Coronavirus nuovo focolaio nel carcere di Rebibbia 14 positivi. Il Garante del Lazio Vaccinare detenuti e addetti

Coronavirus, nuovo focolaio nel carcere di Rebibbia: 14 positivi. Il Garante del Lazio: “Vaccinare detenuti e addetti”

“E’ uno stillicidio, il continuo accendersi di focolai di Covid-19 all’interno degli istituti di pena. A Rebibbia Nuovo complesso, dopo quello manifestatosi al G12, ora è la volta del G11, dove sono emersi 14 positivi nello screening che la Asl sta svolgendo progressivamente nei diversi reparti”. A denunciare la situazione del penitenziario romano è Stefano Anastasia, portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà e Garante regionale di Lazio e Umbrialeggi di più…

Zaki altri 15 giorni di carcere

Zaki, altri 15 giorni di carcere

BOLOGNA. Altri 15 giorni di reclusione per Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’università di Bologna in carcere da quasi un anno in Egitto con l’accusa di propaganda sovversiva su internet: lo ha comunicato all’Ansa una sua legale, Hoda Nasrallah.
“Quindici giorni”, ha risposto al telefono l’avvocatessa alla domanda su cosa fosse stato deciso all’udienza dell’altro ieri. “Ci si aspettava una scarcerazione”, si è limitata ad aggiungere Hoda.
“Con la decisione di rinnovare di altri 15 giornileggi di più…

Coronavirus Palermo focolaio al carcere Pagliarelli 31 contagi

Coronavirus, Palermo: focolaio al carcere Pagliarelli, 31 contagi

14 gennaio 2021
Condividi: Palermo, 14 gen. (askanews) – Al carcere “Pagliarelli” di Palermo è stato individuato un nuovo focolaio di coronavirus Sars-Cov2 con almeno 31 contagi accertati tra i detenuti. La scoperta è stata fatta dopo che uno di loro ha accusato sintomi riconducibili all’infezione da Covid-19; è stato sottoposto a un tampone che ha accertato il contagio. Da lì è scattato l’allarme e il successivo screening su tutta la popolazione carceraria che ha permesso di evidenziare leggi di più…

Torino la giustizia distratta salva dal carcere il papa orco

Torino: la giustizia distratta salva dal carcere il papà orco

Il fascicolo sulle violenze che si erano consumate tra le mura di casa è rimasto per otto anni fermo in secondo grado, chiuso dentro un armadio, sotterrato da tanti altri processi, non tutti altrettanto gravi. Un processo che ieri si è concluso con una condanna pesante a nove anni e due mesi per un padre ormai ottantenne accusato di aver violentato nel 2006 la figlia quarantenne assieme a un paio di amici nelle campagne di Moncalieri. Ma è una condanna a metà visto che il processo si è trasleggi di più…

Sollicciano il carcere delle torture Botte dagli agenti e lispettrice rideva

Sollicciano, il carcere delle torture: “Botte dagli agenti e l’ispettrice rideva”

Firenze – Il segnale lo dava l’ispettrice, nel suo ufficio trasformato in camera della tortura. Un cenno con la testa, «dall’alto al basso», sufficiente a scatenare la squadra di agenti. Calci, pugni sul volto, ginocchia premute sulla schiena fino a spezzare le costole. «Lei vedeva che mi picchiavano e rideva», racconta un detenuto. Succedeva anche questo, secondo l’accusa, tra le mura del carcere fiorentino di Sollicciano. Nove guardie penitenziarie sono state raggiunte da misure cautleggi di più…

Firenze torture in carcere scattano nove misure cautelari per agenti penitenziari

Firenze, torture in carcere, scattano nove misure cautelari per agenti penitenziari

La procura di Firenze ha chiesto e ottenuto nove misure cautelari per altrettanti agenti penitenziari per l’accusa di torture nel carcere di Sollicciano. Tre sono adesso agli arresti domiciliari mentre per altri sei il gip ha stabilito l’interdizione dagli uffici per un anno e l’obbligo di dimora nel comune di residenza. Un decimo agente è indagato. Le indagini sono state portate avanti dal dap coordinato dalla pm Christine Von Borries.
Secondo la procura i nove agenti sarebbero responsabili dleggi di più…

Londra Assange resta in carcere

Londra, Assange resta in carcere

Julian Assange resta in carcere. Dopo il no alla richiesta di estradizione negli Usa, il giudice di Londra ha negato la cauzione al fondatore di WikiLeaks per pericolo di fuga. Il verdetto significa che Julian Assange non potrà ancora rivedere la libertà dopo i 7 anni trascorsi da rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra e i quasi 2 in carcere nella prigione di massima sicurezza britannica di Belmarsh. Lo ha deciso la giudice distrettuale Vanessa Baraister che, dopo aver respinto due gleggi di più…

La Dakar sfiora Al Hair il carcere delle donne che hanno guidato unauto

La Dakar sfiora Al-Ha’ir, il carcere delle donne che hanno guidato un’auto

RIAD – Domani pomeriggio il traguardo della quarta tappa del Dakar Rally è Ryad, capitale dell’Arabia Saudita. Si ripartirà il mattino dopo, destinazione Al-Qaisumah. La carovana – che comprende 12 protagoniste, compresa la spagnola Laia Sanz – passerà a pochi chilometri dal carcere di Al-Ha’ir. Dove sono ancora detenute 4 ragazze saudite, “colpevoli” di aver guidato un’auto solo 2 anni fa, qualche settimana prima che cadesse il divieto per le donne di mettersi al volante. Surreale. Vero, Laileggi di più…

Russia ultimatum a Navalnyj immediato rientro a Mosca o il carcere

Russia, ultimatum a Navalnyj: immediato rientro a Mosca o il carcere

MOSCA – Prendere immediatamente un volo da Berlino per Mosca e presentarsi al suo giudice di sorveglianza domattina o essere arrestato se rientrerà in Russia dopo la scadenza. L’ultimatum ad Aleksej Navalnyj è arrivato via sms al suo avvocato. L’ufficio moscovita del Servizio penitenziario federale russo (Fsin) ha minacciato di convertire la sua condanna alla libertà vigilata nel cosiddetto “caso Yves Rocher” in una pena detentiva se l’oppositore non si presenterà al giudice di sorveglianza leggi di più…

Zaky incontra i genitori Dite a tutti che sono in carcere perche difendo i diritti umani

Zaky incontra i genitori: “Dite a tutti che sono in carcere perché difendo i diritti umani”

BOLOGNA. “Buon Natale a tutti i miei colleghi e sostenitori. Fate sapere che sono qui perché sono un difensore dei diritti umani”. Sono le parole che Patrick Zaky ha affidato ai genitori durante la visita in carcere di oggi, scrivendole su un foglio di carta.
Lo studente egiziano ha raccontato che il giudice continua a porgli le stesse domande prima di innovare la sua detenzione e che l’unica volta che l’accusa ha fatto vedere i post Facebook a lui attribuiti si sono rivelati essere stati scritleggi di più…