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Il deputato Angelo Alessandri, ex storico segretario della Lega Nord in Emilia, si è dimesso dal partito. Alessandri, fino a pochi mesi fa, era stato a capo della Lega in Emilia ma era politicamente caduto in disgrazia dopo gli scandali che avevano travolto l’ala bossiana del partito di cui era il principale esponente in Regione.

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Una squadra di governo quasi completamente rinnovata. E’ quello che il team di Barack Obama sta preparando per il secondo mandato. Mentre il presidente appare concentrato soprattutto sulle trattative con John Boehner e i repubblicani su budget e tasse, i suoi principali collaboratori – guidati dal capo staff Jacob Lew e dall’advisor Pete Rouse – contattano i candidati, studiano i curricula, valutano gli equilibri politici. L’obiettivo è arrivare presto a una nuova squadra di governo, che possa essere operativa sin dal prossimo gennaio. Un po’ come fece Bill Clinton, quando si presentò in tempi rapidi con un gabinetto rinnovato per il suo secondo mandato (ne facevano parte Madeleine Albright alla Segreteria di Stato, William Cohen alla Difesa e Sandy Berger come “national security advisor”).

E’ prevista per venerdì 9 novembre la nomina del nuovo vicario da parte del capo della Polizia Antonio Manganelli. Tra i nomi dei papabili circolano quelli di Alessandro Marangoni, ex questore di Milano e neodirettore centrale per le risorse umane del dipartimento della Pubblica Sicurezza, Alessandro Pansa, attuale capo del dipartimento Affari interni del Viminale, Domenico Vulpiani e Santi Giuffrè.

La nomina, salvo contrattempi dell’ultima ora, avverrà nel corso del Consiglio dei ministri in programma alle 10.30. E non sarà la sola. Il ministro Anna Maria Cancellieri avrebbe infatti intenzione di attuare una “ristrutturazione della catena di comando della Polizia con altre 3 o 4 nomine che intenderebbero segnare un cambiamento di pagina nella gestione del Dipartimento” perché “il Viminale deve essere una casa di vetro, non ci devono essere ombre”.

Non c’entra la mafia, non c’entra il terrorismo e neppure i Sikh. Tutti filoni d’indagine scottanti che nel suo lavoro aveva toccato il pubblico ministero della Procura di Mantova Giulio Tamburini, sotto la casa del quale lo scorso 4 luglio qualcuno aveva fatto esplodere un ordigno rudimentale ma potente, che per fortuna aveva soltanto causato danni all’abitazione del magistrato. A mettere la bomba, secondo la ricostruzione della Procura di Venezia titolare dell’indagine, è stato Davide Baraldi, un finanziere di 27 anni residente a Castelletto Borgo, in provincia di Mantova, e in servizio a Lodi.

Dimissione confermate. Il vice capo della polizia, Nicola Izzo, ribadisce il passo indietro annunciato due giorni fa al ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, e al capo della polizia, Antonio Manganelli. Izzo era stato tirato in ballo da un esposto anonimo su presunte irregolarità negli appalti del Viminale. La vicenda è oggetto di un’indagine interna e di un’inchiesta della Procura di Roma. La responsabile del Viminale aveva respinto le dimissioni in attesa degli esiti dell’inchiesta degli inquirenti della Capitale che hanno già sentito il prefetto: “Credo che una persona non possa essere giudicata sulla base di un esposto anonimo”.

Situazione assurda. È passato un anno dall’inizio della polemica sui lavoratori che si sono licenziati o che avevano accettato di perdere il posto di lavoro contando sulla possibilità di andare in pensione. Ma Fornero li ha lasciati nel limbo.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Esodati, punto e a capo. Niente fondi, salvataggio cancellato

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Il giorno dopo le dimissioni, respinte dal ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, sulla vicenda del prefetto Nicola Izzo, presunto regista per un anonimo della gestione illecita degli appalti al Viminale, ritorna ancora il primo poliziotto d’Italia Antonio Manganelli, che nei giorni scorsi aveva espresso fiducia al suo vice. “Non è amato in un mondo dove si trattano appalti: se ci sono in campo venti aziende e una viene accontentata, diciannove restano deluse. E siccome parliamo di soldini consistenti, è facile che ci siano delle reazioni negative”. A margine dell’Assemblea generale dell’Interpol Manganelli ragiona sulla bufera che si addensata sul Dipartimento di Pubblica Sicurezza e sul “corvo” che in una decina di pagine denuncia come marcio il sistema di appalti per gli impianti tecnologici: “Non so se è un attacco – risponde Manganelli ai cronisti -, se lo è merita accertamenti”. E infatti la Procura di Roma che ha aperto un’inchiesta, proprio dopo aver ricevuto dalle mani del ministro e di Manganelli la denuncia, vuole capire chi sia l’autore del dossier. “E’ una eventualità che sventeremo sicuramente” argomenta Managanelli in riferimento alla possibilità che ci siano un piano che vada oltre la denuncia di presunti reati “e del resto Izzo non è persona da sentirsi dimezzata nel lavoro che fa”.

 

“Silvio Berlusconi mette a segno un gran colpo a Milano, nel processo che più le preoccupa: quello su Ruby Rubacuori. Grazie a una relazione ufficiale della procura dei minori, ieri è stata sostanzialmente demolito il capo di accusa della procura sulla concussione, non trovando nulla di anomalo nell’affidamento della giovane marocchina al consigliere regionale Nicole Minetti. Ma il tempo per gioire della svolta processuale milanese (cosa che ha accomunato nelle dichiarazioni quasi tutti i leader del Pdl), è stato brevissimo, perché da Palermo arriva sul capo del cavaliere una nuova pesante accusa: secondo i pm che indagano sulla trattativa Stato-mafia, sarebbe stato proprio Berlusconi, insieme a Marcello dell’Utri, a siglare il patto definitivo con Cosa nostra nel 1994″, spiega il vicedirettore di Libero, Franco Bechis, sul quotidiano di martedì 6 novembre. Un pm scagiona Silvio su Ruby e un altro, subito, senza perdere un minuto, lo accusa per mafia. A scagionare il Cavaliere per le cene di Arcore è Monica Frediani: “Quella notte del 2012 non accadde nulla di male in Questura. A preoccupare Silvio, invece, la procura di Palermo. Dove spunta il suo nome.

Leggi l’approfondimento di Franco Bechis su Libero di martedì 6 novembre

 

Il vicecapo vicario della Polizia Nicola Izzo volev lasciare l’incarico dopo l’inchiesta sugli appalti al Ministero dell’Interno. Ma il capo del dicastero Cancellieri le ha respinte.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Scandalo corvo Viminale: presenta dimissioni vice capo polizia

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Si è dimesso il vice capo della Polizia, prefetto Nicola Izzo, chiamato in causa dal ‘corvo’ nell’inchiesta sui presunti  appalti truccati al Viminale. Izzo ha inviato questa mattina una email al Capo della Polizia, prefetto Antonio Manganelli e al ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri che però ha ha respinto le dimissioni, perché “credo, ha detto il ministro, che una persona non possa essere giudicata sulla base di un esposto anonimo sul quale non abbiamo ancora riscontri”. 

Intanto la Procura di Roma procede nell’inchiesta partita in seguito dell’esposto anonimo inviato nei giorni scorsi al ministro dell’Interno dove si faceva riferimento a presunte violazioni e illeciti nel conferimento di appalti per l’acquisto di apparecchiature tecnologiche. L’inchiesta è stata avviata dal procuratore capo, Giuseppe Pignatone, che ha affidato il fascicolo all’aggiunto Francesco Caporale, che guida da poco il pool dei magistrati per i reati contro la pubblica amministrazione. L’esposto anonimo, composto da una ventina di pagine, indica episodi circostanziati e diversi illeciti che sarebbero stati compiuti dall’ufficio logistico del Viminale, incaricato delle gare d’appalto per l’acquisto degli impianti tecnologici.

Da parte sua, nelle scorse ore, Izzo si era difeso da ogni accusa: ”Diffamato per fatti che mi sono estranei: da vicecapo vicario non mi occupo della gestione di   appalti”. In una nota ha scritto:  ”Sono citato ignominiosamente in un esposto anonimo, che potrebbe essere redatto a carico di chiunque e con   qualsiasi contenuto – scrive Izzo – per acquisti di cui ho conoscenza solo per la funzione strategica dei beni e non delle procedure per la loro materiale acquisizione. Chi ha costruito l’anonimo, si è   nascosto abilmente, dimostrando la sua conoscenza delle tecnologie avanzate e del settore degli appalti, usando la mail di persone ignare; e tale modalità forse merita qualche riflessione sui nobili   intenti dell’autore”. Prosegue Izzo: “Nello scritto, l’anonimo segnala anomalie sulle   procedure amministrative adottate, procedure per le quali, in alcuni   casi e per quanto mi consta, le stazioni appaltanti, diverse tra loro   e non solo interne al dipartimento della Ps, si sono consultate con gli organi istituzionali preposti e in tutti i casi, a conclusione degli appalti, sono state sottoposte al vaglio e registrate, senza alcun rilievo, dalla Corte dei Conti”. Izzo conclude che “nonostante la natura anonima dell’esposto non  dovrebbe dare luogo a seguiti e in presenza di un quadro di   sostanziale regolarità, l’Amministrazione ha trasmesso gli atti alla   Procura per gli eventuali approfondimenti. La morte del compianto Saporito per le sue tragiche modalità merita solo dolore e rispetto e  non vili e strumentali insinuazioni. Per il Cen sono stato interrogato circa due anni e mezzo fa e attendo fiducioso il giudizio della magistratura”.

“Il ‘corvo’? Ci piacerebbe   conoscerlo, vedere se sono uno, due o quanti sono”, sostiene il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri ribadendo che oltre all’inchiesta della   magistratura, “di cui attendiamo gli esiti” sono in corso   accertamenti all’interno del Viminale: “Abbiamo preso molto  seriamente la vicenda -conclude- perchè non sappiamo chi volesse colpire” il corvo, “forse aveva anche un interesse personale. Quello che vogliamo è che il Viminale resti una casa di vetro e un punto di riferimento per il Paese”.

 

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