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chiarezza

Dopo la sentenza della Consulta sul conflitto di attribuzione tra il Capo dello stato e la Procura di Palermo, le reazioni non si sono fatte attendere. Da più parti arrivano le manifestazioni di fiducia e soddisfazione nei confronti della Corte costituzionale, ma nessuno si sbilancia prima di conoscere le motivazioni della decisione.

È di ieri l’ennesima denuncia della scarsa trasparenza dell’attività dei magistrati del Consiglio di Stato. Nella conferenza stampa che ha appositamente convocato sulla questione dei c.d. fuori ruolo, l’on.le Roberto Giacchetti (minuti 31 e 32) – il quale ha portato avanti una battaglia contro l’odioso privilegio dei magistrati c.d. fuori ruolo – ha denunciato l’impossibilità di ricostruire integralmente i periodi fuori ruolo trascorsi dai vari magistrati amministrativi in base agli elenchi forniti dal consigliere di Stato/ministro Filippo Patroni Griffi.

Questo, ha aggiunto Giacchetti, non si è verificato con gli elenchi relativi ai magistrati ordinari, forniti dal ministro Severino. Se si va a verificare, più in generale, gli elenchi degli incarichi autorizzati ai magistrati amministrativi (nel sito giustizia amministrativa cliccando su Consiglio di Presidenza), si trova sovente che non sono stati inseriti (e presumibilmente dichiarati) i relativi compensi.

Il suo gruppo ha votato contro la mozione di sfiducia al ministro Fornero e lui ha minacciato di andar via. E’ tornato sugli scudi Domenico Scilipoti, che ha confermato di esser pronto a lasciare Popolo e Territorio dopo la scelta del partito, a suo avviso “inaccettabile”, di schierarsi al fianco della titolare del Welfare al momento di esprimere un parere sulla sfiducia individuale. Un dissenso che Scilipoti ha messo nero su bianco in una lettere indirizzata al capogruppo Silvano Moffa: “Un ministro – ha scritto Scilipoti – che si è macchiato di gravi errori, come quello che riguarda la vicenda degli esodati, e che, tra l’altro, ha firmato una delle riforme del lavoro più devastanti, degli ultimi vent’anni”.

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