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Bankitalia

In settimana atteso voto del parlamento tedesco su accordi su Grecia. Euro prossimo ad 1,29. Rendimenti decennali in rialzo al 4,74% in attesa della nuova asta di titoli di stato italiani.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Bankitalia: reddito famiglie cala per il quinto anno di fila

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La crisi economica rende le famiglie italiane finanziariamente più vulnerabili e il 2012 è il quinto anno consecutivo di riduzione del reddito reale (che dal 2008 al 2011 era già sceso del 5%). Secondo i dati di un’indagine biennale di Bankitalia, resi noti dal vicedirettore generale Salvatore Rossi, nel 2010 il 3,6% delle famiglie italiane (poco meno di 900 mila nuclei) era gravata da un servizio del debito superiore al 30% del loro reddito. Tra queste le famiglie definite “vulnerabili”, cioè quelle del primo e del secondo quartile di reddito, erano pari all’1,4% del totale delle famiglie, le prime, e all’1%, le seconde (circa 350 mila e 250 mila nuclei rispettivamente). Secondo Rossi quest’anno “si profila una diminuzione anche più marcata di quella, del 2,5%, avutasi in occasione della recessione del 2009″.

La crisi ha effetti negativi sulla redditività delle banche su cui pesa, tra l’altro, bassa domanda di credito, elevati livelli di rischio creditizio e fiscalità gravosa. E’ quanto emerso nell’incontro tra il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco e le principali banche italiane, nel corso del quale  è stata espressa la necessità di proseguire con decisione nei processi di ristrutturazione.

”E’ emersa la necessità di proseguire con decisione nei processi di ristrutturazione aziendali volti al contenimento dei costi fissi anche mediante interventi di razionalizzazione delle reti distributive”, è stato infatti il messaggio giunto al termine della riunione. Il Governatore e i responsabili delle cinque principali banche italiane hanno poi convenuto sul fatto che “alla flessione della dinamica del credito all’economia si accompagna il peggioramento delle condizioni finanziarie delle imprese e, in misura più contenuta, delle famiglie”.

Il debito pubblico a settembre ha raggiunto un nuovo record a 1.995,1 miliardi di euro, 19,5 in più rispetto ad agosto. Lo comunica la Banca d’Italia nei Supplementi al Bollettino statistico.

Bankitalia riferisce che nel mese di settembre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 22,6 miliardi, sostanzialmente invariate rispetto a quelle dello stesso mese del 2011, e sottolinea che nei primi nove mesi gli incassi sono ammontati a 280 miliardi, in aumento del 2,6% (7 miliardi) rispetto al corrispondente periodo del 2011. 

Fiducia nel paese e nei suoi fondamentali economici. Meno nella sua situazione politica. Secondo quanto afferma il quarto  ‘Rapporto sulla stabilità finanziaria’ di Bankitalia, il calo dei rendimenti sui titoli di Stato e la ripresa degli acquisti esteri “denotano un ritorno di fiducia nella sostenibilità dei conti pubblici italiani”, anche se la crescita è debole e permane l’incertezza sull’evoluzione del quadro politico che minaccerebbe l’azione di riforma. “In Italia si registra un calo dello spread sovrano – si legge nella relazione – e il ritorno degli investitori esteri sul mercato dei titoli di Stato. Malgrado il peggioramento del quadro economico, la politica di bilancio resta orientata al risanamento finanziario”.

L’utilizzo del metallo come collaterale per ridurre i tassi di interesse non è una novità per l’Italia. Governo siede su un debito di € 2.000 miliardi, ma puo’ contare sulla quarta riserva d’oro al mondo.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Usare l’oro di Bankitalia? Non sarebbe la prima volta

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“La banca centrale tiene ben segreto quanto è depositato all’estero. Cittadini trattati come sudditi”. Associazioni consumatori che chiedono la vendita dei lingotti per rilanciare l’economia. E la proposta assurda di certa stampa. Opinione di Beppe Scienza.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Oro Bankitalia: quanti segreti

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Le banche italiane devono conteneregli organici e i costi del personale ma anche “agire sui compensi dei dirigenti e degli amministratori”. E’ quanto afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco all’88esima giornata del risparmio che chiede di valutare con attenzione “la distribuzione dei dividendi”.

Le riforme ”non potranno dispiegare i propri effetti se dubbi e incertezze sul futuro” dell’euro “dovessero mantenere gli spread sopra i valori coerenti”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco secondo cui “la politica monetaria” è “un argine” ma i benefici duraturi sono disciplina di bilancio e riforme.

 

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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di Francesco De Dominicis

Fanno male. Eccome se fanno male le tre sberle «tecniche» prese in faccia dal Governo. A picchiare duro contro i professori di stanza a palazzo Chigi sono state la Corte dei conti, la Banca d’Italia e l’Istat. Tre pilastri dell’apparato istituzionale italiano. Che, ieri, hanno smontato pezzo per pezzo la legge di stabilità varata appena due settimane fa dal consiglio dei ministri. Con l’Esecutivo di Mario Monti che, a sorpresa, si trova letteralmente accerchiato dalle istituzioni. E il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, di fatto isolato e lasciato solo, nella giungla parlamentare, a difendere la manovra fiscale. L’inquilino di via Venti Settembre ha parlato in mattinata e poco dopo è stato smentito dai rappresentanti dei tre  enti. Secondo Grilli, le misure irpef, previste dalla legge di stabilità, hanno effetti positivi sul 99% dei contribuenti. L’ex direttore generale del Tesoro ha stimato un  beneficio pro capite  pari a 160 euro che interesserebbe, in diversa misura, 30,8 milioni di contribuenti. La tesi del ministro è più o meno questa: «La legge di stabilità avrà degli effetti positivi non solo sui consumi, ma su tutta l’economia» .   

twitter@DeDominicisF

Leggi l’articolo integrale su Libero in edicola oggi, 24 ottobre 2012

Anche Bankitalia boccia l’ottimismo di Mario Monti sugli obiettivi di pareggio di bilancio. Secondo il bollettino economico della Banca Centrale, infatti, l’Italia nel 2013 avrà un Pil negativo, con le stime riviste al ribasso. La buona notizia, invece, è che nel corso del prossimo anno è attesa l’uscita dalla recessione. Nel dettaglio il bollettino ricorda le previsioni dei principali analisti: -2,4% nel 2012, in linea con il governo, e -0,7% nel 2013 contro il -0,2% del governo, che nonostante il dato negativo, ha reiteratamente confermato l’obiettivo del pareggio assunto in sede comunitaria.

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