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Attività

Sulla lotta alla speculazione finanziaria sfrenata l’Europa prova a seguire gli Stati Uniti, proprio mentre Oltreoceano si lavora per ammorbidire le regole.  Il Rapporto sulla riforma del sistema bancario Ue realizzato per la Commissione Europea dal gruppo di alto livello di esperti guidato dal governatore della Banca centrale finlandese Erkki Liikanen, pubblicato oggi, infatti, chiede una “separazione legale” all’interno dei gruppi bancari delle attività più a rischio da quelle meno a rischio come i depositi.

Le aziende sanitarie, al pari delle altre amministrazioni pubbliche, devono adottare entro il 31 marzo di ogni anno piani triennali di razionalizzazione e riqualificazione della spesa, di riordino e ristrutturazione amministrativa, di semplificazione e digitalizzazione oltre che di riduzione dei costi della politica e di funzionamento, compresi gli appalti di servizio, gli affidamenti alle partecipate ed il ricorso alle consulenze (persone giuridiche). I piani devono indicare la spesa sostenuta per ciascuna delle voci interessate ed i correlati obiettivi in termini fisici e finanziari. Le eventuali economie aggiuntive possono essere utilizzate annualmente, nell’importo massimo del 50 per cento, per la contrattazione integrativa. Il restante 50 per cento è destinato all’erogazione di premi (articolo 19 del decreto legisdlativo n. 150 del 2009). E’ quanto prevede l’’articolo 16 del decreto legge n. 98 del 2011

Riprenderà domani in Consiglio (seduta convocata dalle 10.30 alle 14) l’esame della legge regionale sul riutilizzo delle aree industriali dismesse da almeno 24 mesi.
Con il via libera alla proposta bipartisan firmata dai consiglieri regionali del Pd Giuseppe Russo, Rosa D’Amelio, Umberto Del Basso De Caro e da Pietro Foglia dell’Udc, un’azienda che occupa suoli acquisiti attraverso procedure espropriative e intende cessare la propria attività dovrà ottenere il via libera dell’Asi competente per cedere l’immobile a un soggetto terzo. Tra l’altro, la cessione sarà vincolata alla realizzazione di una nuova iniziativa imprenditoriale nei tempi previsti dal piano industriale validato dall’Asi.
In ogni caso il suolo e l’immobile non dovranno restare a lungo improduttivi. Ecco perché, decorsi inutilmente 24 mesi dalla cessazione dell’attività senza che la stessa sia stata ripresa o ceduta a terzi, e senza che sia stato messo in atto un progetto di ristrutturazione o di riconversione documentato, le Asi competenti sono abilitate ad espropriare i suoli. Anche i nuovi acquirenti dovranno accelerare sul processo di riconversione e riutilizzo dell’area. In caso contrario i suoli ceduti per iniziative industriali, trascorsi ventiquattro mesi di inattività della nuova azienda che si è insediata, rientreranno nella piena disponibilità dell’Asi che potrà riassegnarla a nuove aziende. Le norme si applicano anche ai suoli destinati ad attività industriali che siano stati originariamente acquisiti da soggetto pubblico diverso dalle Asi; nei casi in cui la cessazione della produzione industriale riguardi aziende per le quali sia intervenuta dichiarazione di stato fallimentare; e, infine, ai suoli ceduti e da cedere per attività manifatturiere in aree Pip (Piano per gli insediamenti produttivi) da parte dei Comuni che si siano avvalsi, per la loro acquisizione, delle procedure espropriative. Al voto in Consiglio anche i nuovi criteri di nomina dei direttori generali di Asl, Aziende ospedaliere e Irccs, l’istituzione del Registro tumori, le norme per l’organizzazione di una rete di servizi ospedalieri e territoriali per l’accoglienza e assistenza alle vittime di violenza di genere e la ratifica dell’accordo tra Regioni Campania e Calabria per il funzionamento dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno.

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