Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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Gli uffici della banca tedesca HypoVereinsbank (Hvb), filiale di UniCredit, sono stati perquisiti ieri “per sospetta evasione fiscale”. A condurre l’inchiesta è la Procura di Francoforte che ha precisato ad Afp che si è trattato di “un intervento a livello nazionale” che ha interessato 13 sedi del gruppo bancario, il cui quartiere generale è a Monaco di Baviera. I sospetti si concentrerebbero sulle transazioni in titoli azionari avvenute durante il periodo 2006-2008, con date vicino il pagamento dei dividendi agli azionisti. In particolare la Guardia di Finanza tedesca indaga sul mancato pagamento di crediti di imposta sui redditi da capitale per un valore, secondo quanto anticipato ieri sera dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, di circa 124 milioni.

“Una situazione paradossale”. Il giudice per le indagini preliminari di Taranto, Patrizia Todisco, bolla così quella che definisce “la situazione attuale dell’Ilva” che “imperterrita” ha continuato a produrre nonostante l’autorità giudiziaria avesse emesso un primo provvedimento il 26 luglio del 2012, poi confermato dal Riesame e così fino in Cassazione, di blocco della produzione. L’azienda del gruppo Riva, quindi, non avrebbe potuto far uscire dalla fabbrica nessuno tipo di lavorato o prodotto. Tutto l’acciaio prodotto all’Ilva da quel giorno in poi è frutto di un reato. Quel disastro ambientale provocato da un riversamento continuo “nell’ambiente circostante e non di una quantità rilevante di sostanze altamente nocive per la salute umana” e non solo. I prodotti lavorati finali sono, nel ragionamento del gip, il “frutto” di un avvelenamento del territorio, degli animali e delle persone che, secondo i rapporti epidemiologici, ha portato il territorio ad avere un’incidenza di tumori spaventosamente alta.

Nello sviluppo normale dell’individuo, secondo alcune teorie psicoanalitiche, occorre che avvenga un parricidio psicologico. Per divenire adulto e autodeterminarsi il giovane deve mettere in discussione le regole, gli insegnamenti e l’autorità che fino a quel momento le figure paterne gli avevano trasmesso. Questa presa di distanza spesso sfocia in un conflitto doloroso in cui sembra che non ci sia mediazione. I genitori di figli adolescenti, che vivono questo momento conflittuale, spesso soffrono perché non capiscono come mai il loro figliolo, che fino ad allora era così dolce e carino, improvvisamente divenga un mostro che li aggredisce e li mette in discussione.

L’autorità di regolazione dei trasporti servirebbe a difendere gli utenti dalle rendite fatte a loro danno dai monopolisti privati e a difendere i contribuenti dalle inefficienze dei monopolisti pubblici sussidiati. È stata inventata dalla signora Thatcher, e in Italia promessa da diversi governi, con particolare enfasi dal governo Monti. Si è arrivati, pochi mesi fa, a una rosa di tre nomi di esperti, e a definire la sede (Roma, che sorpresa!). Corre voce che autorevoli candidature di personalità indipendenti siano a giugno cadute per i veti di qualche manager di aziende monopoliste.

Il mancato accordo tra i partiti sui tre candidati finali è stato interpretato dai più ingenui come una vera lite sulle competenze. Santa ingenuità! L’autorità è scomparsa dall’agenda del governo: nessuno in realtà la vuole. Non i monopolisti pubblici e privati, che preferiscono continuare a incassare rendite o essere inefficienti. Gli utenti e i contribuenti non si accorgono di nulla. Ma anche i politici sono più contenti così: è più facile farsi corrompere da un monopolista che da uno che deve fare i conti con la concorrenza e magari rimediano ricchi posti nei consigli di amministrazione. Il gatto regolatore dunque dorme (i ministeri responsabili dormono un sonno profondo da sempre…), e i topi monopolisti ballano.

Non solo incandidabili. Il Viminale accelera sulla riduzione delle spese per le scorte. La Commissione che sta lavorando alla “pratica” sta mettendo a punto le nuove regole per garantire un sostanzioso piano di risparmi sulla sicurezza. Ogni anno lo Stato spende 250 milioni di euro tra autorità politiche, istituzionali, collaboratori di giustizia e relative famiglie (rispettivamente 1.000 e 4.000). La prima mossa della Comissione prevede una stretta per quelle personalità che hanno terminato il proprio mandato: in quel caso, basta scorta (tre macchine blindate, ognunga con tre agenti a bordo) ma semplice tutela con un solo agente al seguito. “Liberando” i circa 2.000 agenti delle scorte si garantirebbero 200 volanti e pattuglie in più. Impossibile, certo, ma l’obiettivo è snellire il sistema. Un’idea, per esempio, è quella di garantire alle autorità che si spostano sul territorio scorte “a staffetta”, con auto e agenti che si danno il cambio di provincia in provincia evitando servizi eccessivi per chilometraggio e durata.

Tutti gli scortati – Attualmente le autorità con scorta garantita al massimo livello per un anno dall’addio sono 16: oltre al presidente della Repubblica (con servizio personalizzato) ci sono i presidenti di Camera e Senato, il presidente del Consiglio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, i ministri di Interni, Difesa e Giustizia, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione, il vicepresidente del Csm, il presidente della Corte Costituzionale. In generale, sono ben 4.000 le auto utilizzate, perché oltre ai vertici dello Stato tutelati con scorta di massimo livello ci sono 82 personalità con scorta di secondo livello (2 auto blindate con 3 agenti per vettura), 312 con scorta di terzo livello (un’auto, 2 agenti), 174 con scorta di quarto livello (un’auto blindata, uno o due agenti): 585 dispositivi attivi, troppi e troppo costosi.

Uno scandalo sta facendo tremare l’Inghilterra. Il presunto coinvolgimento della BBC nella protezione di un famoso conduttore televisivo accusato di molestie sessuali. Jerry Savile è appena morto, ultraottantenne e carico di onori, ma la sua scomparsa ha spinto alcune sue vittime a farsi avanti e a denunciare i suoi misfatti. Ora la magistratura si occupa del caso, il direttore generale della BBC è stato interrogato dal Parlamento e la BBC stessa ha avviato un’inchiesta interna.

Nei guai finisce Giancarlo Giannini, per concorso in falso in bilancio. E’ da questa estate che la conduzione del salvataggio del gruppo assicurativo Fondiaria Sai sta provocando un mezzo terremoto dentro l’Isvap.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

FonSai: indagato presidente autorità vigilanza assicurazioni

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Il governo proporrà ”un vero e proprio commissario per l’anti-corruzione”. E’ il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, in una intervista al Messaggero, ad annunciare la proposta nella quale assicura che si cercherà in Senato “il massimo del consenso. Faremo alcune modifiche che riteniamo opportune. Una di queste potrebbe riguardare l’autorità che si occupa dell’anti-corruzione nella pubblica amministrazione: attualmente è priva di poteri”. L’emendamento (“l’abbiamo elaborato e scritto Patroni Griffi ed io e tra poche ore lo consegneremo al ministro Severino”) è pronto e prevede che il nuovo ‘super-commissario’ sia “scelto dal governo ed eletto dal Parlamento con la maggioranza qualificata” quindi “senza creare nuove Authority”.

Un peschereccio italiano, l’Artemide, è stato fermato dalle autorità egiziane nella serata di ieri. Ne ha dato notizia il deputato regionale Toni Scilla, affermando che il presidente di Federpesca, Luigi Giannini, ha contattato il vice ambasciatore italiano in Egitto, Andrea Orizio, “che ha assicurato – dice Scilla – un tempestivo intervento per scongiurare lungaggini e ulteriori problemi”.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Arrestato a Cuba per l’uccisione dei coniugi Burgato a LignanoReiver Laborde Rico, indagato assieme alla sorella Lisandra è stato fermato dalle autorità dell’isola anche se non sono giunti riscontri formali alle autorità italiane sulla misura cui è stato sottoposto. Secondo quanto si è appreso, i carabinieri del Nucleo investigativo di Udine hanno attivato l’Interpol fornendo informazioni sul mandato di cattura emesso dalla magistratura italiana nei confronti del ventiquattrenne cubano.

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