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Si era fatto male cadendo dalla moto. Ha portato un certificato medico. Eppure non lo hanno fatto votare. Sotto la scure delle giustificazioni respinte al ballottaggio delle primarie del Pd è caduto anche Carlo Verdone. Il regista romano, da sempre elettore di centrosinistra, si è visto rifiutare la sua motivazione per non aver votato al primo  turno dal seggio di via dei Giubbonari, a due passi da Campo dè Fiori a Roma. E’ lo stesso regista a raccontare l’episodio al “Secolo XIX”. “Ero andato pure due volte sabato -dice il  regista- portando le giustificazioni necessarie”, vale a dire un certificato medico e, in più, la carta d’imbarco per Madrid, dove da mercoledì a venerdì presentava il suo film ‘Posti in piedi in Paradiso’. ”Non sono un furbastro dell’ultimo minuto -si sfoga il regista-,  questo modo di fare non mi piace. Come se dicessero: è una cosa   nostra. Mi sento dispiaciuto, anzi arrabbiato. Defraudato di un diritto, come cittadino. Non saprei dire -conclude- se voterò ancora Pd”.

Vince Pierluigi Bersani, vince il “vecchio” Partito democratico. Nessuna sorpresa al ballottaggio delle primarie Pd, con il segretario che schianta il rivale Matteo Renzi, il rottamatore del partito: i primi dati ufficiali danno Bersani oltre il 60%, svantaggio apparantemente incolmabile per il sindaco di Firenze. L’aria che tira è chiara: lo staff di Bersani fa sapere che il futuro candidato premier del centrosinistra festeggerà dalle 22 al teatro Capranica di Roma. Lo stesso Renzi ha riconosciuto la sconfitta su Twitter: “Era giusto provarci, è stato bello farlo insieme. Grazie di cuore a tutti”, ha scritto dopo un quarto d’ora dalla chiusura dei seggi. La portavoce di Bersani Alessandra Moretti si è affrettata a rassicurare lui e, probabilmente, la buona fetta di elettori anche estranei al Pd che l’avevano sostenuto: ”Ci saranno forti convergenze anche con Renzi”.

Ritorno al passato – L’impressione a caldo, dopo il voto, però, è che nonostante le dichiarazioni ufficiali, il Partito democratico abbia fatto un deciso passo indietro: alla novità, anche rischiosa, elettori e soprattutto dirigenti hanno preferito affidarsi a quello che Renzi ha definito con amara ironia “l’usato sicuro”. Anche con qualche trucchetto, come il pasticciaccio sulle regole e il rifiuto di accettare 9 richieste di registrazione su 10 di chi al primo turno non aveva votato ma che, chiamato a raccolta soprattutto da Renzi, era disponibile a farlo per il ballottaggio. D’Alema e Bindi andranno a casa, probabilmente, ma tutto il resto resterà, ricompattato dal voto pro-Bersani. Compresa l’alleanza con Sel di Nichi Vendola. Più che socialdemocrazia all’italiana, pare più un bel ritorno al passato. Alle politiche de 2013 il giudizio finale: e lì non voterà solo il popolo della sinistra.

Il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani ha vinto le primarie del centrosinistra. I dati devono essere ancora essere confermati, ma dopo lo scrutinio di oltre 6mila seggi su 9219 le preferenze per Bersani sono al 60,8 per cento, mentre per Matteo Renzi ha votato il 39,2. Il sindaco di Firenze ha ammesso la sconfitta, prima via twitter, poi durante il suo discorso al quartier generale della Fortezza da Basso: “Bersani ha vinto nettamente, gli ho fatto i complimenti”.

Il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani ha vinto le primarie del centrosinistra. I dati devono essere ancora essere confermati, ma dopo lo scrutinio del 18,7 per cento dei seggi (1732 su 9219) le preferenze per Bersani sono il 61,5 per cento, mentre per Matteo Renzi ha votato il 38,5. In termini di voti assoluti le cifre sono queste: Bersani ha raccolto 136.566 voti, Renzi 85.414 voti. 

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, quello di Genova, Marco Doria, e quello di Cagliari, Massimo Zedda, in una dichiarazione congiunta hanno annunciato la loro scelta a favore di Pier Luigi Bersani per il ballottaggio, domenica, delle primarie del centrosinistra. “Abbiamo votato al primo turno delle primarie – scrivono i sindaci – sostenendo Nichi Vendola e, di fronte ora alla scelta che il ballottaggio ci pone, riteniamo che Pier Luigi Bersani abbia le qualità, l’esperienza e la personalità per dare forza, identità e coerenza di governo al centrosinistra”.

Dopo un’oretta di confronto televisivo e relativa overdose di melassa zuccherina, tale da mettere a repentaglio la salute anche di non diabetici (intervallata da qualche piccola perfidia politichese), credo di essermi fatto un’opinione su quanto avevano da offrire i contendenti impegnati nel ballottaggio delle primarie di centrosinistra.

Il Pierluigi e il Matteo che si confrontavano su Rai Uno in un set allestito secondo i dettami Made in Usa visti all’opera nei mesi scorsi. Solo che allora Obama e Romney si contendevano il ruolo di “uomo più potente del mondo”, ora i nostri eroi non si sa bene per cosa competano. Per il posto di vice premier nel prossimo venturo governo Monti?

Ecco la video satira con la parodia delle primarie del Pd. Alla fine il ballottaggio sarà una soprpresa…


pubblicato da Libero Quotidiano

La video parodia delle primarie e alla fine la spunta Tabacci

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Domenica 2 dicembre, si vota per il ballottaggio delle primarie di centrosinistra 2012 che vede in lizza Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi. Le votazioni si svolgeranno dalle 8 alle 20 negli stessi seggi in cui si è votato per il primo turno e saranno ammessi al voto gli elettori in possesso del ‘certificato di voto‘ rilasciato in occasione del turno del 25 novembre, completo del cedolino relativo alla giornata del 2 dicembre.

Matteo Renzi critica le modalità di partecipazione al ballottaggio. E lo fa alla Telefonata di Belpietro dove prende di mira la decisione, presa dal coordinamento nazionale delle primarie e ratificata dal collegio dei garanti, di riaprire solo per due giorni le registrazioni in vista del secondo turno. “Chi non è registrato avrà una finestra di due giorni, noi speriamo di arrivare fino a domenica. In Francia quando ci sono state le primarie tra Hollande e Martine Aubry sono aumentate le registrazioni del voto tra il primo e il secondo turno, i cittadini vogliono partecipare“. Il sindaco di Firenze ha aggiunto: “La giustificazione non la deve dare il cittadino che vuole votare, ma chi sta lì da 20 anni e non ha cambiato le cose, la deve dare chi è stato al governo e non ha riformato la scuola e quando l’ha fatto l’ha peggiorata”.

“Sono stracontento, perché è stata una giornata magnifica. Tantissima gente e un’organizzazione perfetta, non c’è stato nessun problema”. Lo dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. “Le primarie le abbiamo volute, le ho volute – ha aggiunto – ho sentito Renzi e gli mando un abbraccio”. Bersani ha aggiunto di guardare “con fiducia al ballottaggio”. Dispiaciuto per non aver centrato la vittoria al primo turno? “Questa è una cosa curiosa. Vi ricordate o no che qualcuno non voleva il ballottaggio, c’era chi obietto?. Se non avessi fatto il ballottaggio -aggiunge- stasera avrei stravinto ma io credo che il candidato premier del centrosinistra debba avere il 51 per cento dei voti degli elettori progressisti”. A chi gli chiede di Beppe Grillo risponde lapidario: “Basta con l’uomo solo al comando, guardiamoci ad altezza occhi, la Rete non basta. Sono soddisfatto per il mio risultato, ma prima ancora sono soddisfatto per lo straordinario risultato di partecipazione. Abbiamo fatto proprio un regalo a questo paese che ha bisogno di riprendere un pochino di fiducia”.

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