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Morire per una partita di calcio. Questa volta il dramma non si è consumato sugli spalti, ma a bordo campo. Tre ragazzini di una squadra giovanile di Amsterdam, la Nieuw Sloten, in trasferta sul campo dei Buitenboys, hanno aggredito uno dei guardalinee, Richard Nieuwenhuizen, colpendolo ripetutamente al volto con calci e pugni quando questi era già a terra.

L’uomo di 41 anni inizialmente si è ripreso, ma dopo qualche ora ha accusato un malore ed è stato ricoverato in ospedale. Nella notte le sue condizioni si sono aggravate e in serata è stato dichiarato clinicamente morto dalla polizia. I tre giovani giocatori di età compresa tra i 15 e i 16 anni, ritenuti responsabili dell’aggressione, sono stati arrestati.

Spesso è proprio questione di punti di vista. Non è una grande novità, molti (io no) la pensano sempre così. Ma spesso è utile saper modificare il “punto di vista”: permette di vedere le cose in tre dimensioni, qualche volta di più.

Per esempio, qualche tempo fa stavo a bordo del “Demian Bednij”, grossa nave che potrebbe fare la sua figura anche nel Mediterraneo, ma che non arriverà mai in questo mare nostrum. Forse dovrei dire anche chi era Demian Bednij che, in russo, vuol dire Demian “il povero”. Se gli hanno dedicato una grossa nave vuol dire che, per qualcuno, qualche merito lo avrà avuto. Infatti fu un grande poeta russo, che si chiamava in realtà Yefim Alekseevic Pridvorov, che fu amico di Trozkij e di Stalin, ma anche di Mandelstam, e poi odiato dal partito, ma anche il poeta preferito di Nikita Krushev. Eccetera.

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