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Arcigay

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso la sua preoccupazione “per il persistere di intollerabili atteggiamenti omofobi che ledono i diritti e la dignità della persona e ai quali bisogna opporre un fermo rifiuto”. Lo ha espresso in un messaggio inviato al congresso di Arcigay. ”Il Presidente della Repubblica – si legge nel messaggio inviato a Marco Coppola, della segreteria nazionale di Arcigay – rivolge il suo augurio di buon lavoro all’Assise, auspicando che da essa possano scaturire elementi utili e significativi per riaffermare la centralità del principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea contro ogni discriminazione inerente alla identità sessuale. Perciò è importante che la battaglia contro l’omofobia e le discriminazioni che ne derivano non sia condotta solo ad opera di meritorie avanguardie, ma divenga un ben più vasto impegno civile”.

“Raccogliamo e accettiamo l’invito di Arcigay Bologna per un dibattito-confronto sul tema dell’omosessualità”. La firma è di Fiorenzo Consoli, responsabile della “propaganda” di Forza Nuova.

Questa la replica, pressoché immediata, della compagine di estrema destra dopo le critiche piovute loro addosso per il blitz di venerdì scorso al Cassero, quando i forzanovisti hanno appeso ai bastioni della sede Arcigay uno striscione con su scritto “Le perversioni vanno curate”. 

Il direttore artistico del Gender Bender, il festival lgbt additato dai forzanovisti come esempio di “cultura” finanziata dagli enti pubblici che avrebbero “confuso la parola con un’altra che con la prima condivide solo tre lettere (culo, n.d.r.)”, aveva ribadito su diversi organi di stampa locali un confronto alla luce del sole.  E ora Forza Nuova accetta.

Da tempo in casa Arcigay si viveva da separati in casa, in un clima segnato da espulsioni, malumori,  lotte fratricide. Ora però, in vista del congresso nazionale che dovrà decidere i nuovi vertici, previsto a Ferrara al 24 al 26 novembre, l’aria che si respira nella maggiore organizzazione gay d’Europa è da guerra aperta.

Da una parte ci sono coloro che vorrebbero rinnovare l’incarico al presidente uscente, il siciliano Paolo Patané, in carica dal 2010. Dall’altra, invece, si posiziona quella fetta di iscritti, che non ha gradito la gestione degli ultimi tre anni, e che per questo sostiene la candidatura Flavio Romani, attuale presidente dell’Arcigay ferrarese. Una corrente ampia quest’ultima, che include i volti storici del attivismo lgbt, come Franco Grillini, e i bolognesi del circolo Il Cassero, che ora ipotizzano addirittura l’uscita dal movimento nazionale.

C’è una circolare del Dipartimento di Pubblica sicurezza che non piace affatto al Circolo Arcigay di Bologna. Si tratta della 333-A/9807.E.1/3368-2012, emanata il 14 maggio dagli uffici del Ministero dell’Interno di Anna Maria Cancellieri e firmata dal Capo della Polizia, Antonio Manganelli. Il documento si occupa delle domande di mobilità del personale della Polizia di Stato, in sostanza fissa delle regole per le richieste di trasferimento di sede di sovrintendenti, assistenti e agenti. Per decidere chi potrà spostarsi si usa un sistema a punti e graduatorie, e da quest’anno potranno salire di punteggio anche le coppie di fatto. Non tutte le coppie però. “I punteggi previsti per le esigenze del nucleo familiare – specifica la circolare in una nota a piè di pagina – si intendono estesi alle analoghe esigenze per le eventuali famiglie di fatto intendendosi per tale quella costituita da due persone di sesso diverso che convivono, more uxorio, coabitando stabilmente. La coabitazione deve risultare da certificazione anagrafica”.

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