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Mentre si moltiplicano le voci di un possibile salto nel mondo del porno della bomba sexy Marika Fruscio, la starlette si dà al calcio. Pare che a brevi cominci la conduzione di una trasmissione sul pallone, tutta al femminile…

pubblicato da Libero Quotidiano

Marika Fruscio pensa al porno ma intanto si dà al calcio

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L’icona del calcio “Made in UK”, amato dal mondo del gossip, lascia i Los Angeles Galaxy dopo 5 anni intervallati da una duplice parentesi al Milan. Sembra che sia arrivato anche per lui il momento di “appendere le scarpe al chiodo”.

pubblicato da Wallstreet Italia
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David Beckham, icona di stile, dice addio al calcio

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di Massimo De Angelis

Una vicenda torbida e intricata. La signorina Lea Di Leo, pornostar di lungo corso, da qualche tempo ha deciso di fare il salto di qualità, non essendo evidentemente appagata dalle sue prestazioni in video. Così, tra un pensiero e l’altro, prova a puntare in alto, nell’ambiente dove girano i soldi e anche i palloni. Perché non mettere in subbuglio il dorato mondo del calcio? A tavolino scrive un’autobiografia, favoleggiando peccaminosi incontri con diversi giocatori della massima serie. 

Il libro, come si poteva immaginare, ha vissuto alterne vicende, tanto che ad ora non è stato ancora stampato. Ma, di certo, ha già provocato sufficiente clamore. Infatti su Twitter sono saltati fuori nomi altisonanti, anche se uno ha destato maggior curiosità, ovvero il «superdotato Ambro», che i più identificano nel milanista Massimo Ambrosini. A onor del vero il capitano rossonero ha subito smentito di conoscere la leggiadra fanciulla.  

La situazione s’è fatta seria quando dai social network è direttamente approdata in tribunale, visto che è emersa un’accusa di possibile estorsione ai danni di personaggi famosi. Gli imputati sono una coppia di siciliani, presidente e direttore commerciale della casa editrice che avrebbe dovuto pubblicare il volume. Senonchè un servizio tv delle implacabili Iene ha fatto risultare l’ipotesi di reato: i due avrebbero contattato diversi Vip coinvolti e in cambio di una somma di denaro, tra i 10 e i 40 mila euro,  il loro nome sarebbe subito scomparso dalle boccacesche novelle. 

Il processo si è aperto qualche giorno a fa Marsala, ma entrerà nel vivo l’11 dicembre con le audizione dei primi testi. E che testimoni. Il Pm ha convocato un’intera squadra di calcio composta da Borriello, Iaquinta, Bojinov, Reginaldo, Coco, Galante e Simone Inzaghi.  La prima a parlare dovrebbe essere, però, l’attrice tuttofare Lea Di Leo, al secolo Sonia Faccio, che si professerà vittima e non colpevole, in quanto non al corrente del tentativo di estorsione.

 

C’è un Napoli-Milan combinato dai suoi giocatori più rappresentativi: Antonio Juliano, Gianni Rivera ed Enrico Albertosi. Era il 1978 e oggi, a più di trent’anni di distanza, uno dei protagonisti della vicenda  viene alla scoperta. Juliano (detto Totonno, stella del club azzurro prima da calciatore, poi da dirigente) confessa di aver accomodato un pari coi rossoneri, trovando la complicità di due nomi pesanti come Rivera ed Albertosi. “Era l’ultima di campionato e con il pareggio – spiega oggi Juliano – entrambe le squadre si sarebbero qualificate alla Coppa Uefa”. E pareggio fu: il Milan passò in vantaggio, il Napoli pareggiò all’ultimo minuto.

L’Abatino nicchia – Interpellato sull’episodio, Rivera dice di non ricordare di aver stretto accordi sottobanco con i giocatori del Napoli. “Ma se il pareggio ci qualificava entrambi – commenta – allora non c’era nemmeno bisogno di parlarci”. Meglio due feriti che un morto, è l’aforisma con il quale Gigi Buffon ha spiegato le dinamiche con le quali nel calcio si accomodano certi risultati: regola, a quanto pare, valida nel calcio di oggi come in quello di ieri.

Gaffes in loden – Fiumi di inchiostro, clip video, e interi libri sono stati dedicati alle presunte gaffes di Silvio Berlusconi. Secondo molti con l’arrivo del Professor Mario Monti a Palazzo Chigi con il suo loden elegante, la fabbrica delle gaffes è fallita. E invece dietro gli occhiali da docente e da finanziere Mario Monti non l’ha chiusa anzi le ha mandato il bilancio in attivo. L’ex ministro Renato Brunetta le ha raccolte in un elenco che non lascia spazi a dubbi. Le danze si aprono con una dichiarazione sul posto fisso. Monti l’1 febbraio 2012 spara a zero sui ragazzi: “I giovani devono abituarsi all’idea di non avere più il posto fisso a vita: che monotonia. È bello cambiare e accettare delle sfide”. polemiche a non finire e subito arriva la solita marcia indietro: “Una frase come quella, presa fuori dal contesto, può prestarsi a un equivoco … Se intendiamo per fisso un posto che ha una stabilità e tutele, certo è un valore positivo. La mia frase significava che i giovani devono abituarsi all’idea di non avere un posto fisso per tutta la vita”. Ma il prof ci prende gusto e va avanti. Monti e il  29 maggio 2012 parla di calcio scommese: “Bisogna riflettere e valutare se non gioverebbe per due-tre anni una totale sospensione di questo gioco. È particolarmente triste e fa rabbrividire quando il mondo dello sport, che dovrebbe esprimere i valori più alti, si rivela un concentrato di fattori deprecabili. Trovo inammissibile che vengano usati soldi pubblici per ripianare i debiti delle società di calcio”. Replica del presidente della Figc Giancarlo Abete : “Il calcio professionistico non riceve un euro di fondi pubblici”. Monti il 30 maggio è a Sant’Egidio e una donna gli dice:”Il giorno più bello dopo che mi hanno sfrattato è stato venire qui in comunità”.

La risposta del premier:”Se non l’avessero mandata via di casa non stava così bene come qui a Sant’Egidio”. anche in questa occasione il suo tatto è stato proverbiale. In piena estate, il 7 agosto 2012 Monti prova a denigrare il precedente governo Berlusconi e attacca il Cav sul fronte dello spread:”Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile”.Poi butta subito acqua sul fuoco. monti si rende conto di averla sparata grossa e rettifica:”Non c’è alcuna intenzione di polemica nei confronti del passato esecutivo.Si tratta solo di una stima. Quella cifra – 1200 – viene da una proiezione degli effetti della speculazione sul nostro paese se non si fossero dati segni di discontinuità con il passato. E’noto che lo spread in sei mesi era salito dai 150 punti base di maggio ai 550 di novembre”. Poi lo scorso settembre Monti casca nella tentazione da casta. e usa uno dei suoi optional da premier per fare gli affari suoi. Sale su un aereo di Sato e vola da Roma a Milano per fare gli auguri ad un suo amico, Luigi Guatri, che compie 85 anni. Subito palazzo Chigi prova a tamponare le polemiche dicendo che il premier aveva un incontro in prefettura lo stesso giorno. Peccato che in quel di corso Monforte smentiscono: l’appuntamento proprio non risulta. L’ultima gaffe è fresca fresca. Il 18 novembre dal Kwait Monti dice: ”L’Italia affidabile dopo il voto? Dipende. Non posso garantire per il futuro”. Come al solito ritratta e precisa di essere stato frainteso ancora una volta:”Qualsiasi cosa accadrà nella politica italiana penso che si tratterà di governi responsabili che faranno ancora meglio per far progredire l’economia italiana. Anche dopo il voto – conclude – i governi che verranno opereranno per il risanamento e le riforme”.

Promesse non mantenute –  Poi c’è una carrellata di dietrofront istituzionali. Ovvero numerosi annunci di riforme e nuove norme solo pubblicizzate davanti ai microfoni e poi puntualmente ritirate. La tassa sulle borse studio dei medici? Ritirata.Quella su alcolici e birra? Ritrattata. Articolo 18 per i licenziamenti illegittimi per motivi economici? Tolti e poi ripristinati. Aumento dell’aliquota delle accise di benzina fino a 5 centesimi? Abolita. Tassa di 2 centesimi sugli sms? Abortita.Gratuità dei conti correnti per i pensionati che percepiscono fino a 1.500 euro al mese? Procrastinata.Liberalizzazioni di taxi e farmacie? Emendate.Operazione Cieli bui? Bocciata dai partiti.Patrimoniale? Annunciata e poi ritirata. Ma non era il Cav che era accusato di dire, smentire e ritrattare? Il prof dietro la sua calma da british style le spara grosse pure lui.
Gli scontri fra gli studenti e i black block palermitani toccano il massimo della violenza a piazza Indipendenza davanti l’ingresso della presidenza della regione. Lì un carabiniere viene preso a calci in faccia.

pubblicato da Libero Quotidiano

Ecco il video del calcio in faccia al carabiniere

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Forse non è un torneo conosciuto come quei mondiali che la squadra di Cesare Prandelli disputerà (si spera) tra meno di due anni in Brasile, ma l’Italia del Calcio a 5 ha compiuto un’impresa. Adesso la Spagna in semifinale.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Mondiali di calcio a 5: Italia batte Portogallo e vola in semifinale

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Cambio di giro: il calcio che non t’aspetti, cool, naif, pop e trendy. Una sorta di anteprima del Torino Film Festival oggi al museo dello Juventus Stadium. Questione di tinte: dalla pellicola in bianco e nero al multicromatico digitale, presentazione di ‘Cultura, passione e cinema, passioni senza fine’, svelate da Paolo Garimberti (ex RAI, Presidente Juventus Museum), Ugo Nespolo (artista, Presidente Museo Nazionale del Cinema) e Fabrizio Del Noce (Presidente Reggia La Venaria Reale). Football Vs Movies, incontro non casuale: nel progetto di riqualifica della Continassa, gli juventini vorrebbero (non solo) un multisala.

Da noi sono cattedrali nel deserto, in Inghilterra le chiamano white elephants. Sono quelle opere pubbliche i cui spropositati costi di fabbricazione e mantenimento rendono a posteriori inutile, se non dannosa, la loro costruzione. E da oggi lo Stadio Olimpico costruito per Londra 2012 è ufficialmente un elefante bianco. Lo ha ammesso davanti alla commissione della London Assembly il responsabile della LLDC (London Legacy Development Corporation) Dennis Hone, che ha dichiarato: “La riapertura dello Stadio Olimpico per il 2014 è impossibile. Per il 2015 è molto difficile. Probabilmente potrà tornare in funzione al più presto per il 2016”. Ovvero oltre quattro anni dopo la cerimonia di chiusura di Londra 2012, quando saranno terminate anche le Olimpiadi di Rio 2016. E di quelle londinesi, e del loro stadio costato oltre 565 milioni di euro di soldi pubblici, rimarrà solo uno sbiadito ricordo.

Lo definirono “sistema Moggi”, l’hanno rievocato due settimane or sono in occasione della partita Catania-Juventus coloro che così lo definirono nel 2006, l’hanno rievocato  perché la squadra bianconera ha usufruito di due errori madornali dell’arbitro tali da farla uscire vittoriosa in  una gara che stava mettendosi male. Eppure Moggi adesso segue il calcio da semplice opinionista, non fa più parte degli operatori di settore. L’hanno rievocato ancor di più nella partita successiva Juventus-Inter perché la Juventus ha usufruito di un gol in fuorigioco e di una mancata espulsione di un suo difensore. Addirittura Stramalcioni, ancor prima di scendere in campo , aveva già dichiarato che gli scudetti non erano trenta, come dicono a Torino: evidentemente il ragazzo era più preoccupato di fare la recita (prima di pensare alla partita) che evidentemente ogni interista deve imparare a memoria, quasi fosse una specie di sortilegio. Moratti poi ha fatto il resto, nelle dichiarazioni del dopo gara, paventando il timore di essere ritornati indietro nel tempo, al 2006, vedeva in tutto questo “la storia delle due società”. Giusto quindi affermare anche in questa occasione che Moggi non fa più parte del calcio attivo, lo segue da opinionista scrivendo sulle pagine di questo giornale. Ed è di oggi la dichiarazione di Abete “ho apprezzato Moratti per i toni e le precisazioni, la ferita di calciopoli avrà bisogno di anni per essere rimarginata”. E meno male che sono state considerate pacate  le dichiarazioni di Moratti, d’altra parte il nostro Presidente Federale ha fatto anche di peggio prescrivendo con millimetrica precisione le malefatte interiste quando, ad esempio, Palazzi ha accusato l’Inter di illecito sportivo perciò passibile di retrocessione, o quando, trafugando  documenti alla motorizzazione di Latina per una patente falsa che doveva servire  a fare un passaporto falso (Recoba), venne comminata alla società nerazzurra una semplice multarella in luogo di una retrocessione come prevedevano i regolamenti  mentre un suo dirigente dovette patteggiare  davanti al Giudice  Ordinario. E pensare che gli interisti riuscirono a reclamare il famoso rigore su Ronaldo, neppure sfiorò loro la mente che potevano essere retrocessi e al posto dell’Inter poteva esserci un’altra squadra in quella partita.

Il sistema Moggi è stato confuso anche con la politica, al tempo del Ministro Pisanu, quando questi, in occasione della morte di Papa Wojtyla, mi chiese un parere sul da farsi. A parte che non era una decisione che poteva prendere il Ministro, ma di pertinenza di Lega e Federazione,mi limitai a rispondere che sarebbe stato opportuno rinviare di un giorno le gare, essendo le 20 del sabato, con le squadre in trasferta che avevano già raggiunto la destinazione (la Juve già a Firenze). Per questo sono stato accusato di commistione con la politica. Si viene successivamente a scoprire una intercettazione (dimenticata..) dell’allora Presidente di Lega nonché V.Pres. del Milan, Galliani,che parlando con i suoi dice” quei figli di.. Moggi e Capello volevano far slittare la partita di un giorno, ma io l’ho fatta slittare di una settimana così potremo recuperare Kakà (infortunato) per la partita di Siena e questa telefonata, come da intercettazione, ebbe modo di sentirla anche Costacurta che allora era ancora in attività: Alla faccia…      

Per sistema si deve intendere il modo comportamentale, regolato nel calcio dalla “clausola compromissoria “ che coinvolge tutte le società affiliate  alla FIGC a 360 °.        

E’ stato tutto bypassato, senza darne spiegazione, la Juve fu messa (o si volle mettere) all’angolo, i suoi dirigenti mandati al massacro. Se gli arbitri dal 2006 a tutt’oggi ne hanno combinate di tutte e di più, in quantità industriale, se la Juve ha goduto di errori arbitrali a favore  in quest’ultime partite, se Moggi non fa più parte del mondo del calcio e quindi non può più essere additato come colpevole, se i processi sportivi hanno detto che il campionato 2004-05 era regolare, nessuna partita alterata, se il processo ordinario  ha detto che il campionato visionato e il relativo sorteggio erano regolari, viene spontaneo concludere che il sistema Moggi (Juventus) non è mai esistito, visto quello che sta succedendo adesso, era stato ideato da chi aveva interesse a dare in pasto all’opinione pubblica quei dirigenti e quella società che da tempo stavano dominando, non per combine, bensì per scelte intelligenti. E adesso che la Juve è tornata a far paura, ecco subito le difese di chi non sa operare, intese a paventare chissà quale complotto.

Per concludere Moratti dice, e non poteva essere diversamente, che la giustizia sportiva non va toccata, sta bene così. Ci mancherebbe altro presidente, dovrebbe però spiegare  all’opinione pubblica perché offese la persona del Procuratore  dr.Palazzi, quando questi ebbi l’ardire di additare la sua società di Illecito sportivo.

Prendo a prestito alcune frasi di Epifani di JU29RO.

Se per aver schierato a lungo un giocatore extracomunitario con un passaporto comunitario falso avessi ricevuto come sanzione una multarella

Se, nonostante questa multarella, che comunque fa curriculum, e nonostante il dirigente preposto abbia patteggiato in sede penale, mi fosse stato gentilmente concesso uno scudetto  mai vinto per premiare la mia indiscussa limpidezza morale

Se avessi realizzato plusvalenze fittizie scambiando a prezzi esorbitanti calciatori sconosciuti pur di rattoppare alla meno peggio il bilancio e l’avessi fatta franca

Se avessi fatto finta di vendere il marchio della mia società,sempre per i motivi di cui sopra, e la COVISOC guidata da quello che mi ha dato lo scudetto avesse chiuso un occhio e mezzo

Se avessi spiato arbitri, dirigenti sportivi, procuratori, calciatori e la Procura avesse archiviato  per sopraggiunta prescrizione

Se  già nelle informative di Calciopoli  ci fossero tracce di un mio coinvolgimento ma nessun fascicolo fosse stato aperto dalla giustizia sportiva per far interrompere il decorrere della prescrizione, nonostante nella relazione di Borrelli si facesse esplicito riferimento a indagini che sarebbero dovute andare avanti

Se le mie telefonate che in effetti c’erano ed erano peggiori di quelle per le quali altri sono stati radiati e sbattuti in serie B, fossero state prima ignorate dalla giustizia penale e poi lasciate nel cassetto da quella sportiva in attesa della solita prescrizione

Se una volta raggiunta l’agognata prescrizione, una relazione inutilmente dura avesse stabilito che per quelle telefonate avrei dovuto essere giudicato duramente..ma purtroppo si era fatto tardi

Se invece di ringraziare tutti i Palazzi del mondo avessi per questo lanciato accuse pesantissime verso gli organi di giustizia sportiva senza che nessuno le ritenesse meritevoli di deferimento, ma semmai rientranti nel..giusto diritto di critica

Se nemmeno tutto ciò fosse stato ritenuto sufficiente  per strapparmi dalla bacheca quello scudetto di cartone  che avevo preteso a titolo di risarcimento

Se per aver trattato l’acquisto di due calciatori con un soggetto inibito,violando quindi il regolamento, me la fossi cavata con una breve squalifica

Se , in buona sostanza , in fondo a tutte le mie magagne arrivasse sempre una provvidenziale distrazione, una legge ad hoc, una prescrizione o una incompetenza a salvarmi il c..

Se per dare risonanza mediatica ad una inchiesta che coinvolge solo pesci piccoli servisse un nome importante ma quel nome non riguarderà mai la mia squadra nonostante spunti mai approfonditi

Se le cose ,in qualche parte del mondo,fossero andate veramente così, anch’io avrei fiducia nella giustizia sportiva e mai nella vita mi sognerei di dire che debba essere non dico rivoluzionata, ma nemmeno cambiata o riformata. Certo, avendo  di fronte un “sistema” così giusto qualche volta avrei avuto voglia di rinunciare alla prescrizione per farmi giudicare, ma non lo avrei fatto (e a malincuore) solo per non oberarlo inutilmente di ulteriore lavoro. Anch’io, infatti, penserei che il vero problema della giustizia sportiva sia la grande mole di lavoro che la opprime, come quel personaggio di un film di Benigni che elencava i vari problemi della Sicilia: l’Etna, la siccità, ma soprattutto..il traffico

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