d’accoglienza. Amo questo Paese che un giorno mi ha reso uno dei suoi”. A pronunciare queste parole, nei giorni scorsi, è stato Manuel Valls, ministro degli Interni d’Oltralpe, 50 anni, figlio di un pittore catalano andato a vivere a Parigi per sfuggire al franchismo. Manuel fu naturalizzato francese solo nel 1982, un anno dopo l’ascesa al potere del presidente socialista François Mitterrand. Ebbene, è stato proprio lui, Valls, invece per altri versi accusato di ‘sarkozysmo’ all’interno della sinistra del suo Paese, ad annunciare nuovi e meno rigidi criteri per ottenere la nazionalità francese. L’obiettivo è rendere più facile l’integrazione degli immigrati. Nel frattempo, però, il Governo francese sembra fare marcia indietro su un’altra delle (previste) conquiste per gli immigrati: il diritto di voto agli stranieri non Ue alle elezioni comunali.

“A me me piace ‘o blues” canta Irene Grandi e suona Stefano Bollani, ma quando avevano vent’anni facevano il rock, con imprevedibili sterzate rap: “La sostanza ti sostenta / Ma è la forma che conta” rappeggiavano nell’omonima band (La forma) di scarsa fortuna e sommo divertimento, almeno per loro. Vent’anni e due solide carriere dopo – lei stella italica del pop-rock, lui eccelso pianista jazz con incursioni nella classica che l’hanno portato anche alla Scala con Riccardo Chailly, si ritrovano oggi a duettare in un piccolo gioiello discografico, preludio a una prevedibilmente scoppiettante tournée su e giù per l’Italia.

Davvero sconveniente la rottamazione dei politici. Non perché non se lo meritino, ma perché un conto della serva, anzi del contribuente, dimostra che sarebbe meglio assicurare loro il laticlavio vitalizio piuttosto che una pensione da parlamentare.

Prendiamo per esempio uno dei più navigati, Massimo D’Alema, tanto per fare un nome a caso. Ha già ampiamente raggiunto l’età anagrafica e l’anzianità contributiva che gli consentirebbero di ritirare ogni mese un bell’assegno da qualche migliaio di euro. La regola è: 2.486 euro al mese dai 65 anni con un solo mandato, 4.973 euro dai 60 anni con due, 7.460 euro con tre. Se però, invece di candidarlo alle prossime elezioni, lo si dovesse lasciare al suo destino, nel suo vecchio collegio – Gallipoli – si presenterà certamente qualcuno in competizione con qualcun altro. E almeno uno dei contendenti risulterà eletto. Così dovremmo pagare la pensione sia all’ex parlamentare che al nuovo che lo ha sostituito. Quindi, doppia spesa. Almeno, dando per scontato che non vada in porto la riforma istituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari.

Leggi l’articolo integrale su Libero in edicola oggi 21 ottobre

Ancora non sa che la sua amata sorella è morta uccisa dal suo ex fidanzato nel tentativo di difenderla. A Lucia i medici dell’Ospedale Cervello di Palermo, non hanno ancora detto nulla della tragica fine di Carmela. Del resto come biasimarli. Lucia è stata colpita da Samuele Caruso con almeno 20 coltellate in un modo davvero barbaro, è arrivata al pronto soccorso in condizioni lucide, ma la notizia che la sua sorellina più piccola non c’è più sarebbe un ulteriore choc che ancora non è in grado di reggere. “Le abbiamo detto che la sorella Carmela è ricoverata in un altro ospedale – ha spiegato il primario di chirurgia Giuseppe Termine – e che la stiamo curando. Chiede ai medici e agli infermieri come sta la sorella. Abbiamo chiamato uno psicologo che le potrà dire con dolcezza che la sorella è morta”. Dopo il delicato intervento chiurugico durato 3 ore a cui ha partecipato anche il chirurgo plastico per suturare le ferite al volto, alla lingua e al labbro, il quadro clinico di Lucia “comunque è confortante – dice ancora Giuseppe Termini – la ragazza è lucida però nonostante le sue condizioni siano migliorate preferiamo tenerla ancora nel reparto di rianimazione per almeno 48 ore”.

Venti coltellate – “La ragazza è arrivata al pronto soccorso in condizioni lucide – ha detto ancora il primario Termini- ha avuto almeno 20 coltellate su tutto il corpo: quella più grave è la coltellata nella regione lombare, proprio sopra l’ossa sacro. Una ferita lunga almeno 13 centimetri che sanguinava moltissimo. Mi ha colpito il fatto che fosse una ferita lineare, proprio come se fosse stato usato un bisturi. Lo stesso è accaduto alla lingua, ha anche una ferita al labbro di almeno 4 centimetri. Inoltre ha una ferita trasversale all’inguine sinistro di 7-8 centimetri e anche una ferita alla guancia”. E’ lo stesso primario a spiegare ai giornalisti che la ferita vicina alla clavicola poteva essere letale perchè era proprio accanto all’arteria succlavia. “Se fosse stata colpita sull’arteria sarebbe morta dissanguata”, ha spiegato.

La bestia non voleva perderla – Secondo quanto ricostruito dagli investigatori l’aggressore, Samuele Caruso, 23 anni, ha tentato di uccidere a coltellate l’ex fidanzata Lucia Petrucci ma la sorella di Lucia, Carmela, si è messa in mezzo. Purtroppo le coltellate sono state letali per la 17enne , mentre Lucia è riuscita a sopravvivere nonostante le oltre 20 coltellate subite. Agli investigatori, che lo hanno ascoltato per tre ore di fila, l’assassino ha detto di aver perso la testa. Non si rassegnava alla fine del rapporto con la sua Lucia conosciuta proprio sul social network Samuele e così ieri armato di coltello si e’ recato sotto la casa in cui l’ex viveva con la famiglia e ha atteso il suo ritorno dopo la scuola. Poi, forse al culmine dell’ennesimo rifiuto, ha estratto l’arma ritrovata nascosta sotto la sella di uno scooter abbandonato in piazzale Giotto a Palermo, è ha sferrato decine di fendenti. Quelli mortali hanno raggiunto Carmela, che nel tentativo di difendere la sorella ha fatto da scudo alla ferocia bestiale. 

La rabbia degli internauti – E su Facebook si è scatenata la rabbia contro l’assassino con la passione per i gatti e il fisico palestrato. Alberto scrive: “Nn ci sn parole, solo rabbia e dolore. Spero che in carcere i detenuti gli facciano una bella festa con tante legnate! Palermo in lutto”. Per Mary “in casi come questi in cui si ha il colpevole si deve approvare la pena di morte”. Federica mette in dubbio l’ipotesi che si tratti di un delitto d’impeto. “Non ha perso la testa – scrive -, lui è andato lì con l’intenzione di ucciderla altrimenti non sarebbe uscito con un coltello. E questo, secondo me, è ancora più grave. Gente che si sente in diritto di togliere la vita altrui, che schifo. Povera ragazza”. Lucia gli chiede “perchè non ti sei ammazzatu tu?”, mentre Viviana dice: “Che ora paghi! Che lo Stato intervenga! Che i pm siano consapevoli della gravità! Mostro”. “Ti dovrebbero far saltare la testa a colpi di macete” scrive Gemma. 

Archivi