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Omaggio a Battiato: la sua ballerina rifà in spiaggia la danza dei dervisci rotanti di Alessandro Puglia

“Voglio vederti danzare come i dervishes turners che girano”. Una delle più celebri canzoni di Franco Battiato – “Voglio vederti danzare” (1982) – cita la danza sufi dei dervisci rotanti. Una danza remota appartenente al mondo dell’Islam in cui l’uomo cerca, girando, di congiungersi con il cosmo e l’universo. Il cantautore siciliano ne era particolarmente affascinato tanto da inserire i dervisci rotanti non solo nelle sue canzoni ma anche nei suoi disegni. A spiegare il rapporto tra queleggi di più…

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Omaggio a Battiato: la sua ballerina rifà in spiaggia la danza dei dervisci amata dal maestro di Alessandro Puglia

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Copia “Voglio vederti danzare come i derviches turners che girano”. Una delle più celebri canzleggi di più…

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Battiato, cinghiali bianchi e patriots alle armi: quelle parole oltre la banalità pop

I cantautori erano o professori o agitatori di popolo o le due cose. Al loro tempo lui sperimentava, già sciamanico e follemente originale. Venne fuori quando il vento era già cambiato e seppe far, contestualmente, ballare discoteche e alzare stupiti sopraccigli in zona Adelphi. Cinghiali bianchi e “patriots” chiamati alle armi, Gurdjieff e la cassa in 4, sincretismi e sintetizzatori. E, certo!, parole: versetti tagliati in un’ironia sapiente se non sapienziale, che non sgorgava da alcuna fontleggi di più…

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Etna, nuova fontana di lava nella notte. L’Ingv: “Il saluto a Franco Battiato”

L’Etna torna a farsi sentire. Nella notte fontane di lava dal cratere di Sud-est, con le apparecchiature dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che hanno registrato un incremento del tremore vulcanico. Il parossismo si è concluso attorno alle 7 del mattino e la colata lavica, che si espandeva verso Sud-ovest, appare poco alimentata. La nuvola di cenere vulcanica si è dispersa verso Est.
“Oggi una nuova fontana di lava dell’Etna saluta il primo giorno senza uno dei più grandi artleggi di più…

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Franco Battiato, un visionario tra il mare e il vulcano

Una volta mi mostrò la cappella riconsacrata, orgoglioso di quei due angeli che aveva dipinto accanto all’altare, lui che prima di allora non aveva mai toccato un pennello. Un’altra volta mi accompagnò nel vecchio palmento, che aveva trasformato nella sua sala di registrazione, ricavando dal legno delle botti un parquet colore del vino. L’ultima volta – già faticava a camminare, dopo la rottura del femore – percorremmo lentamente il giardino, fino alla piscina, e io gli chiesi se non si fosseleggi di più…

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Milo, Carmen Consoli e Alice a casa di Battiato per l’ultimo saluto. Il pellegrinaggio dei fan

Milo – “Ritornerà”, dice il sindaco Alfio Cosentino guardando l’ingresso di Villa Grazia, mentre amici e parenti di Franco Battiato entrano per l’ultimo saluto. “Il maestro credeva nella reincarnazione – sussurra il primo cittadino di questo paesino alle pendici dell’Etna – dobbiamo credere davvero che ritornerà, magari ancora una volta a Milo”. Dentro la villa fra il mare e il vulcano si celebra un funerale in forma strettamente privata. Arrivano Carmen Consoli; poi Alice e Luca Madonia. Arrleggi di più…

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A Milo nella stradina tra la casa di Franco Battiato e quella di Lucio Dalla

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Copia Il vulcano è fonte di ispirazione, soprattutto lo è stato per il maleggi di più…

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Elisabetta Sgarbi racconta Franco Battiato: “Il suo insegnamento più importante? Che il successo non è niente”

Elisabetta Sgarbi è una delle persone che, negli ultimi anni, è stata più vicino a Franco Battiato. Un’affinità elettiva, come ci racconta, che, nata per caso, col tempo ha prodotto diversi risultati sul piano artistico. Prima di tutto il cinema, un tipo di cinema molto particolare – e non potrebbe essere altrimenti trattandosi di Battiato – “di mente e di parola, non di narrazione”.
Nel 2007 Sgarbi pubblicò direttamente in libreria il film di Battiato Niente è come sembra “sulle verità uleggi di più…

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Battiato non era di destra (e nemmeno di sinistra): era Battiato

“In Italia o si è Pertini o si è Battiato”, disse un giorno Gaber. Solo che Franco Battiato non si è mai fatto classificare, e qui sta la sua bellezza e la sua eternità. È sempre stato semplicemente “un cantante”, come amava definirsi, sfuggendo alle rubricazioni dell’Italia ideologica. Diceva “Vamos a la plaja è un capolavoro”, ma allo stesso tempo non si faceva fotografare da Sorrisi e canzoni;  “Marx entra ed esce dai dischi caldi, ma non riesce mai a piazzarsi fra i primi dieci”, dopleggi di più…

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Quando Battiato giocava a calcio: contro un palo il suo naso divenne aquilino

C’entrava il calcio, nel famoso naso aquilino del maestro. Accadde quando Franco Battiato aveva tredici anni, e giocando una partitella al paese andò a sbattere contro il palo di una porta. Una botta tremenda. Suo fratello gli disse di non raccontare niente ai genitori e di andare a dormire, poi però fu troppo tardi e la frattura non si poté ricomporre. Il naso di falco di Battiato nasce così.
Lui era un grande appassionato di calcio, prima come praticante e poi come tifoso (interista ma noleggi di più…