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Brescia

La sexy barista diventa la sexy centralinista. Laura Maggi, titolare del Le Cafe (bar ad alto contenuto di ormoni in provincia di Brescia) divenuta famosa per le mise sexy con le quali accoglie gli avventori del suo locale, dovrà svolgere 120 ore di servizi sociali presso una cooperativa che offre assistenza ai sieropositivi. Tutta colpa di un giro in auto dopo aver bevuto un bicchiere di troppo: alla Maggi è stata contestata la guida in stato di ebbrezza, con relativo ritiro della patente. Lei, già interprete di un calendario sexy (pronto ad uscire ce ne è uno nuovo), che ha scatenato la gelosia delle donne del suo paese per le attenzioni che attirava di mariti e fidanzati, dovra rispondere alle telefonate che arrivano alla coop due volte alla settimana per circa otto mesi. Chissà se, anche per stare alla cornetta, sceglierà gli abitini risicati che indossa dietro al bancone.

Un momento degli scontri tra studenti e forze dell’ordine nel centro di Roma, dove il Lungotevere è diventato un campo di battaglia e diverse auto sono state danneggiate.


pubblicato da Libero Quotidiano

Da Roma a Milano, da Brescia a Torino: violenze tra studenti e poliziotti

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Quasi 10 anni di indagini. Un’udienza preliminare convocata e continuamente aggiornata di mese in mese fino ai rinvii a giudizio nel 2006. Quasi 6 anni di processo ‘a singhiozzo’ tra richieste di ricusazione avanzate dai legali e l’istanza di astensione presentata dal giudice. E ancora slittamenti dovuti al Lodo Alfano e al conseguente ricorso alla Consulta, richiesta di trasferimento del procedimento a Brescia, legittimi impedimenti di Silvio Berlusconi, cambi di capi d’imputazione. E’ stato un percorso a ostacoli quello che ha portato oggi alla sentenza di primo grado per il processo Mediaset che ha visto l’ex premier condannato a 4 anni per frode fiscale. Queste le tappe principali

Inca. Origine e misteri delle civiltà dell’oro“. Un titolo che è tutto un programma, soprattutto se letto a posteriori nell’ambito della vicenda di mostre e quattrini che sta tenendo banco da settimane in quel di Brescia. Sembrerebbe infatti che, dopo la scoperta della super cresta da oltre mezzo milione di euro sulla mostra “Matisse. La seduzione di Michelangelo“, il Comune di Brescia si sia insospettito, cercando di andare a fondo della storia per capire se l’organizzatore della mostra (la società trevigiana Artematica) avesse tenuto lo stesso comportamento anche in altre occasioni. Per trovare conferme sulle proprie perplessità il Comune ha fatto partire una richiesta alla Siae, che nei giorni scorsi ha fornito una dettagliata relazione sugli accessi certificati alla mostra sugli Inca organizzata da Artematica al museo bresciano di Santa Giulia dal 4 dicembre 2009 al 27 giugno 2010.

Il comune di Brescia non molla la presa e sulla vicenda dei bimbi Rom e Sinti esclusi dai servizi scolastici rilancia e pubblica i dati dei debitori, elencando le auto di cui sono proprietari. Non sono servite a nulla le polemiche e gli appelli lanciati la scorsa settimana da associazioni, sindacati, partiti e movimenti più attenti ai diritti dell’infanzia. Il comune lombardo ha continuato sulla linea intrapresa, senza fare marcia indietro rispetto alla decisione di sospendere l’erogazione di alcuni servizi (scuolabus, mensa scolastica e scuola materna per i più piccoli) ai figli di genitori morosi.

Ora lo conferma anche la Siae: i numeri della mostra “Matisse, la seduzione di Michelangelo” sono stati gonfiati ad arte. Il documento ufficiale è stato recapitato nei giorni scorsi al Comune di Brescia e conferma che al museo di Santa Giulia tra l’11 febbraio e il 12 giugno del 2011 (la mostra si è poi conclusa il 26 giugno) sono transitate 124mila 184 persone, compresi 11mila 215 ingressi omaggio. Il conto ufficiale si ferma così a meno della metà rispetto ai numeri dichiarati dalla società Artematica Srl alla chiusura dell’evento: 257mila 392 visitatori. E non sembra esserci margine di dubbio sulla correttezza dei dati forniti da Siae: sono stati ricavati “in via automatizzata sulla base della partita Iva della società dal data base collegato alle biglietterie automatizzate della mostra”.

Mentre dipingeva “Jazz” o “Il lanciatore di coltelli”, Henri Matisse certo non immaginava che prima o poi le sue opere sarebbero finite al centro di uno scandalo, determinando le sorti di una società e facendo tremare i polsi ad un’intera amministrazione comunale per un potenziale danno da 500mila euro. Ma vediamo i fatti. Lo scorso anno, una selezione di quadri del pittore francese è stata esposta a Brescia in una mostra organizzata dalla società Artematica Srl per conto di Brescia Musei, la fondazione che gestisce il settore museale della città.

Alla festa provinciale della Lega Nord di Brescia i presidenti delle principali regioni del nord, Luca Zaia, Roberto Cota e Roberto Formigoni, si sono confrontati sulle due proposte che nelle ultime settimane sono state messe sul tavolo dalla Lega e dallo stesso governatore lombardo, ovvero quelle della macroregione e dell’euroregione del nord. Proprio ieri mattina il segretario federale del Carroccio Roberto Maroni aveva anticipato il dibattito, bocciando senza appello la proposta targata Formigoni di lavorare ad un’unica grande regione settentrionale, che unisca Piemonte, Veneto e Lombardia in una sola entità amministrativa: “La proposta di macroregione del Nord a cui sta lavorando Roberto Formigoni è una finta o poco più di una finta” ha detto il segretario a Domaso (Como), a margine di un convegno su Gianfranco Miglio. Maroni ha criticato il progetto del governatore lombardo “perché si fa a costituzione vigente e la Costituzione dice che le Regioni possono solo fondersi”. E poi ha aggiunto: “Io non voglio una maxi-Lombardia dove c’è un maxi-governatore che si chiama magari maxi-Formigoni”.

A quattro passi da Piazza della Loggia e a due passi dalla moschea di Brescia questa mattina è stata inaugurata una sede di Forza Nuova. Alla conferenza di inaugurazione, protetta da cordoni di forze dell’ordine in assetto antisommossa, oltre ai giovani e giovanissimi militanti della sezione, c’era anche Luca Castellini (coordinatore di Forza Nuova per il Nord Italia). A lui è toccato il compito di raccontare i passi che il movimento sta compiendo in questi anni di crisi e difficoltà diffuse. Una situazione che, per stessa ammissione di Castellini, ha portato acqua al mulino di Forza Nuova. Un momento di crisi economica e di crisi della politica, in cui molte persone cercano nuovi approdi, più radicali, in grado di dare risposte semplici a problemi complessi.

Il dibattito sulle cellule staminali, tra sentenze e appelli, potrebbe trovare un punto di incontro. Il ministro della Salute Renato Balduzzi ha avviato un tavolo di lavoro sugli studi e l’utilizzo in Italia delle cellule staminali mesenchimali. Al tavolo, fanno sapere dal ministero, partecipano tecnici del ministero stesso, dell’Aifa (l’agenzia del farmaco), dell’Istituto Superiore di sanità e del Centro Nazionale Trapianti “allo scopo di raccogliere dati e informazioni relativi alle patologie trattate, le tipologie di tessuti e di cellule utilizzate, il numero di pazienti e gli effetti di questi trattamenti“.

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