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Il professore delle tasse – no, non Mario Monti – telepredica nel cosiddetto “daytime mezzogiorno” della domenica su Rai3. Il professore in questione è Giuliano Amato, l’uomo della patrimoniale, che la domenica alle 12.55 va in onda con il suo Se una farfalla batte le ali. Il programma si è segnalato per un unico motivo: lo share ridicolo. Dopo gli esordi in cui Amato aveva raggranellato un misero 1,5%, ieri, domenica 2 dicembre, Giuliano è riuscito a livellare al ribasso il record negativo: share dello 0,95% e 186mila telespettatori. Un risultato tragico. Strabattuto da tutti gli altri programmi in onda alla medesima ora sulle altre reti (il più visto della fascia è Linea Verde su Rai1, con Eleonora Daniele e Fabrizio Gatta, che ha conquistato il 19,64% di share). E pensare che il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, definì quello di Amato un programma “accattivante e interessante, un successo annunciato del servizio pubblico”. Già…

Io credo che il sesso faccia un bel po’ di danni (oltre a tanto bene ovviamente). La fedeltà è un concetto che temo errato, per quanto giustificato da come sono andate le cose alla razza umana da quando si è eretta e ha cominciato a zompettare su due gambe. Siamo l’unica specie animale (tranne forse una o due eccezioni) in cui il maschio bada, insieme alla mamma, alla crescita dei pargoli. E per più tempo. Fra le altre specie essi si rendono autonomi dopo poco. Questo perché milionate di anni fa l’uomo ha cominciato a diventar tale sviluppando il suo cervello non solo in qualità ma anche in quantità: ovvero ha cominciato a ingrandirsi. E siccome non erano sufficienti i nove mesi nel pancino della mamma per arrivare alla sua dimensione definitiva, a meno di sformarne le pelvi, è andata che per tot anni il nostro cervello cresce dopo che siamo venuti al mondo. 
Ergo si è imposto un periodo assai più lungo prima che i nostri figli diventino del tutto autonomi (qui non c’entrano i mammoni), e questo lungo tempo ha imposto a sua volta che la mamma avesse bisogno della figura paterna per crescerli negli anni: le era giustamente impossibile far tutto da sola. Da qui il sentimento dell’amore, dell’atmosfera famigliare, del focolare domestico, della figura paterna, eccetera. Tutte cose molto, molto belle, tenere e toccanti. Ma il sesso è passione, e la passione rilascia dopamina, e questa ha un suo picco ma poi decade. E quando decade, la cultura (i costumi, le consuetudini, l’amore romantico) pretende che ci si sacrifichi auto-imponendosi la fedeltà. O, il che è anche peggio, che in alternativa si faccia morire una bella storia d’amore complice incentrata su rispetto e dedizione.

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