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Per decidere le sorti dell’euro e il commissariamento della periferia, la congregazione massonica internazionale sbarca in gran segreto in Italia. Ma sceglie il posto sbagliato: il presitgioso hotel De Russie nei pressi del Festival di Roma. Draghi fra gli invitati.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Riunione straordinaria di Bilderberg a Roma

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Un prete rifiuta di sposare una coppia perché di colore. E’ accaduto negli Stati Uniti che votato alla casa bianca un presidente come Barack Obama. L’incredibile vicenda è in Mississippi, uno stato che vive ancora la piaga del razzismo. La chiesa battista di Chrystal Springs non ha voluto ospitare Charles e Tè Andrea Wilson che prevedevano di coronare il loro sogno d’amore lì. Intervistato dalla stampa locale, il reverendo Stan Weatherford ha detto che in quella chiesa non si è mai celebrato un matrimonio tra persone di colore da quando è stata aperta nel 1883. Ha aggiunto, inoltre, che i membri della congregazione bianca si sono opposti in modo cosi virulento al matrimonio della coppia al punto da minacciare di licenziarlo. Insomma il sacerdote ha ceduto alle pressioni razziste della comunità. La congregazione ha stabilito che nessuna coppia nera debba sposarsi in quella chiesa di Crystal Spring – ha chiarito Charles – e se il pastore avesse celebrato il matrimonio sarebbe stato cacciato”.

Non piace al Vaticano il documento striminzito che la Cei ha preparato sul contrasto agli abusi sessuali. Un testo che mette in luce la ferrea volontà dei vescovi di spogliarsi di ogni “responsabilità nazionale” nel gestire il fenomeno della pedofilia nel clero, scaricando l’onere sui singoli presuli e la Congregazione vaticana per la Dottrina della fede. Proprio dalla Congregazione – il vecchio Sant’Uffizio – è venuto all’improvviso un rabbuffo indirizzato alla Cei.

Sul buco milionario nei conti dei gioielli della sanità cattolica romana ora indaga anche la Direzione distrettuale antimafia capitolina. Dopo le rivelazioni di Giuseppe Incarnato, direttore generale dell’Idi e del San Carlo di Nancy, due ospedali della Congregazione dei figli dell’immacolata concezione, nell’inchiesta della Procura di Roma sulla gestione dei fondi ci sarà anche il coordinamento dei pm della Dda. I magistrati antimafia dovranno trovare riscontri alla clamorosa denuncia del manager, raccontata in esclusiva da ilfattoquotidiano.it, che Incarnato ha confermato anche nel corso dell’interrogatorio davanti al pubblico ministero Michele Nardi.

L’ombra delle cosche di ‘ndrangheta si allunga sui due gioielli della sanità cattolica romana, l’Idi e il San Carlo di Nancy, i due ospedali della Congregazione dei figli dell’immacolata concezione al centro di una vera e propria bufera. Un colosso, un gruppo potente, sponsorizzato da pezzi importanti del vaticano, con 1600 dipendenti, caduto da mesi in una profonda crisi, con un buco nei bilanci che – secondo fonti accreditate – sfiora i 600 milioni di euro, facendo presagire un nuovo caso San Raffaele.

“La Regione Lombardia l’anno scorso ha acquisito la proprietà di Nerviano costituendo una fondazione ad hoc e accollandosi i debiti dell’impresa”. A fare chiarezza su Roberto Formigoni e l’affare da 180 milioni di debiti è padre Franco Decaminada, la guida spirituale della Congregazione dei figli dell’Immacolata, indagato dalla procura di Roma con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e all’evasione tributaria. È lui che racconta ai pm la vicenda della Nerviano medical sciences, un’azienda con tanti debiti, che adesso potrebbe pagare la Regione Lombardia. Padre Decaminada ne parla durante il suo interrogatorio dello scorso 22 maggio, quando racconta i retroscena e i contatti della congregazione con la politica.

Il documento reca il protocollo 201200612. E’ un decreto che arriva dalle stanze della Congregazione del Clero del Vaticano, a firma del prefetto cardinale Mauro Piacenza, e del segretario l’arcivescovo Celso Morga Iruzubieta. Oggetto: la sospensione di un sacerdote, padre Ninni Treppiedi, appartenente alla Diocesi di Trapani, ex direttore degli uffici giuridici e amministrativi della Curia trapanese, ex arciprete di una delle chiese “più ricche” della Sicilia, quella di Alcamo. Soldi e tonache, viene da dire. Un nome ricorrente quello di padre Treppiedi in questi tempi, citato in atti di indagine della Procura di Trapani, in rogatorie internazionali e adesso nel memoriale dell’ex numero uno dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi.

In un silenzio gelido e plumbeo la Curia segue le perquisizioni della gendarmeria vaticana e l’avvio dell’istruttoria contro il “maggiordomo”.

Cresce il disagio dei cardinali potenti per la pubblicità negativa che colpisce la Santa Sede e aumenta l’ossequiosa avversione di molti cardinali verso la gestione del Segretario di Stato Bertone, che ha portato alla rivolta dei guerriglieri del fax. In Curia molti sono convinti che l’opposizione a colpi di documenti non si fermerà sino a quando Benedetto XVI non avrà cambiato Segretario di Stato. E, tuttavia, se si dimostrasse vero il tradimento del maggiordomo – che secondo ricorrenti spifferi vaticani potrebbe anche essere stato incastrato – ciò testimonierebbe un decadimento drammatico dei legami di fedeltà e di coesione all’interno del palazzo apostolico. Un contraccolpo ulteriore della crisi dell’attuale pontificato.   

I festeggiamenti nella Cattedrale oggi alle 17,30 con i vescovi, autorità istituzionali ed esponenti delle forze sociali e della cultura Nel corso della celebrazione verrà consacrato il nuovo altare

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