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Nuovo cambio di programma nell’agenda di Silvio Berlusconi. Annullata la presentazione del libro di Bruno Vespa prevista per mercoledì pomeriggio e rinviata al 12 dicembre (per paura di qualche domanda prematura sul futuro del Pdl, sostengono i maligni), il Cavaliere farà comunque rientro a Roma e, secondo quanto si apprende, ha convocato lo stato maggiore del Pdl per un vertice all’ora di pranzo o al massimo nel pomeriggio a Palazzo Grazioli. All’ordine del giorno, spiegano le stesse fonti, la riforma elettorale, che ha subito un nuovo stop al Senato, ma soprattutto l’election day: resta infatti sul tavolo la minaccia del Pdl di crisi di governo qualora l’esecutivo non indica l’elezione contemporanea per le regionali e le politiche. Decisione che l’esecutivo dovrebbe assumere nel Consiglio dei ministri di giovedì. Al vertice di mercoledì saranno presenti il segretario Angelino Alfano, i coordinatori nazionali, i capigruppo e vice di Camera e Senato.

Sicuri che sia Matteo Renzi a voler cambiare le regole del ballottaggio delle primarie del Pd? Certo, lui lo ha chiesto, invocato, ma non ha ottenuto risultati. Semmai, chi ha cambiato le regole in corsa, è la cricca di Pierluigi Bersani. Obiettivo? Rendere la vittoria del rottamatore pressochè impossibile. Il sospetto del broglio lo lancia il costituzionalista e senatore del Pd (ala veltroniana), Stefano Ceccanti, in una dichiarazione su L’Unità.

La “forzatura” – Ceccanti spiega che “la delibera del 26 novembre presenta una forzatura, e cambia in modo sostanziale quanto previsto dal regolamento che parlava di una ‘autocertificazione’ (il meccanismo che prevede che per votare al secondo turno, nel caso in cui non si abbia preso parte al punto, è necessaria una giustificazione, ndr). Si introduce un controllo delle motivazioni da parte dell’organismo provinciale, e peraltro all’unanimità, da parte dello stesso organismo. Insomma – sgancia la bomba Ceccanti -, proprio chi dichiara di non voler cambiare le regole in realtà lo sta facendo surrettiziamente”.

La prima dichiarazone – E per rendersi conto del trucchetto è sufficiente ripercorrere tutte le dichiarazioni del presidente dei garanti delle primarie, Luigi Berlinguer. Partiamo da domenica sera, subito dopo il voto. Berlinguer parla di “autocertificazione” e specifica che “non chiederemo il certificato medico”. Una linea confermata lunedì 26 novembre, nel pomeriggio: “Basta dichiarare, non certificare l’avvenuta impossibilità di votare”.

Il cambio di rotta – Peccato che nel pomeriggio del medesimo lunedì si registri l’incredibile cambio di linea. E’ in corso la riunione dei garanti, dove putacaso non ha diritto di voto l’ala renziana. Sono tutti in attesa dei risultati, ma l’attenzione viene monopolizzata da una dichiarazione del solito Berlinguer. Per la prima volta viene tirata fuori la “valutazione caso per caso da parte dell’ufficio elettorale provinciale, che ha diritto di veto”.

La truffa – Un radicale cambio di rotta, insomma, rispetto alle dichiarazioni solo di poche ore prima. Altro che “autocertificazione”, ora sono le sezioni provinciali a decidere caso per caso. Quindi martedì Berlinguer chiude la discussione: “Le regole non si cambiano, sono state approvate all’unanimità il 15 ottobre”, scrive in una nota. Peccato che invece le abbiano cambiate il pomeriggio precedente. Obiettivo? Favorire Bersani. La pietra tombale sulla discussione la pone poi Nico Stumpo, il responsabile primarie Pd a livello nazionale e bersaniano doc: “Non avete votato al primo turno perché eravate all’estero? Portateci i biglietti aerei…”. Oggi, mercoledì 28 novembre, è arrivato il “contentino” ai renziani: ci si potrà pre-iscrivere anche online, senza recarsi fisicamente alla sezione, ma comunque la richiesta di poter votare verrà vagliata caso per caso. Una truffa. Bella e buona.

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pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Eur/usd: tentativi definitivi di rottura al ribasso

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Ornella Vanoni tuona su Fabrizio Frizzi. Anticipato da Novella 2000, lo scontro è avvenuto durante un evento organizzato a Milano. Una volta incrociato il conduttore Rai, la Vanoni è passata all’attacco: “Frizzi, quando sei in televisione io cambio canale. Non si capisce nulla di quello che dici”. Garbato come sempre, Frizzi ha incassato senza batter ciglio. 


pubblicato da Libero Quotidiano

La Vanoni sbotta con Frizzi: "Quando ti vedo cambio canale"

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Somme di denaro, dall’importo oscillante tra i 50mila e 100mila euro, in cambio dell’interessamento per far ottenere consulenze presso società della holding. Paolo Pozzessere, il dirigente Finmeccanica finito in carcere il mese scorso nell’ambito dell’inchiesta su forniture estere e corruzione internazionale, è stato chiamato in causa da Guido Ralph Haschke, l’intermediario italo-svizzero che avrebbe avuto un ruolo centrale in un altro caso giudiziario in cui è coinvolto il gruppo (la vendita di elicotteri al governo indiano).

Giuseppe Spinelli, stretto collaboratore di Silvio Berlusconi (noto alle cronache per i pagamenti cash alle Olgettine) è stato sequestrato, a metà ottobre, in casa sua, per diverse ore, insieme alla moglie, da alcuni malviventi che hanno chiesto tramite lui milioni di euro in cambio di documentazione che, a loro dire, sarebbe stata utile all’ex presidente del Consiglio nel processo sul Lodo Mondadori. E la Polizia di Stato, a seguito di una serrata indagine, sta eseguendo arresti e perquisizioni. A indagare sull’episodio sono statela sezione di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Milano e la Squadra mobile. Decine di uomini della Polizia di Stato stanno eseguendo in varie città italiane arresti e perquisizioni disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano.

Rischia di saltare l’accordo tra l’Inter e China Railway 15th Bureau Group Co. – società controllata da China Railway Construction Corporation (Crcc) – che prevedeva l’ingresso di investitori cinesi nel capitale azionario interista. L’accordo, annunciato dalla stessa società nerazzurra lo scorso primo agosto, prevedeva il passaggio del 15 per cento delle quote sociali nerazzurre alla Crcc per 55 milioni di euro e, soprattutto, la collaborazione per la costruzione di un nuovo stadio di proprietà da completarsi entro il 2017. Ma già qualche giorno dopo l’annuncio dell’accordo, da Pechino arrivarono le prime smentite, segno che l’affare sarebbe stato tutt’altro che facile. Il 22 agosto, giorno in cui si sarebbe dovuto chiudere a detta degli interessati, c’è stato il primo rinvio. Poi, nell’ultima assemblea del cda interista del 29 ottobre, non sono stati cooptati i nomi dei tre nuovi consiglieri designati da Pechino. E oggi, a tre mesi di distanza, secondo fonti riportate dall’agenzia di stampa Radiocor, la chiusura dell’accordo sarebbe in bilico.

Polizia e carabinieri sono arrivati in forze al magazzino di Coop Centrale Adriatica, ad Anzola dell’Emilia, pochi chilometri da Bologna. “Dobbiamo liberare l’accesso ai camion, andatevene o vi denunciamo tutti”, ha spiegato un ufficiale in borghese. 

Di fronte a lui una sessantina di facchini del magazzino di Coop centrale Adriatica, che con il loro picchetto da quattro giorni paralizano la distribuzione del gigante della cooperazione bolognese. A pochi metri dal picchetto due camionette di carabinieri in assetto anti sommossa, e due di polizia. I facchini protestano, supportati da Fisascat-Cisl e Sicobas, contro il cambio di appalto e di contratto. “Abbiamo anni di esperienza e col cambio azienda ci chiedono sei mesi di prova in cui saremo licenziabili – spiegano – col nuovo contratto si abbasserà lo stipendio e dovremo dare alla nuova coop 2500 euro“.

Si confermano fiacche le principali Borse europee al giro di boa della seduta. Non imprime cambio di direzione buon esito asta italiana. Pesa dato produzione industriale in Eu e trimestrali sotto le attese. Spread a 357

pubblicato da Wallstreet Italia
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Borsa Milano prosegue in negativo; Mediaset -4, Ubi -1,9%

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Un libro scandalo con le memorie hard della pornostar Lea Di Leo, al secolo Sonia Faccio, la “regina” delle linee telefoniche erotiche. Un libro, mai stampato, che ha determinato un colossale raggiro. Le confessioni a luci rosse della Di Leo sono rimaste segrete, ma il tam tam pubblicitario su possibili rivelazioni del contenuto sono servite, secondo l’accusa, a tentare di organizzare una grossa estorsione a danni di vip del mondo dello spettacolo, dello sport e della politica, nomi eccellenti.

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