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La giunta Pisapia ha deciso di rinnovare il Museo del Castello Sforzesco. I lavori dureranno fino al 2014 e costeranno 6 milioni di euro, donati da Cariplo. Si può discutere sul merito delle scelte museografiche, e ci si può chiedere se il patrimonio artistico milanese non avesse altre priorità: ma va lodata la rara scelta di investire sul patrimonio stabile e non sugli eventi.

I dubbi sorgono, invece, a proposito del risvolto spettacolare dell’operazione. Siccome la Pietà Rondanini – l’abbozzo che imprigiona l’ultima scultura di Michelangelo – non sarà visibile per alcuni mesi, l’assessore alla cultura, Stefano Boeri, ha deciso di esporla prima nella cappella del carcere di San Vittore, poi al Palazzo di Giustizia. La Pietà fu comprata nel 1952, con una pubblica sottoscrizione: non è dunque privo di senso che essa ritrovi oggi la sua dimensione civile.

“L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, mentre l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso e facendo nascere l’evoluzione”. Parola di Albert Einstein, fisico, premio Nobel. Si ispira a questa massima il festival della Scienza di Genova. Immaginazione come antidoto alla banalità, coraggio di intraprendere nuove sfide, differenza, personalità, libertà: la manifestazione, dal 25 ottobre al 4 novembre, festeggia la sua decima edizione dedicandola all’immaginazione, appunto.

E’ dal 2010 in testa alla classifica degli uomini più ricchi del mondo, davanti ai vari Bill Gates, Mark Zuckerberg e compagnia cantante. Carlos Slim Helù, messicano di 72 anni, ha fatto denari a palate grazie alle telefonia in America Latina, con il suo gruppo Carso, proprietario di compagnie di telecomunicazioni quali Telmex ed America Movil. E’ un uomo che ha creato la propria fortuna grazie alla tecnologia, insomma.

 

 

Silvio Berlusconi sarebbe stato a conoscenza degli sprechi di Franco Fiorito. Ad informarlo un lettera del 6 agosto 2012 (quaranta giorni prima che esplodesse la bomba del Laziogate) firmata dal capogruppo in consiglio regionale Franesco Battistoni. Secondo quanto scrive Il Fatto Quotidiano, in quella lettera Silvio sarebbe stato informato delle spese pazze, dei bonifici all’estero sui conti personali, e prelievi in contanti dai fondi del gruppo. La stessa lettera sarebbe stata inviata anche al segretario del Pdl Angelino Alfano e al coordinatore Denis Verdini. Non si ha tuttavia la certezza che i destinatari abbiano ricevuto materialmente la lettera in quanto lo stesso Battistoni, sollecitato dal Fatto, sull’argomento non ha risposto

 

La ricostruzione Secondo la ricostruzione del quotidiano Battistoni, che si è insediato a metà luglio, prende in mano la contabilità e scopre quello che poi di là a poco sarebbe diventato di dominio pubblico: gli sprechi sulla pelle dei contribuenti. Ecco cosa c’è scritto nella lettera: “Caro presidente, sono costretto, con estremo dispiacere, a portarvi a conoscenza di una situazione che è talmente grave da poter minare, in maniera pesante, sia la stabilità della Regione Lazio che la credibilità del nostro partito (…) l’esame, ancorché superficiale della documentazione relativa ai conti correnti ha evidenziato una serie di “anomalie” tali che mi ha immediatamente indotto a nominare dei consulenti al fine di poter esaminare a fondo tali riscontri e consigliarmi sulle scelte consequenziali. Nel frattempo, nonostante i ripetuti solleciti, non sono ancora riuscito a ottenere alcuna documentazione e l’on. Fiorito, oltre a disertare le riunioni di gruppo, assume di essere stato defraudato e addirittura accusa colleghi, peraltro sulla stampa, di poca chiarezza sui conti! La situazione è sconfortante! Al contrario delle sue asserzioni, dai primi riscontri contabili emergono anomalie gravissime dovute a pagamenti “non in linea” con le finalità istituzionali e politiche delle somme dallo stesso amministrate, come acquisti di autovetture, soggiorni lussuosi ingiustifìcabili, prelievi in contante, uso disinvolto di carte ricaricabili e da ultimo, ma non per ultimo, bonifìci personali su conti esteri”.

RIchiesta d’aiuto La lettera prosegue con una richiesta di aiuto da parte di Battistoni: “Credo non sia più tollerabile la presenza del collega nel nostro gruppo e nel partito, riservandomi comunque di illustrarVi, non appena possibile, le complete risultanze delle analisi dei miei consulenti”. Battistoni chiude con fiducia: “Certo di un Vostro immediato e concreto intervento, rimango in attesa per fornire tutti chiarimenti del caso”. IL 27 agosto il capogruppo scrive anche al collegio dei probiviri del Pdl, spiendo che la Bmw X5 acquistata in leasing con i soldi del partito. Il caso esplode poco dopo, quando Battistoni denuncia Fiorito che lo aveva accusato di spese allegre per viaggi e cene. 

 

A Vicenza torna in questi giorni visibile, dopo un lungo e felice restauro, la Basilica di Palladio: cioè il simbolo stesso della tensione del Rinascimento verso la dimensione civile dell’architettura, verso la bellezza al servizio di un progetto politico, verso l’arte come specchio di una comunità. Bene: e nella Vicenza del 2012, cosa ne facciamo di un luogo come quello?

E’ vero, di riforme della sanità ne sono state fatte tante (vedi post precedente) ma una riforma, sicuramente la più importante, necessaria, urgente… non è mai stata neanche ipotizzata. E’ quella che ci servirebbe per ripensare il modo di ragionare e di fare della medicina. Se è cambiato il brodo culturale, sociale, etico economico, nel quale la medicina è immersa, come ragionare? Sto parlando di “modo di essere della medicina” non di conoscenza scientifica tout court. Le conoscenze scientifiche nell’ultimo secolo si sono evolute ma non altrettanto il modo di essere del medico che è rimasto come incastrato tra ’800 e ’900. Il medico continua a considerare la malattia, il malato, la terapia, la diagnosi, la causa, l’effetto, il metodo, fondamentalmente come un secolo fa. Non sto esagerando. Clamoroso è il paradosso della sua formazione universitaria che nonostante le nuove sfide della società post moderna continua ad essere nozionistica, biologistica, impersonale, decontestualizzata, senza relazioni, riduzionista, fisicista ecc, esattamente come un secolo fa.

Intercettazioni, già depositate o da acquisire, sono state “protagoniste” dell’udienza, davanti alla IV sezione penale del Tribunale di Palermo, del processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura del boss mafioso Bernardo Provenzano nell’ottobre del ’95. 

Il calciatore francese Franck Ribery e il compagno di nazionale Karim Benzema dovranno comparire davanti al giudice per rispondere di una presunta relazione sessuale con una prostituta minorenne, Zahia Dehar. E’ quanto affermano fonti giudiziarie del tribunale di Parigi titolate del caso. L’accusa in realtà aveva chiesto di archiviare il caso contro i due giocatori ritenendo che entrambi non fossero a conoscenza dell’età di ”Madamoiselle Z” che quando aveva 16-17 anni si faceva pagare per una notte con lei duemila euro.

Ribery, 29 anni, attualmente in forze al Bayern Monaco, ha più volte negato di aver fatto “sesso per denaro”. “Questa è una decisione ingiusta quanto sorprendente, sia per l’investigazione che per le dichiarazioni di Zahia che ha sempre sostenuto che il mio cliente non conosceva la sua eta’ al momento degli eventi”, afferma Sophie Bottai, l’avvocato di Ribery. Per i rapporti sessuali con le prostitute minorenni la legge francese prevede una multa fino a 45.000 euro e fino a tre anni di reclusione. Ma prima bisogna provare che le persone coinvolte conoscano l’età della ragazza.

La vicenda di Ribery e Benzema, che gioca per il Real Madrid, è scoppiata nella primavera del 2010. La ragazza, che divenne noto in Francia grazie ad alcune apparizioni televisive prima dello scandalo, ha detto durante gli interrogatori di polizia di aver fatto sesso ancora minorenne con Benzema, nel 2008, e con Ribery, l’anno seguente, in cambio di denaro. Tuttavia Zahia ha anche affermato che i due calciatori non erano a conoscenza della sua età; adesso la giovane donna ha cambiato vita ed è diventata una designer di lingerie.

Link alle notizie di oggi:
La conoscenza è potere. Di non finire in carcere, perlomeno – http://nydn.us/NHIs8c
Immortalità possibile? Ok – http://bit.ly/MhMdkP
Zeno, il robot che mangerà i vostri figli – http://bit.ly/M7BOCj

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Quante e quali follie nel Grande Magazzino Italia! Nel 1941, “Il bazar delle follie” (titolo originale: The Big Store) dei Fratelli Max segnò, con l’attacco giapponese del 7 dicembre, la fine dell’età della commedia. Oggi, l’aggressione sferrata congiuntamente dalle agenzie di rating e dalla speculazione al nostro debito sovrano segna la fine dell’età della grande commedia “Spesa pubblica” per decenni andata interrottamente in scena nel teatro dell’economia italiana.
Lo scorso mese abbiamo descritto la follia del Ristorante “Servizi Pubblici”. È ora la volta del “Posto fisso, meglio se pubblico”. Già nel secolo scorso le innovazioni tecnologiche e organizzative spingevano perfino il carro del sole  Ibm (l’eccellenza del “qui il posto è per sempre”) verso il tramonto del lavoro a vita nella stessa istituzione, dall’assunzione al pensionamento per anzianità. Ciononostante, famiglie scuola e università di casa nostra hanno scollinato il secolo nella ferma convinzione che lo sbocco dello studio sia il “posto”. Intanto che trainato dal carro della conoscenza sorgeva il sole dell’imprenditorialità innovativa, le nuove generazioni sono state educate non a trasformare la conoscenza in azione imprenditoriale ma in ricerca del fatidico posto, vieppiù drogato da dosi di spesa pubblica improduttiva.
Dopo il 1945, operai artigiani e tecnici assicurarono il carburante necessario per far correre l’economia italiana. Oggi, nell’età della convergenza delle scienze e dell’ibridazione di “bio”, “nano” e “neuro”, a fornire energia dovrebbero essere i giovani talenti educati al crocevia tra università imprenditoriali e imprese accademiche. Affinché i loro algoritmi possano volgere in imprese ad alto potenziale di crescita. Quanta follia allora nella generazione “over 60” ostinatamente al comando che ha innescato un clima culturale ostile ai nascenti imprenditori della conoscenza. Facendo abortire col cucchiaio burocratico e col bisturi degli interessi corporativi tanti progetti imprenditoriali. Quale follia nel combattere la “guerra dello spread” con scarse e mal equipaggiate squadre d’assalto formate da freschi e coraggiosi capitani d’impresa. L’America nel 1941 era impreparata all’attacco giapponese. Anche noi siamo stati colti di sorpresa dall’attacco della speculazione. La storia non si ripete, ma il suo ritmo sì.

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