Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Bisogna

A Milano c’e’ bisogno di esorcisti a tal punto che il numero dei sacerdoti incaricati di svolgere questo compito è stato raddoppiato nei giorni scorsi da 6 a 12 e che adesso la Curia ha deciso di attivare un centralino (02.8556457) attivo dal lunedì al venerdì proprio per rispondere alle tante richieste. “Dalle domande che arrivano l’esigenza è anche raddoppiata – spiega monsignor Angelo Mascheroni, vescovo ausiliare e responsabile del Collegio esorcisti dal 1995 -. Giungono molte richieste di nomi, indirizzi e numeri di telefono… Per questo abbiamo attivato un centralino. Chi ha bisogno può chiamare e troverà una persona che smista le segnalazioni sul territorio per evitare alle persone di affrontare lunghi viaggi”.

«Io ho aperto il 16 luglio del ’67. E questo è stato il mese più fermo da quando esiste il mio ristorante: un disastro, originato da siccità e alluvione. Una cosa mai vista prima. E oggi per noi sopravvivere è un bel risultato». Bisogna credergli al “Pampini” – al secolo Ugo Quattrini – proprietario e oste de “Le Aiuole” ad Arcidosso, sito ai piedi del Monte Amiata nel cuore della Maremma. Bisogna credergli perché il tono autorevole e competente, vestito da una figura smilza e da lunghi baffi folti cacio e pepe, ricorda che lui è «anarchico e libero, come il mio maestro Luigi Veronelli»: il grande chef milanese, ribattezzato “l’anarchenologo”, che è stato una delle figure centrali nella valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano. E bisogna credergli al Pampini non perché le sue “Aiuole” siano segnate con fior di stelle in tutte le guide italiane (Espresso, Gambero Rosso, Michelin, Touring o da portali come Tripadvisor) o perché abbia ospitato e cucinato per il Dalai Lama e avuto per anni come clienti abituali Michelangelo Antonioni (per cui ha interpretato anche un personaggio nel film “Eros”), Bernardo Bertolucci, Don Gallo, Don Ciotti, «l’amica» Laura Morante, Simone Cristicchi, per non parlare del fatto che da sei lustri porta libagioni alla band di Francesco Guccini durante i tour italiani. No, al Pampini bisogna credergli perché l’occhio scuro tradisce la fierezza sincera e spietata di una Toscana specchiata nella lirica dei “cieli” cantati da Andrea Bocelli, adagiata sui colli che dalla Santa Fiora cantata da Dante nella Divina Commedia passano per Castel del Piano fino a Montalcino, Pienza, Montepulciano e ai luoghi dei vini regionali più conosciuti al mondo. E tutto questo non si tradisce per “pianger miseria”. Una prova? «Qualche tempo fa sono venuti dei ricchi russi: volevano che aprissi dei ristoranti a Mosca e mi offrivano una vagonata di soldi. Volevano il McDonald’s in salsa italiana: tante insalate, burrate, spaghetti con l’aragosta e l’acquacotta toscana, ma senza pane perché “fa troppo povertà”. Io gli ho risposto di andarsi a cercare altre prostitute da cucina».

Primo e ultimo confronto diretto tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi su Rai1. Lo studio è circolare, sul modello di quelli dei ‘faccia a faccia’ statunitensi. Due podi al centro della sala, la stessa da dove va in onda ‘Domenica in’, di fronte la postazione di Monica Maggioni, la giornalista chiamata a moderare un confronto che si annuncia serrato. Il dibattito durerà 1 ora e 45 minuti. Risposte rapide, al massimo due minuti, e pubblico diviso a metà tra bersaniani e renziani. Sarà Bersani ad avere l’ultima parola: pronuncerà l’appello finale dopo Renzi. Lo ha deciso il lancio di una monetina prima dell’inizio della trasmissione.

L’appello del presidente Usa al Congresso: «Troviamo un compromesso sul fiscal cliff. E ora priorità a occupazione e crescita». «Bisogna far pagare di più chi supera un reddito di $250.000 l’anno». Un uomo coerente con le promesse (e premesse) per cui e’ stato rieletto. Foto: la copertina di Bloomberg BusinessWeek con un Obama invecchiato, come sara’ tra 4 anni.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Obama: "Più tasse per i ricchi come me"

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Dopo Renzi il nostro forum sulle primarie del centrosinistra incontra il leader di Sel. Dall’Ilva a don Verzé, dal sindaco di Firenze a Bersani passando per Grillo: Vendola ha risposto al direttore del “Fatto” Antonio Padellaro, al direttore del “Fattoquotidiano.it ” Peter Gomez, ad Antonello Caporale, Ferruccio Sansa e Alessandro Ferrucci.

 

«È una sentenza scritta da persone che mi odiano. Non è bastato il mio ritiro dalla politica. Vogliono torgliermi tutto e vedermi marcire in galera. L’obiettivo è la mia distruzione». Amareggiato è dire poco. Silvio Berlusconi è furibondo. Ad Arcore, dove ha atteso la decisione del tribunale di Milano sul processo Mediaset, riceve decine di telefonate di solidarietà. Finché non decide di rendersi irreperibile. La rabbia è troppa. Il giudice è andato oltre le richieste della pubblica accusa. Eppoi quelle odiose pene accessorie, l’interdizione dai pubblici uffici e i dieci milioni da restituire all’erario, lo offendono a morte: «Mi hanno trattato come un delinquente comune. A me, che sono il primo contribuente italiano! È uno schifo!». Bisogna reagire: «Non si può andare avanti così», ruggisce l’ex premier in collegamento con Studio Aperto, «con certi giudici un  Paese diventa incivile, barbaro, invivibile e cessa di essere una democrazia. Bisogna fare qualcosa».  Già, ma cosa? I falchi suggeriscono a Berlusconi di mobilitare la piazza in suo sostegno.  Lo invitano a  rinunciare al passo indietro.  La sentenza, dice  Daniela Santanchè, è un «pesante contraltare della magistratura politicizzata» al «generoso passo indietro» del Cavaliere. «Ci ripensi», è  l’appello della candidata alle primarie, «e torni in campo insieme a milioni di italiani che vogliono tenere alta la bandiera del garantismo e della libertà». La pensa così anche un altro fedelissimo come Giancarlo Galan: «Mi verrebbe voglia  di chiedere a Berlusconi di tornare in politica».  Dura anche la reazione del   segretario del partito Angelino Alfano: «La sentenza è l’ennesima prova di un accanimento giudiziario nei confronti di Silvio Berlusconi. Una condanna inaspettata e incomprensibile con sanzioni principali e accessorie iperboliche». Soprattutto una sentenza che frena il progetto del segretario azzurro di dare seguito allo suo slogan “il partito degli onesti”. Alfano voleva tenere fuori dalle liste i candidati condannati in primo grado. Ma adesso come si fa? L’esclusione riguarderà soltanto i condannati in via definitiva.   I colonnelli sono tutti con Berlusconi. Senza distinzione di provenienza. Il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto parla di «omicidio politico».   I vertici del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, denunciano «una caccia all’uomo che non si ferma», neanche dopo l’annuncio dell’addio alla politica fatto dall’uomo di Arcore ieri l’altro. L’ex ministro Maurizio Sacconi torna a chiedere l’approvazione definitiva della legge sulla responsabilità civile dei magistrati che sbagliano: «La sentenza contro Berlusconi si colloca nella persistente anomalia giudiziaria italiana» e «la riforma della giustizia» dovrà essere un tema centrale in campagna elettorale. Dal momento che, in questa legislatura agli sgoccioli, non c’è più tempo per fare nulla. Mara Carfagna ha fiducia nei prossimi gradi di giudizio: «La verità uscirà allo scoperto e Berlusconi finirà assolto. Nell’attesa», aggiunge l’ex ministro, «resta la sorpresa per una sentenza smisurata». 

 

 

 

Giuliano Ferrara apre gli occhi alla sinistra moralista e bacchettona: “Bisogna che gli ottimati del circo mediatico e giudiziario”, “quelli che danno petulanti lezioncine di etica da posizioni di minoranza intransigente, si mettano in testa che la democrazia fa schifo, puzza, è per sua natura e definizione sporcata dalla manipolazione del consenso in regime di suffragio universale diretto”.

Addio sogni – Sulle colonne del Foglio, Ferrara attacca: “La democrazia di massa è spettacolo, avanspettacolo, non riflessione; è agitazione di simboli e vitalismi come la favolosa (efficace) nuotata del sessantacinquenne venuto a stupire e a manipolare la Sicilia, l’amico di Casaleggio, il Pataca, il Grillo“. Il patto con il Male, continua Ferrara, “c’è sempre stato”, “è insito in un regime non aristocratico e forse in ogni regime politico”,  il problema è che una volta “era governato dalla politica, e produceva anche sogni democratici clamorosamente suggestivi, se non belli, poi la politica democratica si è indebolita, e allora abbiamo la nuda e sprezzante ‘ndrangheta e delle facce che non dicono più niente se non si travestono con le teste di maiale”.

Niente moralismi – Eppure della democrazia – “utopia regressiva”-  non possiamo farne a meno “per proteggere le libertà civili, i diritti della coscienza e della personalità e della proprietà, i diritti liberali. Ma non possiamo scambiarla per una scuola di misura e di responsabilità etica, è disonesto farlo, bisogna sapere che la sua regola è la dismisura dei mezzi che sopravanzano il fine”.

 

“Mi tocca”, sospira svogliato Marcello Dell’Utri. Oggi come 20 anni fa, “deve” correre per il Senato. E pure ripensare il Pdl, cambiando faccia e nome a un partito più che mai impresentabile: “Lo chiameremo ‘Partito del Cuore’, sperando che il Cuore non si offenda”. Silvio Berlusconi – che intanto depista annunciando che potrebbe non ricandidarsi – ha messo al lavoro proprio lui, il fedelissimo co-fondatore di Forza Italia. Che parte reticente (“Un’intervista? Per carità, no!”) e pian piano svela la strategia del Cavaliere per tornare a Palazzo Chigi.

Uno dei più fieri oppositori del governo Monti è il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi, che torna all’attacco. Nel mirino c’è il decreto sviluppo, che secondo il numero uno di Viale dell’Astronomi contiene “misure troppo timide che non vanno oltre l’aperitivo”. Non possono, dunque, “saziare la fame delle imprese”. Una battuta che boccia, senza appello, l’ennesimo provvedimento spot del governo. “Trovo tutto abbastanza timido – ha detto il leader degli industriali – . Lo considero un aperitivo, c’è molta timidezza: dobbiamo accelerare il passo”. Quindi una seconda mazzata contro i tecnici e le loro tasse: “Il governo Monti sarebbe poco credibile se non alleggerisse il carico fiscale”. Secondo Squinzi, oltre a una riforma fiscale, l’esecutivo deve intervenire riducendo tasse e cuneo fiscale per le imprese. “Sicuramente noi non staremo zitti – ha avvertito -. In questo momento ognuno deve fare il proprio dovere. Siamo pronti a impegnarci a fare tutto quello che è possibile fare, ma il governo non può chiederci di fare delle cose e poi defilarsi”.

La foto scelta da Oliviero ToscaniLa foto scelta da Oliviero Toscani

“Fitness addiction” di Pascal Bernier, Bruxelles

Foto Yves Herman/Contrasto/Reuters

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Archivi