Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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“Siamo qui non per delegittimare uno stato, Israele, ma per legittimare uno stato: la Palestina. Mi impegno a rianimare i negoziati con Israele”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Anp Abu Mazen al Palazzo di vetro, poco prima che l’Assemblea Generale dell’Onu desse il via libera alla risoluzione che riconosce la Palestina come “Stato osservatore non membro dell’Onu”.

La risoluzione è stata votata con 138 voti favorevoli, tra cui l’Italia. I paesi che hanno votato contro sono stati 9, 41 gli astenuti.

Operai bloccati ai tornelli di ingresso dell’Ilva: i loro badge sono stati disattivati, dopo l’annuncio di chiusura dell’azienda. Dalle 7 di questa mattina è iniziato lo sciopero dei lavoratori proclamato da Fim, Fiom e Uilm. Momenti di tensione si sono verificati quando, l’Ing. Adolfo Buffo direttore stabilimento è sceso tra gli operai. Buffo ha dichiarato che l’azienda sta lavorando per “mettere a norma lo stabilimento e tutelare il lavoro per tutti, garantendo la retribuzione per tutti gli operai”, almeno fino alla decisione del tribunale del Riesame. Contestati anche i rappresentanti sindacali:  “Ti ha dato il panino il padrone – ha urlato un gruppetto di lavoratori – ci avete svenduto per un panino e una bottiglia d’acqua”. “Una decisione giusta per noi – hanno proseguito i contestatori urlando “venduti” e chiedendo le dimissioni – non l’avete presa.  Avete lavorato solo per l’azienda e noi qui a farci il culo” di Di Luigi Piepoli, montaggio di Stefano Spinelli

Sabato 24 e domenica 25 novembre, a Roma, tra la Casa della Pace e il CsoaVillaggio Globale, si terrà l’assemblea nazionale del Forum dei Movimenti per l’Acqua. Associazioni, movimenti e singoli cittadini si confronteranno con l’obiettivo più importante: una piena ripubblicizzazione del servizio idrico integrato in Italia. Un anno e mezzo dopo il referendum che ha sancito una netta vittoria dei movimenti per l’acqua pubblica, molto resta ancora da fare. Francesca Caprini, presidente dell’associazione Yaku, che da sette anni si batte per il diritto all’accesso all’acqua in particolare nell’America Latina e in Europa, sottolinea che si tratta di ”un’assemblea importante davvero. Sia per il momento storico politico che vive l’Europa, fotografato a Firenze in occasione del Forum 10+10, sia per il tentativo che facciamo per aprirci alle altre vertenze sui beni comuni. Si tenta di aprire percorsi simili a quello che ha portato ai referendum su temi differenti, infatti parteciperanno le reti che si battono per la gestione pubblica dei rifiuti e i No Tav”.

La riforma del condominio è stata approvata dalla commissione Giustizia del Senato. Il provvedimento entrerà in vigore sei mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. La norma modifica gli articoli del Codice Civile dal 1117 al 1138. Le principali novità riguardano il rafforzamento dell’azione contro i morosi, la figura dell’amministratore di condominio e l’impossibilità di vietare per regolamento la presenza degli animali domestici.

I 10 principali punti della riforma del condominio:

Via libera agli animali domestici nei condomini, alla pagina web del palazzo e al volontario distacco dal riscaldamento centralizzato. Sono le norme previste dalla nuova disciplina dei condomini approvata dal Parlamento. La nuova legge rende quindi più snelle le decisioni e valorizza la figura dell’amministratore qualificato. L’obiettivo del provvedimento è di intervenire sugli aspetti più controversi della “vita in comune” degli italiani, con regole che dovrebbero riportare ordine nei condomini. Il disco verde in sede deliberante della commissione giustizia del Senato ha approvato il testo licenziato dalla Camera a fine settembre senza modificarne il contenuto.

Animali – Il regolamento condominiale non potrà “vietare di possedere o detenere animali domestici”. D’ora in poi, quindi, se qualcuno vi dice che il vostro cagnolino non può entrare, sapete come rispondere. 

Riscaldamento – Chi si vuole staccare dall’impianto centralizzato può farlo senza dover attendere il benestare dell’assemblea, ma a patto di non creare pregiudizi agli altri   e di continuare a pagare la manutenzione straordinaria dell’impianto condominiale.

Barriere architettoniche – Per la messa a norma in sicurezza e per l’eliminazione delle barriere architettoniche del palazzo basterà che in assemblea siano presenti i condomini che rappresentano un terzo dei millesimi condominiali e sarà sufficiente la maggioranza favorevole del 50 più uno. Per il cambio destinazione d’uso dei locali comuni basteranno invece i quattro   quinti. 

Amministratore diplomato – Niente registro degli amministratori ma restano alcuni requisiti necessari (godimento dei diritti civili, titolo di studio, formazione, assicurazione professionale). Per fare l’amministratore, per esempio, bisognerà frequentare un corso di formazione iniziale, oltre ad aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado. 

Assicurazione e web – L’assemblea può disporre la creazione di un sito internet del condominio, ad accesso individuale e protetto, per consultare tutti gli atti e i rendiconti mensili. L’amministratore, inoltre, all’atto della nomina dovrà presentare ai condomini una polizza individuale di responsabilità civile che copre gli atti compiuti nell’esercizio del mandato. Gli oneri di questa sono a carico dei condomini.

Il Movimento 5 stelle di Bologna cerca la tregua. Riunita in assemblea nel circolo Mazzini, diventato il quartiere generale del Movimento, una cinquantina tra eletti e attivisti a 5 stelle ha discusso della frattura, per nulla sanata, del gruppo comunale. Una conclave, rigorosamente vietata alla stampa e convocata in tutta fretta, dopo le polemiche e i litigi delle scorse settimane. Sul banco degli imputati, infatti, c’erano ancora loro: Federica Salsi, nella bufera dopo la sua partecipazione a Ballarò e il post di Grillo sul punto G, e i due fedelissimi del capo, Marco Piazza e Massimo Bugani. E se l’ex candidato sindaco ha disertato l’incontro per impegni famigliari, Piazza ha assunto i panni del mediatore, chiedendo scusa per aver partecipato, due settimane fa, all’Aventino in consiglio comunale.

Assemblea generale il prossimo dicembre “per la proposizione di un Congresso straordinario”. Lo ha stabilito l’ufficio di presidenza dell’Idv, riunitosi in seguito agli scandali regionali e dopo la puntata di Report sulla gestione dei fondi da parte del presidente Antonio Di Pietro a cui “e stata rinnovata piena fiducia”.

Secondo la nota diffusa dal partito c’è da riflettere sui fatti “che hanno coinvolto alcuni propri esponenti a livello locale”. Per questo servono “nuove e ulteriori regole per la selezione delle candidature e per vincolare gli eletti sul territorio a comportamenti coerenti con gli ideali e le finalità del partito”. Oltre alla ridefinizione delle regole per la trasparenza, i candidati delle prossime elezioni (a partire dalle regionali in Lazio, Lombardia, Molise e Friuli Venezia Giulia) dovranno pubblicare in Rete i loro curricula. 

Si chiamerà “Pi-Pa”, meglio lasciare stare “Pa-Pi”. E allora anche “Re-Mo” invece di “Mo-Re”, che fra l’altro è già la sigla dell’università. Ma perché non lasciar perdere gli acronimi e optare per una bella “Provincia dell’Emilia occidentale”, piuttosto. Se le cose stanno così allora via libera alla “Provincia della Secchia”- che qualcuno ha pensato subito, visto l’andazzo, di attraversare a nuoto. Alla fine, scendono in campo i diplomatici con un’offerta che non si può rifiutare: dobbiamo diventare la “Provincia verdiana”, vi ricordate o no che l’anno prossimo è il bicentenario della nascita del Maestro?

Dallo sgombero dell’ex cinema Arcobaleno alla cogestione del cinema Europa. Dopo mesi di assemblee e una trattativa estenuante, i cineasti “arcobaleno” sono riusciti a farsi affidare la programmazione di un cinema bolognese. Si tratta dell’Europa, sala da tempo in crisi e andata vicino alla chiusura questa estate. Con un calo degli spettatori tra il 10 e il 20% nei primi mesi del 2012 sembravano esserci davvero poche possibilità di sopravvivenza.

L’alta finanza ha fatto quadrato attorno a Carlo Buora e Riccardo Ruggiero. I due ex dirigenti di Telecom Italia hanno superato indenni l’assemblea straordinaria dei soci che ha votato a favore delle offerte di transazione presentate (1,5 milioni da parte di Ruggiero e 1 milione da parte di Buora) per evitare di finire oggetto di un’azione di responsabilità. Il 48,7% del capitale (pari al 99,2% degli azionisti presenti in assemblea) ha votato a favore per la soluzione Buora e il 48,5% per Ruggiero (98,8% dei presenti). Solamente lo 0,4% e lo 0,5% del capitale ha votato contro la proposta, optando dunque per l’azione di responsabilità.

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