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Roma, 4 dic. – (Adnkronos) – In poco più di 5 anni, il numero dei manager è più che quadruplicato passando da 90 a 373 addetti a tempo pieno, solo considerando le società quotate. Il dato viene fuori dal primo censimento nazionale strutturato dei manager della sostenibilità che ha coinvolto tutte le società quotate italiane realizzato dal Csr manager network, l’Associazione che riunisce i responsabili delle politiche di sostenibilità o csr (corporate social responsibility) delle maggiori imprese italiane promossa da Altis (Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica di Milano) e Isvi (Istituto per i valori d’impresa).

Il manager della sostenibilità è prevalentemente di sesso femminile e con un curriculum studi elevato. Il 45% è inquadrato ai livelli della dirigenza con punte di stipendio annuo di 120 mila euro (quasi 1 su 4) e una media di circa 80 mila, paragonabili a figure dirigenziali più tradizionali, e con una retribuzione sempre più legata anche al raggiungimento dei risultati economico-finanziari dell’azienda. Gestisce budget annui di tutto rispetto, circa 200 mila euro di media, ma con qualche picco superiore ai 900 mila.

E la formazione, come avviene? In massima parte il manager della sostenibilità ha una formazione economica (50%) con circa un 30% di loro in possesso di un master; quando segue un percorso di crescita interna proviene dall’area comunicazione o dal marketing e dalle vendite, mentre in minima parte fa il suo ingresso in azienda dalla consulenza. Per la formazione però sono nati in questi anni anche corsi ad hoc.

A Milano, ad esempio, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore dal 7 marzo al 14 giugno 2013 si svolgerà un corso per i professionisti che, presso imprese, fondazioni d’impresa, società di consulenza, Pubbliche amministrazioni, enti non profit, sono impegnati, a tempo pieno o part-time, nella gestione dei progetti di Corporate social responsibility e di sostenibilità.

Il corso ‘Professione Csr’ è progettato e realizzato da Altis, Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e dal Csr Manager Network Italia, il network italiano dei professionisti della Csr. Il corso fornisce un quadro aggiornato delle tendenze in atto nel variegato mondo della sostenibilità in Europa e nel mondo (normative, strumenti, pratiche, forme di autoregolamentazione, ecc.) e presenta numerose esperienze realizzate o in via di realizzazione nel nostro Paese.

Nel suo complesso il corso favorisce una visione, avanzata e operativa, degli strumenti e delle azioni tipiche del mondo della sostenibilità: dal bilancio di sostenibilità al cause related marketing, agli indicatori socio-ambientali, fino alle certificazioni, alle politiche di conciliazione lavoro e famiglia, all’attività di welfare, al risparmio energetico e alla mobilità sostenibile.

 

 

Tutti contro Belen Rodriguez. Succede a Milano dove, nella centralissima corso Buenos Aires, moltissimi residenti si sono lamentati per l’affissione del maxi poster che ritrae la showgirl in intimo e con l’ormai famosissima farfallina in bella mostra. “Da giorni le mamme del quartiere ci segnalano il fastidio nel dover passare di fronte al poster mentre accompagnano a casa i figli facendo giustamente presente il potenziale rischio per la sicurezza della circolazione causato dal poster, che distrae gli automobilisti in un incrocio già di per sé abbastanza pericoloso”. Queste le parole di Paolo Uguccioni, presidente del comitato di quartiere. E con l’avvicinarsi del Natale, c’è chi accusa: “In questo periodo natalizio sarebbe stato certamente più appropriato proporre altri soggetti”. A questo punto, chissà se la farfallina della povera Belen sarà costretta a volare via. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cinque arresti per gli scontri di Roma dell’ottobre del 2011. Dalle prime ore del mattino, il Ros e il Comando Provinciale Carabinieri, con la Digos della capitale, stanno eseguendo i provvedimenti cautelari a Roma, Savona, Milano e Cosenza, emessi dal Gip del Tribunale di Roma a carico di altrettante persone, ritenute vicine agli ambienti dell’anarchia, del movimento antagonista e delle tifoserie violente. I cinque si sarebbero resi responsabili di “devastazione e saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale” nel corso degli scontri verificatisi il 15 ottobre 2011 nel corso della manifestazione per la giornata mondiale degli indignati. 

Cariche della polizia a Palermo contro gruppi di giovani dei centri sociali, prima davanti alla sede della presidenza della Regione siciliana e poi all’altezza della cattedrale, rispondendo al lancio di pietre, bottiglie e petardi. Da stamane è in corso la manifestazione degli studenti medi e universitari. Violenti scontri tra polizia e studenti si sono verificati ieri in diverse città italiane, in particolare a Roma, e il ministro dell’Interno Cancellieri ha annunciato punizioni per gli agenti che si sono accaniti contro ragazzi inermi.

“Serve un Silvio Berlusconi del 1994″. Questa la ricetta dell’originale, del Cavaliere stesso, e l’ha proposta nel corso del suo intervento all’ufficio di presidenza del Pdl. “Serve anche un grande shock”, ha aggiunto l’ex premier. Secondo quanto viene riferito, per Berlusconi è necessaria una profonda rivoluzione all’interno degli azzurri. Cambiare tutti, insomma: non solo il nome. Per recuperare gli elettori, spiega Berlusconi, serve un cambio di rotta traumatico.

Il volto nuovo – E quando parla di rivoluzione, Berlusconi, punta soprattutto sui nomi nuovi. E il candidato dell’ultima ora è Giampiero Samorì, l’imprenditore che si è presentato in ticket alle primarie con Vittorio Sgarbi (e che sarebbe pronto a stanziare grandi somme per le primarie stesse). Facile accostare il riferimento del Cav al “nuovo Silvio” proprio a Samorì: imprenditore, volto nuovo, intraprendente e desideroso di “stravolgere” la nomenklatura del partito (leggi il ritratto di Giampiero Samorì).

Sulle primarie – Quindi l’inevitabile battuta sulle primarie. Berlsconi conferma le affermazioni precedenti e mostra di non nutrire particolare fiducia sulle consultazioni interne al partito: “Mentirei se dicessi che considero le primarie salvifiche – ha spiegato ai suoi -, abbiamo bisogno di volti nuovi e protagonisti nuovi – ha ribadito -. Ho commissionato dei sondaggi sulle primarie e sui candidati e non sono buoni, non mi danno buone notizie”. Quindi una “bacchettata” ai suoi: “Questi convegni in ogni provincia porteranno solo allo scoperto le nostre faide interne, quelle che hanno portato allo schifo i nostri elettori”.  

La “carezza” ad Alfano – Berlusconi, nel corso del suo intervento all’ufficio di presidenza, ha comunque salvato parte del lavoro del partito, sottolineando che “abbiamo prodotto grandi riforme, che sono andate nella direzione del compiacimento della pubblica opinione e che non hanno dato alcuno spunto alle opposizioni per attaccarle. Siamo orgogliosi della nostra storia”, ha aggiunto il Cavaliere dopo aver ascoltato le parole del segretario, Angelino Alfano, sui risultati realizzati dal Pdl fino ad ora.

 

 

 

 

 

La Chiesa del neoliberismo ha un’età relativamente giovane, eppure ha al suo attivo (o meglio passivo) una quantità di danni enormi alle persone, all’ambiente e alla democrazia, totalizzati nel corso di pochi decenni, superiori a quelli provocati nel corso dei millenni dal Cristianesimo (in tutte le sue salse), l’Islam e l’Ebraismo messi insieme. Queste religioni, infatti, e mi limito alle principali religioni monoteiste, presentano, come ho avuto occasione di affermare, molteplici aspetti, non tutti negativi, e, nel corso della loro storia lunga, complessa e affascinante hanno conosciuto anche fasi e funzioni rivoluzionarie, misconosciute solo dagli ignorantelli che, identificando la parte peggiore con il tutto tendono ad equiparare sic et simpliciter tali religioni con i fondamentalisti che pure ne fanno parte in qualche modo, o con le epoche peggiori della loro esistenza. 

Nella sentenza del processo a Paolo Gabriele, depositata ieri dai giudici e pubblicata oggi spuntano i nomi di due altri cardinali: l’indiano Ivan Dias, prefetto emerito della Congregazione della Dottrina della Fede, e lo svizzero Georges Marie Martin Cottier, teologo emerito della Casa Pontificia. La difesa del maggiordomo aveva chiesto che i due fossero ascoltati dalla Commissione Cardinalizia di indagine presieduta dal cardinale Julian Herranz. Una richiesta, scrivono i giudici, esorbitante dai poteri del Tribunale. I nomi dei due cardinali si aggiungono a quelli degli italiani Angelo Comastri, vicario del Papa per la Città del Vaticano e arciprete della Basilica di San Pietro, e Paolo Sardi, già citati nel corso del dibattimento, in quanto Paolo Gabriele ha dichiarato di aver parlato con loro e aveva lasciato capire di esserne stato in qualche misura suggestionato. Circostanza che, per quanto lo riguarda, il cardinale Comastri ha definito “una menzogna”.

Maroni è il candidato della Lega Nord alla presidenza della Regione Lombardia. Lo ha annunciato il segretario nazionale della Lega Lombarda, Matteo Salvini, dando i risultati dello spoglio delle schede raccolte tra sabato e domenica nei 2mila gazebo dislocati in Lombardia. Dalle schede ‘scrutinate’ Maroni ha ricevuto il 76% dei consensi, seguito dallo stesso Salvini con il 18% e da altri esponenti della Lega comer Dario Galli, presidente della Provincia di Varese, Attilio Fontana, sindaco di Varese, Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione. Alcuni voti sono andati anche a Roberto Formigoni, Gabriele Albertini e Matteo Renzi.  “Il candidato della Lega c’è ed è forte – ha sottolineato Salvini – un altro candidato che abbia un ruolo di garanzia di antimafiosità come Maroni è difficile trovarlo”. Nel  corso di questa due giorni di raccolta firme, ha spiegato Salvini, sono stati impiegati 12mila volontari e raccolte 210mila preferenze. Il banchetto che ha registrato il flusso maggiore di votanti è stato quello di piazza Monte Grappa a Varese con 500 firme, seguito da Legnano con 420, e piazza San Babila a Milano con 410.

Riguardo all’ipotesi che già da giovedì prossimo il Consiglio regionale lombardo possa sciogliersi, come vorrebbe lo stesso governatore Formigoni, Salvini è categorico: “Una volta fissato il termine dell’era Formigoni dopo 17 anni, accelerare di 15 giorni mi sembra una  scelta sciocca che metterebbe in difficoltà le famiglie e le imprese,  perchè c’è ancora da approvare il bilancio e altri provvedimenti urgenti”. 

Nel corso della due giorni sono state raccolte anche 326mila firme per le 3 proposte di legge di iniziativa popolare per indire un referendum sull’euro, sull’abolizione dell’Imu e sulla possibilità di  trattenere in Lombardia il 75% delle tasse pagate, con la creazione di una macroregione del Nord. Per questi ultimi tre quesiti, ha spiegato Salvini, la raccolta delle firme andrà anvanti anche nelle prossime settimane “e visto che entusiasmo chiama entusiasmo ripeteremo l’iniziativa di questo week end anche a metà dicembre”. Salvini ha poi spiegato, nel corso di una conferenza stampa, che  nell’occasione la Lega ha registrato 15mila nuovi tesserati e che da qui alla fine dell’anno in Lombardia saranno inaugurate altre 14 sezioni.

 

Due anni e mezzo di discussione, un cammino parlamentare non ancora concluso, una contrattazione estenuante tra i “tecnici” del governo Monti e i colonnelli del Pdl di Silvio Berlusconi. Ora, sul disegno di legge anticorruzione approvato ieri in Senato (con uno dei voti di fiducia più “bassi” mai registrati da questo esecutivo) piovono critiche pesantissime, soprattutto da chi è impegnato sul fronte della lotta al sistema delle tangenti. “L’elenco di quello che manca è infinito”, dice a Il Fatto Quotidiano Piercamillo Davigo, consigliere di Cassazione e membro negli anni Novanta del pool milanese di Mani pulite. Davigo mette sul tavolo i nodi più contestati, dalla mancata “ripenalizzazione” del falso in bilancio alla riduzione di fatto delle pene per la concussione. E’ la cosiddetta norma “salva Ruby“, ma in realtà anche con la nuova formulazione il processo in corso a Milano contro Silvio Berlusconi vedrebbe come limite temporale massimo il lontano 2020. Dice la stessa cosa, in termini più drastici, Antonio Di Pietro: il ddl “favorisce i corrotti”, oltre a introdurre una “finta” incandidabilità dei condannati. Perché chi si è visto infliggere una pena inferiore a tre anni potrà ripresentarsi agli elettori, a meno che il reato contestato non sia di mafia o contro la pubblica amministrazione. E manca il reato di autoriciclaggio, cioè la ripulitura in proprio dei profitti illeciti, una delle richieste più pressanti dei magistrati antimafia: oggi, infatti, sono punibili solo i riciclatori di denari altrui.

di Carlo Franza

L’arte dà proprio fastidio. Se poi questo fastidio lo evidenzia la sinistra che in fatto di cultura è stata sempre maestra,allora il danno è doppio. Ebbene è quanto avvenuto con la censura di un’opera della venticinquenne Chiara Luraghi  dal titolo “Ho mangiato mille caramelle” alla Galleria d’Arte Moderna della Villa Reale di Milano in Via Palestro. Quest’opera è un tricolore composto cucendo insieme gli involucri di altrettanti dolcetti Sperlari, caramelle scartate ad una ad una dall’artista, mangiate, e metafora di quanto i giovani d’oggi devono ingoiare con in sacrifici in corso nella nostra Italia. L’opera di Chiara Luraghi avrebbe dovuto sostituire la bandiera che penzola dal balcone sulla facciata di Via Palestro, invece dal Palazzo del Comune è arrivato il niet del sindaco Giuliano Pisapia. E dire che l’artista è andata a Palazzo Marino a perorare la causa artistica. Niente da fare, la “dolce bandiera” tricolore non s’è potuta esporre sulla facciata,bensì sul retro . Eppure l’opera fa parte dei Sessanta “fuoriclasse”, ovvero artisti giovani ma già di fama, esposti nella mostra che fa ritrovare gli allievi “Fuoriclasse” del corso di Alberto Garuti all’Accademia di Brera; tanto lo stesso professore sarà in novembre con una personale proprio al Pac. E dire che dal corso del Prof. Garuti che ha insegnato all’Accademia di  Bologna, all’Accademia di Brera e oggi allo Iuav di Venezia, sono già usciti nomi di artisti di chiara fama come Paola Pivi, Patrick Tuttofuoco che in mostra  presenta una fantasma in vetroresina, Lara Favaretto con un cubo di coriandoli blu oltremare nel centro di una sala  tra due statue neoclassiche  permanenti , eppoi Perrone, Simone Berti con i suoi video ritratti d’artista come quello di Cattelan equilibrista o addirittura un Garuti vulcano in fiamme, e ancora Santo Tolone che su specchi  ha collezionato una miriade di semi di frutta  che ricompongono visioni inaspettate di ritratti di metà Ottocento appesi alle pareti, e tanti altri. Nello scalone d’ingresso si troverà una tela sospesa di Giulio Frigo, e nella mostra fa bella presenza persino un macabro omaggio di Roberto Cuoghi al suo professore Garuti,  ovvero il calco della sua mano e del suo  volto; né manca un libro dei saluti , lo stesso che le agenzie funebri usano collocare negli atri dei condomini.   

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