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La riforma del condominio è stata approvata dalla commissione Giustizia del Senato. Il provvedimento entrerà in vigore sei mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. La norma modifica gli articoli del Codice Civile dal 1117 al 1138. Le principali novità riguardano il rafforzamento dell’azione contro i morosi, la figura dell’amministratore di condominio e l’impossibilità di vietare per regolamento la presenza degli animali domestici.

I 10 principali punti della riforma del condominio:

Via libera agli animali domestici nei condomini, alla pagina web del palazzo e al volontario distacco dal riscaldamento centralizzato. Sono le norme previste dalla nuova disciplina dei condomini approvata dal Parlamento. La nuova legge rende quindi più snelle le decisioni e valorizza la figura dell’amministratore qualificato. L’obiettivo del provvedimento è di intervenire sugli aspetti più controversi della “vita in comune” degli italiani, con regole che dovrebbero riportare ordine nei condomini. Il disco verde in sede deliberante della commissione giustizia del Senato ha approvato il testo licenziato dalla Camera a fine settembre senza modificarne il contenuto.

Animali – Il regolamento condominiale non potrà “vietare di possedere o detenere animali domestici”. D’ora in poi, quindi, se qualcuno vi dice che il vostro cagnolino non può entrare, sapete come rispondere. 

Riscaldamento – Chi si vuole staccare dall’impianto centralizzato può farlo senza dover attendere il benestare dell’assemblea, ma a patto di non creare pregiudizi agli altri   e di continuare a pagare la manutenzione straordinaria dell’impianto condominiale.

Barriere architettoniche – Per la messa a norma in sicurezza e per l’eliminazione delle barriere architettoniche del palazzo basterà che in assemblea siano presenti i condomini che rappresentano un terzo dei millesimi condominiali e sarà sufficiente la maggioranza favorevole del 50 più uno. Per il cambio destinazione d’uso dei locali comuni basteranno invece i quattro   quinti. 

Amministratore diplomato – Niente registro degli amministratori ma restano alcuni requisiti necessari (godimento dei diritti civili, titolo di studio, formazione, assicurazione professionale). Per fare l’amministratore, per esempio, bisognerà frequentare un corso di formazione iniziale, oltre ad aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado. 

Assicurazione e web – L’assemblea può disporre la creazione di un sito internet del condominio, ad accesso individuale e protetto, per consultare tutti gli atti e i rendiconti mensili. L’amministratore, inoltre, all’atto della nomina dovrà presentare ai condomini una polizza individuale di responsabilità civile che copre gli atti compiuti nell’esercizio del mandato. Gli oneri di questa sono a carico dei condomini.

A Bologna esiste una realtà di grande aiuto per le persone con disabilità: il “VIS”. L’acronimo sta per “Vita Indipendente e Solidale”. Si tratta di una struttura che comprende una ventina di monolocali al piano terra, tutti accessibili a persone con disabilità motoria: sono spaziosi, con bagno ampio, parcheggio.

Come funziona la comunità? Il progetto iniziale (elaborato da AICE, AISM, ANFFAS, ANPVI, CEPS e Società Dolce), prevedeva di creare una comunità integrata tra persone con disabilità e studenti universitari disposti a offrire il proprio supporto, in una logica di aiuto reciproco. Ogni aderente sottoscrive un “patto”, indicando di cosa ha bisogno e in che cosa potrebbe aiutare gli altri.

C’è il rumore di una fresatrice. Qualcuno, al quarto piano, sta edificando un muro di mattoni lasciando lo spazio regolare per una finestra. In via di Poggio Verde, a Roma, è una giornata di sole e non si vedono in giro esponenti politici di un qualche peso. Le elezioni, nella Capitale e in Regione, sono ancora sufficientemente lontane da una campagna elettorale.

Corviale, si chiama così il palazzone di un chilometro che ci sovrasta. L’hanno finito di cementare qui nel 1982. Edilizia residenziale pubblica: per gli amanti del guinness, il condominio più lungo d’Europa.

All’assemblea del Partito Democratico è andata in scena la solita sequenza: la sinistra si scanna. Da sola. I temi? Le primarie, come sempre, a cui si aggiungono anche i diritti dei gay. La campagna elettorale è ancora lontana ma i democratici sono già allo sbando. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, non trova di meglio da fare che attaccare Berlusconi (oltre a Grillo e Renzi) per il suo ritorno in campo, definito “agghiacciante”. Gli risponde per le rime Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl: “Bersani farebbe meglio a ricominciare la sua attività più riuscita, quella di smacchiatore di giaguari. La conferma è giunta oggi dalla riunione del Pd, terminata nel caos, e dove il segretario dei democratici ha seminato confusione e liti. Senza parlare delle urla, delle tessere strappate e delle aperte contestazioni. In particolare su famiglia, primarie ed altri temi di grossa rilevanza sociale è evidente che nel Pd non c’è alcuna intesa ed ognuno va per la sua strada. Bersani perciò si rassegni e la finisca di impartire lezioni politiche a chiunque senza averne alcun titolo. Non riuscirebbe a governare un condominio, figuriamoci se lo farà con l’Italia. Meglio che si dia ai giaguari”, ha ribadito tagliente Gasparri.

“Ci sono offerte fuori busta per aggiudicarsi i lavori di ricostruzione all’Aquila. Un giro di soldi diffuso ed oscuro. A me ad esempio sono stati chiesti dei soldi per vedermi commissionate alcune ristrutturazioni. A cosa serve? Per avere il voto favorevole nell’assemblea di condominio”. A parlare così è un costruttore che lavora nel settore edile nel capoluogo abruzzese distrutto dal sisma del 6 aprile 2009.

Da allora la città è un grande cantiere. Ma i lavori vengono assegnati senza gara. A L’Aquila, verranno spesi 7 miliardi di euro attraverso trattativa privata come se si dovesse imbiancare la parete della propria casa o cambiare le piastrelle. In questa maniera sono stati già assegnati 9.381 lavori per le case B e C (con danni lievi) e 7.041 lavori per le case E, (gravemente danneggiate) dove i cantieri non sono ancora partiti. 

Nelle stanze dell’ufficio di via Dandolo 24 a Roma, un elegante palazzo di Trastevere, sembrava fossero passati topi d’appartamento organizzati come una macchina da guerra: via tutto, via i computer, via le scrivanie, via gli archivi della contabilità e tutta la cancelleria, matite e gomme comprese. Ma a ridurre così il quartier generale dell’Udeur non sono stati dei ladri, bensì una fuga precipitosa di tutto il personale del partito dell’ex ministro della Giustizia del secondo governo Prodi Clemente Mastella. Fuga precipitosa, scrive il Corriere della Sera, perché alle loro spalle gli uomini del leader centrista di Ceppaloni hanno lasciato una decina di mesi arretrati di affitto da pagare e altrettante rate di condominio. Totale: 3.202,16 euro per il condominio e 22mila euro per l’affitto di quei 140 metri quadrati, sei stanze e due bagni a piano terra. Mastella, il suo vice Paolo De Mese, il caposegreteria Romano Carratelli, l’ufficio tesseramento e l’ufficio stampa hanno lasciato la sede lo scorso 22 dicembre. Per l’affitto, gli avvocati del proprietario dello stabile hanno fatto partire subito l’ingiunzione di sfratto e la notifica del decreto è arrivata il 21 marzo.

Clemente minimizza –  Al Corriere lo stesso Mastella minimizza e assicura che il buco verrà colmato: “Ce ne siamo dovuti andare e ora non abbiamo una sede nazionale per una questione di costi. Noi non essendo presenti in Parlamento non possiamo contare su grandi finanziamenti e l’affitto era troppo alto”. I membri dell’Udeur hanno anche provato ad autotassarsi per rimanere a Trastevere, ma niente da fare. “Non so bene a che punto siano le pratiche – conclude Mastella a proposito del debito e degli affitti arretrati – ma voglio essere chiaro: se ci saranno problemi, salderemo tutto”.

Come un rifiuto tra rifiuti. Così ieri pomeriggio un uomo di 30 anni, milanese, è stato trovato all’interno di un box di un condominio di via Imperia, zona sud di Milano. Alcuni cittadini hanno avvertito i vigili del quartiere perché dal quel garage al civico 24 proveniva un odore così forte da sembrare quello di un cadavere. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno aperto il box, e il personale di un’ambulanza che ha trasportato d’urgenza l’uomo, che un precedente di poco conto, all’ospedale San Paolo. Il paziente non era del tutto cosciente, ma reagiva agli stimoli dei soccorritori.  Il suo ultimo domicilio conosciuto era a casa della sua ex fidanzata a Lacchiarella.

Alle liti di condominio non scampano neanche i rocker, e così perfino il Liga è finito in tribunale. L’ormai ex dirimpettaio ed ex amico di Ligabue, l’imprenditore Andrea Franceschini, reclama 20mila euro per la costruzione di una piscina ad uso comune. Stando alla sua versione, lui e il cantante avevano pattuito di dividere al 50% la spesa. Ligabue, però, nega tutto e si appella alla mancanza di contratti scritti. Ieri si è giunti alla terza udienza del processo: «Ma io dico che non gli do niente», ha detto il cantante all’uscita, meno poetico del solito. 


pubblicato da Libero Quotidiano

Oltre ai loro problemi di coppia, ora Belen Rodriguez e Fabrizio Corona devono risolvere anche quelli con i vicini di casa. A quanto svela Novella 2000, la coppia sarebbe allergica ai parcheggi normali nel garage del palazzo in cui vivono. E gli altri residenti non ne possono più. In particolare Paola, moglie del calciatore del Milan Massimo Ambrosini, ha indetto una riunione di condominio. Ordine del giorno: pretendere che Belen e Fabrizio imparino a parcheggiare l’auto in modo civile. Il garage privato dello splendido palazzo in centro a Milano sarebbe infatti considerato dai due come un luogo dove lasciare la macchina selvaggiamente. Tutti gli inquilini convocati alla riunione, presenti anche il calciatore dell’Inter Ricky Alvarez e Davide Lippi, figlio dell’ex ct della Nazionale.

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