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“Non è stata Sabrina a uccidere Sarah, sono stato io. Questo rimorso non lo posso più portare addosso”. Michele Misseri, cambiando di nuovo versione, ha risposto così alle domande dell’avvocato di sua figlia sull’omicidio di Sarah Scazzi

Il colpo di scena – Misseri ha spiegato che quel pomeriggio del 26 agosto, dopo aver pranzato brevemente, è sceso nel garage. “Il trattore non partiva – ha raccontato – ero già nervoso dalla mattina. Il portone del garage era tutto aperto: Sarah non l’ho vista scendere, è giunta improvvisamente alle mie spalle. Forse mi ha chiesto se poteva suonare al citofono della mia abitazione o forse mi ha chiesto perché stavo guidando. Non so cosa volesse. Io ho detto ‘Sarah vattene’. Non ho capito bene cosa voleva da me. Mi stava dando fastidio”.

Seduta sospesa – Dopo questa diciarazione l’avvocato Armando Amendolito, durante l’esame testimoniale condotto dal legale di Sabrina Misseri, Franco Coppi, ha interrotto la seduta, chiesto la parola alla Corte e annunciato la rimessione del mandato come difensore di  Michele. “Non c’è piena aderenza con la linea concordata con il cliente”, ha dichiarato. E così l’udienza, che era iniziata da una decina di minuti, è stata sospesa. 

La riforma delle pensioni sta per finire in un’aula di giustizia. I 260 mila esodati (licenziati senza diritto alla pensione) passano al contrattacco. Decisi a portare in tribunale il ministro Elsa Fornero.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Lavoratori: pronta class action contro Fornero per mobbing

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Rapina ieri sera nella villa di Sergio Zavoli a Monte Porzio Catone, vicino a Roma. I rapinatori, almeno quattro con il volto coperto e armati di pistola, sono entrati nell’abitazione da una porta secondaria e dopo aver immobilizzato i domestici hanno minacciato e picchiato il giornalista che poi è stato rinchiuso in una stanza insieme ad alcuni domestici. I rapinatori hanno portato via una cassaforte. Zavoli è stato medicato al pronto soccorso dell’Ospedale di Frascati. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Frascati e dei Ris.

E’ tornata in aula, questa volta nel tribunale di Genova, Ruby Rubacuori. La show girl è arrivata stamattina per deporre in aula come testimone al processo che vede imputato il suo fidanzato, e padre di sua figlia, Luca Risso, accusato di pornografia minorile. La giovane, come riporta il sito de Il Secolo XIX, è stata chiamata a rispondere di una festa in cui Risso avrebbe fatto esibire Ruby allora minorenne.

Ma Kharima el Marhoug lo difende a spada tratta: “Volevo far ingelosire Luca Risso perché avevo visto che parlava con la sua ex fidanzata. Ma Luca sapeva che avevo 23 anni”. “A chi mi chiedeva l’età”, ha spiegato Ruby ai giudici, “rispondevo di avere 22 o 24 anni a seconda di chi me lo chiedeva. A Risso avevo dato mille versioni, ho sempre tergiversato sulla mia età”.

La Germania si è innamorata della piccola Vittoria, la figlioletta dell’europarlamentare del Pdl, Licia Ronzulli, sempre in aula con la mamma. La Bild l’ha soprannominata “mini italienerin” e scrive che è “la più piccola e dolce deputata d’Europa”.  

La mamma la porta in parlamento da quando ha sei settimane e ora che la bimba di anni ne ha due, alza la mano per votare, gattona sulle scale, tira il naso alla Ronzulli e mette le cuffie per il traduttore automatico all’orsetto. Scenette di ordinaria tenerezza che però a Strasburgo tanto ordinarie non sono. Ma colleghi e collaboratori ormai ci hanno fatto l’abitudine: “Non dicono più niente – ha detto la Ronzulli a Bild – Vittoria è diventata una sorta di mascotte del Parlamento”. Del resto la deputata del Pdl cerca di semplicemente di conciliare lavoro e famiglia: “A Bruxelles, dove vivo, Vittoria va al nido, ma a Strasburgo, durante le sedute, lei sta con me. Vive con me in hotel, viene in ufficio e la porto con me alle sedute plenarie”.

Bagarre in aula per una sigaretta elettronica. La vicepresidente del Senato Rosi Mauro ha redarguito Mario Baldassarri, del Fli, “colpevole” di emettere nuvolette di vapore con la sua bionda elettronica, e Lucio Malan, del Pdl, per averlo difeso.

Scrive il Giornale che la Mauro, furibonda ha tuonato: “Senatore, in aula non si fumano sigarette. Nemmeno quelle elettroniche”. Per poi lasciarsi scappare la frase: “Se tutti facessero così l’aula diventerebbe un bagno turco”. 


pubblicato da Libero Quotidiano

"L'Aula come un bagno turco" La Mauro vieta il fumo elettronico

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Riprende nell’Aula del Senato l’esame del Ddl Diffamazione. E il dibattito si apre sulla norma ‘salva-direttori’ messa a punto dal relatore Filippo Berselli: quella che prevede, per lo stesso reato della diffamazione, il carcere per i giornalisti e la multa per i direttori. “In una sola norma – commenta il responsabile Giustizia dell’Idv Luigi Li Gotti – ci sono due mostriciattoli giuridici. E’ invotabile”. In tal senso, il governo è intervenuto in aula, con il sottosegretario alla Giustizia Antonino Gullo, per comunicare la contrarietà “per ragioni tecniche” alla proposta, in quanto incidente sul sistema dei reati in concorso previsto dall’art.110 del Codice penale, oltre che sull’art.57 relativo ai reati a mezzo stampa. Il niet del governo però non è bastato, visto che l’aula di Palazzo Madama ha approvato la norma

Sputi, urla, minacce e spintoni. Il mondo dei notav non perde mai le buone abitudini. E le porta pure dentro le aule dei tribunali. Oggi a Torino c’era l’udienza per gli scontri del 2011. Sotto processo ci sono 45 attivisti. I compagni di baruffe sono andati a dare sostegno agli imputati. Ma nonostante si sapesse che la stessa udienza era stata rinviata per il ritardo sulla consegna delle notifiche, gli attivisti hanno preso d’assalto il tribunale.Hanno bloccato la strada davanti al Palazzo di Giustizia per un processo che, secondo i No Tav, serve solo ad “indebolire il movimento e dividere i manifestanti in buoni e cattivi”. I militanti poi sono entrati in aula. A quel punto come nei processi alle brigate rosse degli anni 80, sono partiti insulti e urala: “Libertà, libertà” urlano gli imputati Maurizio Ferrari e Alessio Del Sordo, “Tutti liberi, tutti liberi”, rispondono gli attivisti. Non contenti gli attivisti hanno aggredito un cameraman Rai. Lo hanno spintonato, preso a calci e sputi  e infine costretto a lasciare l’aula al grido di “spingi i giornalisti, i veri terroristi”. Il giudice, visto l’ambiente ostile ha deciso di sospendere l’udienza e cameraman, contuso, si è andato in ospedale.

Pugni e sputi alla prima udienza del processo per gli scontri no Tav del 2011. La tensione tra alcuni attivisti e un cameraman della Rai, che stava facendo delle riprese all’interno dell’aula del tribunale di Torino che ospita il procedimento si è trasformata in bagarre: alcuni presenti hanno chiesto all’operatore di spegnere la telecamera, poi l’uomo è stato raggiunto al basso ventre da un pugno e infine da uno sputo. Il cineoperatore è stato trasportato in ospedale.

Con un giorno d’anticipo rispetto al previsto, il ddl Diffamazione torna domani all’esame dell’aula del Senato. Lo ha stabilito la Conferenza dei Capigruppo, “ma – ha reso noto il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri – si voterà la questione sospensiva presentata dal Pd. Poi a seconda del voto si deciderà il da farsi”. Emblematica la presa di posizione del presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro: “Il testo è un cane morto”.

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