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bianca

Al voto di primavera col “porcellum”. E’ questo l’ultimo scenario, quello uscito giovedì pomerigggio dalla riunione degli “sherpa” che alla bozza di riforma elettorale stanno lavorando da mesi: Denis Verdini del Pdl, Lorenzo Cesa dell’Udc, Maurizio Migliavacca del Pd e Italo Bocchino di Fli. Ad alzare bandiera bianca sarebbe stato, secondo indiscrezioni, proprio Verdini: “Mi spiace, ma il presidente Berlusconi ha deciso che così non va, preferisce tenersi il sistema attuale”. Cioè, fondamentalmente, niente preferenze. Un elemento fondamentale per avere carta bianca nella definizione delle liste (leggi la “lista nera” del Cavaliere) del nuovo partito che il Cavaliere si appresta a varare. Con le vecchie regole, inoltre, Berlusconi potrebbe ancora sperare di non lasciare al duo Pd-Sel anche la maggioranza al Senato. La nuova bozza, nella stesura definitiva, prevederebbe un premio al raggiungimento del 38,5%, in grado di far lievitare la maggioranza a quota 55%. E se nessuno dovesse duperare quella soglia, il primo partito avrebbe comunque un premio pari al 27% dei seggi conquistati. Le trattative si sono ora fermate, in attesa del risultato delle primarie del Pd. Una loro ripresa è anche legata a chi uscirà vincente dalle urne di domani: Bersani o renzi.

A Mosca, in Russia, una nevicata da record: ecco le immagini della capitale coperta da un coltre bianca.


pubblicato da Libero Quotidiano

Nevicata record in Russia: Mosca sommersa di neve

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Alza bandiera bianca, la “streghetta” Arisa. Galeotto fu lo scontro con la “signora” di X Factor, Simona Ventura, in cui la cantante con gli occhialoni ha lanciato sospetti sul sitema di televoto del programma. Arisa lascia intendere in un’intervista concessa a Tv Sorrisi e Canzoni che l’anno prossimo lascerà X-Factor: “Non sono fatta per la tv”, ha confessato. Una sorta di epitaffio alla sua paretcipazione futura al talentshow.

Il dirigente Sky – A far deteriore la sitauzione ha contribuito la dura presa di posizione di Nils Hartmann, il Direttore produzioni originali di Sky, che ha attaccato la cantante: “Arisa ha toppato nei modi e nella sostanza. E’ andata oltre le dinamiche del programma e ha passato il limite. Sembrava un reality più che un talent – ha aggiunto Hartmann -. E’ una modalità che non appartiene a Sky e non abbiamo intenzione di cavalcare l’episodio. Queste cose le fanno altri programmi”.

“Televoto regolare” – Il dirigente della tv di Rupert Murdoch, poi, è intervenuto anche sulla querelle del televoto: “C’è stato un collo di bottiglia – ha spiegato -. Ma questi intasamenti sono democratici, non penalizzano nessuno. Quello che possiamo fare è allungare di 100 secondi l’eventuale tilt”. Il dirigente ha dato torto su tutto ad Arisa. E la cantante, come detto, ha risposto tramite l’intervista in cui, di fatto, ha alzato bandiera bianca per quel che concerne il piccolo schermo.

 

Camicia bianca sbottonata, giacca e pantaloni scuri, il sindaco di Firenze Matteo Renzi si è presentato stamattina alla sfilata di Emporio Armani a Milano. Non solo quindi incontri politici, comizi e comparsate in tv. Il rottamatore prezzemolino si è pure fatto vedere nel parterre di re Giorgio in occasione della fashion week meneghina. 

Del resto, Renzi sembra essere sempre più vicino al mondo della moda. Solo qualche giorno fa il sindaco fiorentino aveva dato il via alla notte fashion del capoluogo toscano, ospite d’onore dell’evento, la direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani

Sono lontani i tempi della sua partecipazione alla Ruota della Fortuna quando, allora ventenne, portava un ciuffo improponibile e gli occhiali alla Venditti o quando, qualche anno più tardi, in giacche a costine di velluto beige o marroni era segretario dei giovani popolari. Ora Renzi, dimagrito, lenti a contatto al posto degli occhiali e abiti scuri sartoriali, ha tutta l’aria di chi vuole essere leader.    

 

A quattro passi da Piazza della Loggia e a due passi dalla moschea di Brescia questa mattina è stata inaugurata una sede di Forza Nuova. Alla conferenza di inaugurazione, protetta da cordoni di forze dell’ordine in assetto antisommossa, oltre ai giovani e giovanissimi militanti della sezione, c’era anche Luca Castellini (coordinatore di Forza Nuova per il Nord Italia). A lui è toccato il compito di raccontare i passi che il movimento sta compiendo in questi anni di crisi e difficoltà diffuse. Una situazione che, per stessa ammissione di Castellini, ha portato acqua al mulino di Forza Nuova. Un momento di crisi economica e di crisi della politica, in cui molte persone cercano nuovi approdi, più radicali, in grado di dare risposte semplici a problemi complessi.

Arriva con mezz’ora di ritardo senza perdere il suo charme. Camicia bianca ben stirata, jeans e scarpe lucide, Matteo Renzi ha perso una trentina di minuti perché ha appena visitato le zone terremotate: “Ero a Finale Emilia a firmare un protocollo d’intesa con il sindaco Ferioli”.

Ma al candidato delle primarie, che sta facendo tremare le vene nei polsi ai bersaniani del Pd, tutto viene concesso. Più di quattrocento le persone che lo attendono nella sala dibattiti. In prima fila i renziani di ferro come Matteo Richetti, Giuseppe Paruolo, l’ex verde Gianluca Borghi e qualche giovane leva con studi americani come Filippo Taddei e qualche infiltrato da destra come l’ex guazzalochiano Niccolò Rocco di Torrepadula.

E’ arrivato con la sua bella camicia bianca di bucato e la giacchetta tenuta sportivamente sulla spalla. Ed è stato respinto a insulti, spintoni e sputi. E’ finito così l’incontro tra il responsabile economico del Pd Stefano Fassina e gli operai dell’Alcoa che stanno manifestando a Roma contro la chiusura dello stabilimento sardo. Fassina, chiamato anche “mister patrimoniale” per le sue idee sull’uscita dalla crisi, stava rilasciando un’intervista a pochi passi dal corteo dell’alcoa, quando è stato notato da alcuni manifestanti che gli si sono avvicinati con fare tutt’altro che pacifico. Urla, insulti (“bastardi, ci avete deluso”), spintoni, finche è dovuta intervenire la polizia per sottrarre il malcapitato Fassina alle ire degli operai. Operai-Casta: 1 a 0.

«Sembra che sia qui da centomila anni». È la Cosa, essere misterioso di cui scoprire, pena la salvezza dell’umanità, origine e obiettivi nell’omonimo film statunitense dal titolo originale The Thing. Potrebbe però trattarsi anche di un altro organismo, ad ora misterioso, ma stavolta politico: la cosa bianca, soggetto centrista in via di costruzione e in cui potrebbero confluire partiti, movimenti, protagonisti del dibattito italiano di diversa provenienza (ma di probabile comune futuro che, in fondo, è quel che conta).

La Cosa Bianca potrebbe persino rivelarsi un bene per l’asfittico panorama politico italiano, quanto meno perché potrebbe imporre una revisione complessiva degli schemi abituali, come fece il Pd a suo tempo, imprimendo una significativa accelerazione a certi mutamenti. Tutto, insomma, è possibile. A patto, però, che il nome cambi.

Rihanna licenziata dalla Nivea perché troppo sexy? Stia tranquilla, è in buona compagnia. L’elenco delle superstar ‘trombate’ come testimonial perché ritenute non più “in linea” con il brand è lungo.  Belen Rodriguez, che la Tim sostituì con Bianca Balti perché la sua immagine era diventata piuttosto “insoddisfaciente”. Imbarazzante anche Kate Moss: la super top model inglese, tra droga, sesso, eccessi alcolici, non era più il volto ideale per Chanel. Anche la curvy-model Ricki Lee Coulter divenne inadeguata: era la testimonial del marchio di intimo per donne formose Hold me tight, ma è dimagrita a tal punto da finire “fuori forma”. Fuori età, invece, Isabella Rossellini, che a 41 anni nel 1996 fu liquidata da Lancome a causa delle… rughe. A fregare Vanessa Hessler, invece, è stato l’amore: Alice ha considerato sconveniente le rivelazioni dell’attrice sulla sua relazione con Mutassim Gheddafi, figlio del Raìs libico morto durante la guerra del 2011.

Obama potrebbe discendere dal primo africano reso schiavo a vita in America. La scoperta del sito Ancestry.com riportata oggi da La Stampa impazza sui media americani ed è importantissima perché potrebbe riavvicinare il presidente Barack all’elettorato afroamericano che gli ha sempre rimproverato di provenire da un’esperienza storica diversa in quanto il padre, da keniano non aveva provato lo schiavismo e perché la madre Ann Dunham è bianca.
L’albero geneaologico – In realtà, proprio la madre bianca è il collegamento con il primo schiavo nero. Secondo la ricerca di Ancestry, iniziata due anni fa, Ann Dunham discende da un ramo della famiglia di John Punch, nero servo in una piantagione della Virginia, fuggito nel 1640 in Maryland e condannato alla servitù a vita. E visto che in Virginia non esistevano leggi ad hoc che consentivano lo schiavismo, viene considerato dagli storici come uno dei primi schiavi documentati. Lo stesso Punch, però, dopo la condanna aveva cominciato una relazione con una donna bianca. Con lei fece dei figli, guadagnò la libertà e cambiò il cognome in Bunch. Da un ramo di questa famiglia è nata Ann Dunham. 

Gli effetti – Secondo due giornalisti del New York Times la ricerca è credibile e il risultato potrebbe essere giusto. Questo per Obama significherebbe molto. L’elettorato afro deluso potrebbe cambiare idea dopo questa notizia e regalargli voti preziosi. 
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