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armi

Un Web parallelo e anonimo. Dove si trova Silk Road, “il sito che non esiste” a cui accedere clandestinamente. E’ un Amazon illegale, dove con i “bitcoin”, valuta virtuale, si può comprare qualsiasi cosa.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Un’altra Internet, dove si vendono armi, sesso e droga

Padre Rambo. Questo il soprannome che è stato dato al monsignore per la sua particolare (e imbarazzante per il Vaticano) passione per le armi da fuoco. Il protagonista della vicenda è il cardinale Domenico Calcagno, ex responsabile degli affari economici della Cei e attuale capo dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, l’ente che si occupa delle proprietà della chiesa.

La super collezione – Il prelato, 68 anni, è titolare di una collezione di armi che farebbe invidia a qualunque appassionato: possiede tredici tra fucili e pistole (tra le altre la magnum Smith & Wesson calibro 357, la carabina Remington 7400 calibro 40.06, l’Hatsan Escort, un fucile a pompa tra). La particolare passione di monsignor Rambo è stata svelata dal sito Savonanews, che ha fatto luce sulla vicenda dopo una denuncia del 2006 delle propiretà del prelato, che risulta iscritto al tiro a segno nazionale e che nel tempo libero si diletta con l’hobby della caccia.

L’imbarazzo – Il Vaticano ha appreso con imbarazzo la notizia del prelato-mitragliere. Le reazioni che sono filtrate mostrano l’imbarazzo per il fatto che uno dei più potenti cardinali d’Italia ami sparare, nonostante il fatto che la sua passione sia solo un hobby, quello della caccia.

37 anni fa morivano 13 operai per lo scoppio avvenuto all’interno della Flobert,  una fabbrica di armi a giocattolo di S. Anastasia (Na); come ricorda la cronaca di Luigi Necco, nel commovente ricordo de “e Zezi”, gruppo operaio di Pomigliano d’Arco. Pomi

La storia si ripete anzi peggiora. La mattanza dei morti sul lavoro non si è mai fermata e non possiamo permettere a niente e a nessuno di cancellare le conquiste del movimento operaio. L’articolo 18 non si tocca

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Questa mattina il Times of India riportava la compatibilità balistica fra i fucili sequestrati a bordo della Enrica Lexie e i proiettili trovati nei cadaveri dei due pescatori indiani uccisi il 15 febbraio sul peschereccio St. Antony al largo delle coste del Kerala. Una conferma che arriva direttamente dalla polizia indiana. Nell’intervista riportata dal quotidiano ad un alto responsabile del Laboratorio scientifico della polizia (Fsl) di Trivandrum si parla di scanalature che “coincidono con i proiettili che erano nei corpi dei pescatori e su quelli sparati nei test di due fucili Beretta ARX 160”.

Si complica la posizione dei nostri due marò tenuti prigionieri in India: vi sarebbe una compatibilità tra i due fucili sequestrati a bordo della Enrica Lexie e i proiettili recuperati nei cadaveri dei due pescatori uccisi il 15 febbraio, l’omicidio del quale sono accusati Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La notizia è stata riportata dal quotidiano Times of India.

“Coincidono le scanalature” – Un altro responsabile del Laboratorio scientifico della polizia di Trivandrum ha spiegato al quotidiano che “coincidono il tipo di scanalautre sui proiettili che erano nei corpi dei pescatori e su quelli sparati nei test di due fucili beretta ARX 160”. Il responsabile ha poi precisato: “Dopo aver condotto accurati test sui sei fucili Beretta sequestrati, il Laboratorio ha identificato i due usati per uccidere i pescatori. Il Laboratorio ha consegnato ai responsabili dell’inchiesta un dettagliato rapporto sui test di tiro, la balistica e le impronte digitali.

Cosi’ come fagioli in scatola e armi da fuoco sono utili solo in caso di cataclisma finanziario. Lo dice il guru McCulley, ex capo di Pimco, che consiglia di puntare sull’azionario.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Treasuries buon investimento? Solo in caso di fine del mondo

L'arrivo di Viktor Bout negli States

Trascorse tra servizi segreti, guerriglieri afgani o sudamericani e signori della guerra africani, la vita e la carriera di Vicktor Bout sono l’ispirazione perfetta per un film. L’ultima scena tre giorni fa nell’aula della corte federale di New York, dove il trafficante d’armi russo è stato condannato a 25 anni di carcere e a una multa di 15 milioni di dollari per aver negoziato la vendita di armamenti alle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), cospirando per uccidere cittadini statunitensi. “Non volevo uccidere nessuno. E’ la verità. Dio la sa, e anche tutta questa gente lo sa. Che Dio vi possa perdonare perché dovrete rispondere a Lui, non a me”, ha detto Bout al giudice Shira Scheindlin che ha comminato all’imputato il minimo della pena prevista.

Che fine farà la Lega? Concesso l’onore delle armi a Umberto Bossi e celebrate le sue, riuscite e mancate, rivoluzioni, è questa la domanda a cui molti, in questi giorni, cercano di dare una risposta.

tovato su: Il Gazzettino

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