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Complice

Il bluff di Formigoni è durato due giorni. Ma la Lega si è smarcata, dimostrandosi un movimento rinnovato, distante dai vecchi patti partitici, pronta a giocarsi poltrone e incarichi pur di non tradire parola e ideali. Oggi è così e dobbiamo essere onesti: Formigoni va a casa grazie alla Lega Lombarda. il Celeste ha usato tutti i peggiori metodi politici (che ben conosce) per stare a galla. Ha giocato con le parole, mentendo sull’accordo firmato a Roma giovedì da Maroni; ha fatto trapelare false indiscrezioni: aver avuto il sostegno di Berlusconi; ha tentato di spaccare la Lega (in parte riuscendoci) e ha scatenato i dichiaratori a comando, I soliti Gasparri e La Russa. Ma non è bastato. Questa volta no. Le macerie lo circondano. E’ indagato, ha amici in galera, assessori ed ex assessori dietro le sbarre, un sistema di potere ingessato da prebende e favoritismi che ha rallentato e sta facendo fallire anche la tanto decantata eccellenza lombarda. A partire dalla sanità.

Il mostro di Brindisi che ha ucciso Melissa con la bomba alla Morvillo Falcone, Giovanni Vantaggiato, aveva un complice? L’ipotesi riprende piede. A parlarne secondo quanto si è appreso sarebbe stato l’imprenditore Cosimo Parato, che nel 2008 fu vittima di un altro attentato di Vantaggiato. Lo scorso vernedì Parato è stato interrogato dal pm di Brindisi Milto De Nozza e nel corso dell’interrogatorio avrebbe fatto il nome della persona che avrebbe aiutato il mostro di Brindisi a preparare e compiere a termine l’attentato. Ora gli investigatori sono impegnati nella ricerca di riscontri alle sue affermazioni, ma la circostanza è stata categoricamente smentita dal legale dell’imprenditore.

La smentita del legale – “È una notizia destituita di ogni fondamento”, ha dichiarato l’avvocato Raffaele Missere, che ha poi affermato di aver partecipato all’interrogatorio di venerdì ma di non aver sentito le presunte affermazioni di Parato su un possibile complice. “Cosimo Parato – ha aggiunto l’avvocato – ha fornito agli inquirenti dettagli importanti anche sull’esistenza di un presunto complice di Vantaggiato, ma si è riferito esclusivamente alle vicende che lo hanno riguardato in prima persona e non all’attentato di Brindisi”. Da ambienti giudiziari si è appreso che Parato avrebbe anche parlato dei rapporti d’affari che ebbe con Vantaggiato: in relazione alla truffa da 340mila euro che commise ai danni del mostro e che sarebbe anche il movente dell’attentato alla Morvillo Falcone, Parato si è detto estraneo a qualsiasi ipotesi fraudolenta, ma allo stesso tempo ha raccontato di aver gestito in passato, proprio con Vantaggiato, operazioni non del tutto legali.

 

Un nuovo elemento emerge dalle indagini di Brindisi per spiegare la scelta dell’obiettivo da parte dell’attentatore: la scuola Morvillo-Falcone era frequentata dalla fidanzata del figlio di Cosimo Parato, l’uomo che avrebbe truffato Giovanni Vantaggiato. 

Il gip intanto conferma l’ipotesi della procura di Brindisi: almeno un complice ha aiutato Vantaggiato per far esplodere la bomba che il 19 maggio scorso provocò la morte di Melissa Bassi e il ferimento di altre 5 ragazze.  A indicare la presenza di uno o più persone nell’organizzazione dell’esplosione è stato, scrive il gip del Tribunale di Lecce, Ines Casciaro, nell’ordinanza di custodia cautelare, lo stesso indagato durante gli interrogatori.   “Vantaggiato nella narrazione – si legge nell’ordinanza di convalida del fermo – ha utilizzato il plurale tutte le volte che si è trovato a passare da un argomento all’altro, potendo concentrarsi di meno sulle risposte, ha implicitamente ammesso la presenza di almeno un altro complice”. Peraltro, nell’interrogatorio del pm, Vantaggiato avrebbe utilizzato il plurale in molte più occasioni “confermando così che, nonostante la volontà di negare la presenza di complici, non puo aver agito da solo”. Una conferma indiretta della presenza di un complice, sempre secondo il Gip di Lecce, viene dal testimone che indicava la notte del 19 maggio alle ore 1,30, nei pressi del chiosco dove c’erano le telecamere da cui è stato ricavato il famoso video, “un uomo che spingeva un bidone della spazzatura munito di ruote, e che andava in direzione della scuola”.

La persona in questione, stando sempre alla testimonianza, era ben più alta di Vantaggiato. Una descrizione non corrispondente al 68enne di Copertino. Secondo il gip, quindi, “nella fase attuale delle indagini non si può escludere la partecipazione di terze persone”. Il magistrato accoglie poi la tesi del pubblico ministero sull’effetto terroristico che l’attentato voleva ottenere. E’ evidente che si è arrecato “un grave danno al Paese, poichè si è diffuso il terrore nelle scuole, sono state incentivate le misure a salvaguardia dei magistrati, sono stati incrementati i servizi di vigilanza presso gli obiettivi sensibili”. Nell’ordinanza si fa anche riferimento alla convenzione di New York del 1999, secondo la quale terroristico è ogni atto “destinato a cagionare la morte o lesioni personali gravi ad un civile o qualsiasi altra persona che non partecipi direttamente alle ostilità nel corso di un conflitto armato, quando lo scopo di tale atto sia di intimidire la popolazione”.   “Voleva effettuare un gesto dimostrativo nei confronti del mondo intero”, così il gip spiega quanto sinora emerso dalle indagini. In particolare Giovanni Vantaggiato si è detto  vittima di truffe che lo hanno messo in ginocchio economicamente. Il 68enne di Copertino ha anche affermato di ritenere che “le istituzioni dovrebbero riporre maggiore attenzione nei confronti delle vittime dei delitti di truffa”. L’attentato quindi sarebbe stato ideato e realizzato “proprio per attirare l’attenzione delle istituzioni e del legislatore”  ed era finalizzato ad esprimere la sua rabbia ma anche a sottolineare l’esigenza di trovare tutele a che subisce ingenti danni.   Gli indizi, precisa ancora il gip, “sembrano essere gravi, precisi e concordanti, nonchè confermati dal suo interrogatorio nel corso del quale ha descritto con dovizia di particolari le modalità con le quali ha confezionato l’ordigno esplosivo, procurandosi telecomandi e materiale esplodente nel corso di numerosi mesi”.   In particolare l’uomo avrebbe iniziato a programmare l’attentato “fin da prima di Natale”. L’attentato non è stato compiuto di notte “perchè voleva ottenere esattamente l’effetto ottenuto”. E questo secondo il gip dimostra che “la volontà era esattamente quella di fare un gesto dimostrativo eclatante, finalizzato ad uccidere”.

 

L’ex ministro dell’Economia era a conoscenza, insieme all’ex leader della Lega, degli investimenti dei fondi della Lega all’estero, inclusi in Tanzania. E diceva: “fate bene a diversificare perchè tra due mesi l’euro salta”.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Scandalo Lega, spunta il nome del "complice": Tremonti

Il titolare del supermercato aveva sparato al bandito prima di morire. Il complice identificato dalle impronte papillari

tovato su: Il Corriere della Sera

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