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Dopo il caso Favia all’interno del Movimento 5 Stelle scoppia ora la questione sarda. Ad accendere le polveri un post inviato nel forum aperto sul sito di Beppe Grillo, nel quale si protesta perché “le tre liste civiche della Sardegna (Alghero, Sennori e Quartucciu) hanno organizzato la Prima assemblea regionale del Movimento 5 Stelle. Tutto in perfetto stile partitocratico con tanto di regolamento di partecipazione molto dettagliato e selettivo e svolgimento dei lavori rigorosamente a porte chiuse. Scopo dell’assemblea regionale è (udite udite) tra le altre cose: costituzione del gruppo regionale (Direzione Politica?); strumenti di controllo degli attivisti (Gestapo?); creazione comitato esecutivo (Politburo?)”.

All’interno del ‘5 stelle’ scoppia ora la questione sarda. Ad accendere le polveri un post inviato nel forum aperto sul sito del Movimento di Beppe Grillo, nel quale si protesta perchè “le tre liste civiche della Sardegna (Alghero, Sennori e Quartucciu) hanno organizzato la Prima assemblea regionale del Movimento 5 Stelle. Tutto in perfetto stile partitocratico con tanto di regolamento di partecipazione molto dettagliato e selettivo e  svolgimento dei lavori rigorosamente a ‘porte chiuse’. Scopo dell’assemblea regionale è (udite udite) tra le altre cose: costituzione del gruppo regionale (Direzione Politica?); strumenti di controllo degli attivisti (Gestapo?); creazione comitato esecutivo   (Politburo?)”.”Ma non è finita qui, la lista civica di Cagliari (con Emanuela  Corda candidata a sindaco) -denuncia ancora il post- nonostante abbia perso le elezioni senza cioè avere eletti in consiglio comunale (unico esempio in tutta Italia!) ha deciso di ‘incollarsi’ alle speranze di gloria e quindi con gli altri candidati ‘trombati’ hanno fondato una bella associazione (registrata) chiamata Associazione 5 Stelle Cagliari con tanto di statuto e organi dirigenti dell’associazione, insomma hanno messo su una vera ‘organizzazione politica’ con tanto di logo e sito”. ”Caro Beppe, caro Gianroberto, intervenite prima che sia troppo tardi, la libertà -è l’appello finale del post- sta diventando anarchia. Che i consiglieri eletti si occupino piuttosto di realizzare il programma civico invece di creare orticelli elettorali e posizioni dominanti da ‘capobastone'”.

Nella Fondazione Teatro Regio di Parma il Comune è rimasto solo ed ora il sindaco e presidente Federico Pizzarotti è costretto a ripartire da zero. Dopo il fuggi fuggi degli altri soci fondatori, che uno dopo l’altro hanno fatto terra bruciata intorno alla nuova gestione del tempio della lirica targata Cinque stelle, la prossima mossa di Pizzarotti sarà quella di riconvocare tutti gli ex soci, che lunedì si riuniranno per discutere dei problemi che hanno portato al recesso.

“Ho già consegnato una lettera di dimissioni in bianco, ma prima mi piacerebbe confrontarmi con Grillo e Casaleggio”. A pochi giorni dalla diffida arrivata via blog da Beppe Grillo, Filippo Boriani, l’ormai ex-consigliere a 5 stelle del quartiere di Bologna Saragozza, lancia un appello al dialogo, invitando il fondatore del Movimento e il suo spin doctor a Bologna, per una discussione faccia a faccia. Non una resa dei conti, ma “un passaggio politico” che serva a far chiarezza sull’applicazione delle regole interne . E a chi, come il consigliere comunale di Bologna Federica Salsi, lo accusa di aver inizialmente mentito sul suo passato politico replica: “Non ho mai nascosto di aver due mandati alle spalle ”.

“Non si può convocare l’assemblea per l’approvazione del bilancio il 26 luglio”: lo ha appena dichiarato la civilista Delia Serrapede, già candidata all’Ordine forense di Napoli, durante l’assemblea per l’approvazione del bilancio dell’organo di autogoverno professionale in corso al Nuovo palazzo di giustizia, al Centro direzionale. Secondo la professionista questo adempimento, per consentire la maggior partecipazione degli iscritti all’Ordine, andrebbe fissato con maggiore anticipo.

tovato su: Il Denaro

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Salvatore Ligresti, azionista di maggioranza del gruppo Permafin, indagato per aggiotaggio e ostacolo all’attività di vigilanza della Consob nell’inchiesta sulla holding omonima (con Giancarlo De Filippo)  è stato interrogato con la figlia Jonella (vice presidente di Fonsai) per diverse ore dal pubblico ministero milanese Luigi Orsi. Il colloquio è avvenuto giovedì scorso, ma è trapelato solo ora e le conseguenze non si sono fatte aspettare: il consiglio di amministrazione della Fonsai è decaduto dopo le dimissioni di 8 componenti. Hanno comunicato di aver lasciato il cda il presidente Cosimo Rucellai, l’amministratore delegato Emanuele Erbetta i consiglieri Nicolò Dubini, Vincenzo La Russa, Valentina Marocco, Enzo Mei, Giorgio Oldoini e Antonio Talarico. Tenuto conto delle precedenti dimissioni di Andrea Broggini, Maurizio Comoli, Graziano Visentin, Roberto Cappelli, Ranieri de Marchis e Salvatore Militello, le dimissioni di cui sopra hanno determinato il venir meno della maggioranza degli amministratori nominati dall’assemblea.

Torna a Napoli, dopo vent’anni, il congresso nazionale della Società italiana di Radiologia medica (Sirm). Lo decide, su proposta del gruppo regionale campano della Società scientifica l’assemblea nazionale riunita nei oggi a Torino. Firenze è indicata come sede per il 2014, Napoli per il 2016. Presidente del Congresso partenopeo, indicato dal presidente nazionale della Sirm Antonio Rotondo, sarà Adolfo Gallipoli D’Errico, direttore del dipartimento di Diagnostica per immagini dell’Istituto nazionale per la ricerca e la cura dei tumori Pascale di Napoli. L’iniziativa sarà illustrata domani martedì 24 luglio alle ore 12,30 presso la sala Consiglio della Camera di Commercio di Napoli, in via Sant’Aspreno. Interverranno alla presentazione il presidente della Regione Stefano Caldoro, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, il presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni. Filo conduttore del congresso sarà la Radiologia in Oncologia. L’evento, che si svolge ogni due anni per la durata di cinque giorni, registra in media una presenza di circa 10 mila persone tra congressisti, accompagnatori e personale di supporto tecnico e operativo. Ad ospitare i lavori sarà la Mostra d’Oltremare di Napoli.

Secondo giorno di sciopero della fame per il Presidente di Federfarma Napoli Michele Di Iorio che, insieme al Presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli Vincenzo Santagada, ha inteso dare – si legge in una nota – un segnale forte all’amministrazione regionale ed ai commissari delle Asl napoletane in ritardo con i pagamenti spettanti alle farmacie di Napoli e Provincia”. Intanto, l’assemblea di Federfarma, riunitasi ieri sera e conclusasi a tarda notte, ha confermato la propria adesione alla serrata del prossimo 26 luglio, stabilendo di garantire il servizio ai cittadini soltanto attraverso le farmacie di turno secondo il calendario prestabilito dall’Ordine dei farmacisti. L’assemblea ha inoltre scelto di differire a settembre ulteriori forme di protesta per non arrecare danno ulteriore alla cittadinanza in un periodo particolare quel e’ quello pre-vacanziero. Contestualmente alla serrata del 26 luglio i farmacisti campani manifesteranno sotto la sede della Giunta Regionale in via Santa Lucia. Il presidente Di Iorio continuerà la sua protesta, presidiando 24 ore su 24 la sede di Federfarma Napoli, in attesa di una risposta da parte del Presidente Caldoro. Lungo la balconata della sede napoletana di Federfarma, da ieri, èstato installato uno striscione con la scritta ”I farmacisti in sciopero della fame”.

“Ho trovato alcune affermazioni nei confronti del presidente Napolitano veramente indecenti, perché tutti sanno che Napolitano non ha alcuna ragione per difendersi personalmente”. Così il segretario Pd Pier Luigi Bersani interviene sulla polemica sollevata dal Quirinale con la decisione di ricorrere alla Corte costituzionale per un conflitto di attribuzione contro la Procura di Palermo in merito alle telefonate intercettate nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia.

Intervistato dal giornalista dell’Unità Simone Collini alla Festa Democratica di Roma, Bersani ha affrontato anche il tema che ha lacerato l’ultima assemblea del partito: ”Abbiamo deciso che il Pd propone le unioni gay secondo legislazioni europee come quella tedesca. Questa è la vera verità che ci fa dimenticare incertezze del passato, e a chi chiede passi ulteriori ricordo che in Italia non siamo riusciti a fare ancora una legge contro l’omofobia”. 

Deleghe strappate, insulti contro la presidenza e a mezzo stampa. Due giorni di caos nel Partito democratico per un documento sui diritti civili che l’assemblea di sabato ha impedito di votare. Rosy Bindi ha infatti messo ai voti il contributo del comitato da lei presieduto mentre ha precluso che l’integrazione dell’area “laica” del partito andasse al voto. E’ partita così la protesta di molti delegati, lo sfogo di Paola Concia dal palco, la riconsegna delle deleghe da parte di Andrea Benedino, Aurelio Mancuso ed Enrico Fusco.

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