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“E’ stato un gesto simbolico, non intendevo certo darmi alla macchia”. Così il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, durante l’udienza di convalida dell’arresto eseguito questa mattina nel suo ufficio all’interno della redazione de Il Giornale. Sallusti è stato quindi nuovamente prelevato dagli agenti della Digos, che da tribunale di Milano lo hanno portato a casa di Daniela Santanchè, il domicilio presso il quale il giudice ha stabilito che dovrà scontare la condanna per diffamazione. Vi resterà, Sallusti, fino al 6 dicembre, o almeno così ha promesso oggi al giudice. Giovedì prossimo, infatti, è stata fissata l’udienza del processo per il reato di evasione commesso stamattina dal direttore del Giornale.

Sallusti, dopo aver trascorso la notte nel suo ufficio a Il Giornale, era stato prelevato poco dopo mezzogiorno dagli agenti della digos e portato una prima volta a casa della Santanchè. Qualche minuto più tardi, però, aveva violato l’obbligo di permanenza presso la sede dei domiciliari uscendo in strada, obbligando i poliziotti a intervenire nuovamente e a condurlo a palazzo di giustizia, dove l’arresto è stato convalidato. 

Il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, riaccompagnato ai domiciliari a casa della Santanchè, dove si è impegnato a restare fino al 6 dicembre, quando riprenderà l’udienza per il reato di evasione consumato oggi.


pubblicato da Libero Quotidiano

Convalidato arresto, rinviata udienza per evasione

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Uno scandalo. Una cosa incredibile a vedersi in Italia nel 2012: la polizia entra nella redazione di un giornale e arresta il direttore. E’ accaduto stamattina a Milano ad Alessandro Sallusti, nella redazione de Il Giornale. Una vergogna che ci metterà alla berlina in tutto il mondo. Ma ancora più vergognoso è che a più di un’ora dall’arresto di Sallusti non vi siano state reazioni da parte della categoria: gente che è abituata a inondare le agenzie e i social network delle più inutili cose, stamattina tace mentre un collega viene arrestato in redazione. “Penso di parlare a nome di tutti i giornalisti di Libero – spiega il vicedirettore Massimo De’ Manzoni – quando dico che noi oggi ci vergognamo di essere italiani”

Uno scandalo. Una cosa incredibile a vedersi in Italia nel 2012: la polizia entra nella redazione di un giornale e arresta il direttore. E’ accaduto stamattina a Milano ad Alessandro Sallusti, nella redazione de Il Giornale. Una vergogna che ci metterà alla berlina in tutto il mondo. Ma ancora più vergognoso è che a più di un’ora dall’arresto di Sallusti non vi siano state reazioni da parte della categoria: gente che è abituata a inondare le agenzie e i social network delle più inutili cose, stamattina tace mentre un collega viene arrestato in redazione. “Penso di parlare a nome di tutti i giornalisti di Libero – spiega il vicedirettore Massimo De’ Manzoni – quando dico che noi oggi ci vergognamo di essere italiani”


pubblicato da Libero Quotidiano

L'arresto di Sallusti

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Nel giorno in cui riprenderanno le votazioni al Senato sul ddl diffamazione, Alessandro Sallusti scrive su Twitter: ”Ricevuto ordine di arresto domiciliare”. Il direttore de Il Giornale è stato condannato dalla Cassazione a 14 mesi di carcere e oggi scadevano i 30 giorni di sospensione della pena.

Nei giorni scorsi è stato rinviato lo sciopero generale dei giornalisti, previsto per oggi, contro il provvedimento sulla diffamazione in discussione al Senato. La Fnsi aveva parlato di “sciopero inevitabile”, dopo il via libera alla norma “salva-direttori”, messa a punto dal relatore Filippo Berselli, che prevede, per lo stesso reato della diffamazione, il carcere per i giornalisti e la multa per i direttori.

tovato su: Il Fatto Quotidiano


pubblicato da Libero Quotidiano

Sallusti, ordine d'arresto: ai domiciliari

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La soluzione può essere l’arresto differito, come si fa per le violenze da stadio. Sull’onda lunga degli incidenti che hanno sconvolto le principali città italiane in occasione dello sciopero europeo del 14 novembre, il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri torna a parlare di ordine pubblico. “Nelle manifestazioni in cui ci sono partecipanti che intervengono con caschi o passamontagna – dice – non si può far altro che farli partecipare perché i danni sarebbero peggiori. Una soluzione a questo problema, anche se parziale c’è – aggiunge -, e io intendo portarla avanti: l’arresto differito”. Il riferimento è all’istituto della flagranza differita, introdotta nella legislazione italiana nel 2003 per consentire di arrestare entro le 48 ore dal fatto i responsabili di disordini durante le manifestazioni sportive. Al vaglio del Viminale c’è la possibilità di estendere il Daspo (l’interdizione dagli stadi per chi si rende responsabile di violenze) anche alle manifestazioni: “E’ uno strumento molto efficace – sostiene il ministro – che negli stadi ha già dato delle risposte positive. Stiamo facendo delle valutazioni perchè ci sono degli aspetti costituzionali che dobbiamo chiarire”. 

Il governo Monti è consapevole che il Paese, per quanto riguarda la sicurezza, sta attraversando un momento difficile. Non solo: si tratta di una “situazione di grande preoccupazione”. Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, è intervenuta al Senato in merito alle manifestazioni di piazza avvenute la scorsa settimana e alle prossime annunciate. In quell’occasione, ha spiegato, si sono infiltrati movimenti antagonisti “che da sempre cercano di portare il paese in condizioni di instabilità”. E quando ci sono persone che partecipano a manifestazioni con caschi e passamontagna, “l’arresto differito – ha aggiunto il ministro, che ha espresso piena solidarietà nei confronti delle forze dell’ordine – è uno strumento molto efficace che ha dato risposte positive negli stadi e pensiamo quindi di applicarlo”. Per quanto riguarda il Daspo anche per i manifestanti, invece, il governo sta “facendo una valutazione perché ci sono aspetti costituzionali da chiarire”.

A Roma, durante lo sciopero generale europeo, città invasa da studenti, circa 50 mila. La polizia ha affrontato il corteo con pesanti cariche e lanci di lacrimogeni. Nel video si vedono le forze dell’ordine bloccate da gente che urla: “Andate ad arrestare quelli che vi pagano!”

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Proteste anti-rigore: cittadini salvano studente dall'arresto

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