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Cos

Nemmeno il fantasmagorico Renzo Arbore con il suo capolavoro d’ironia cinematografica “Il Papocchio” avrebbe saputo prevedere l’evoluzione pontificia.

D’altronde, nulla poi di così strano. Se in questi giorni io ho avviato un blog, Sua Santità è giusto che si affrettasse a comparire su Twitter. 

Sulla vicenda si sta infittendo un incredibile giallo. Sono in molti a chiedersi se Benedetto XVI ha aperto il suo account da solo o, come tanti principianti, si è fatto aiutare. In questa seconda ipotesi non manca chi biasima quel qualcuno che, pensando che Ratzinger potesse commettere qualche errore nella procedura di iscrizione al social network, ha confutato l’infallibilità del Papa.

 

Insalatiere colorate e scolapiatti in testa al posto dei caschi. Così si sono presentati al corteo degli studenti di Roma alcuni rappresentanti del Teatro Valle occupato e del cinema Palazzo. Un modo ironico per rispondere alle polemiche sorte dopo gli scontri avvenuti a Roma mercoledì 14. Anche gli studenti ironizzano intonando ai poliziotti “mascherati” dietro ai caschi slogan come: “Il carnevale è a febbraio”. 

 


pubblicato da Libero Quotidiano

Caschi vietati: studenti sfilano con gli scolapasta

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“Giustizialista per antonomasia, perfino l’Italia dei Valori è stata lambita dagli scandali. Così, suo malgrado, Antonio Di Pietro è costretto a correre ai ripari. «Quando ci sono le elezioni, si presentano le candidature un certo giorno, ma io venti-trenta giorni prima faccio le precandidature», ha spiegato ieri il leader dell’Idv al videoforum di Repubblica. Deve ammetterlo pubblicamente, dopo la vicenda di Vincenzo Salvatore Maruccio, capogruppo dell’Idv alla Regione Lazio, indagato per peculato: «Abbiamo provato a mandare avanti i giovani e la prima cosa che hanno capito è come si ruba, è successo anche a me…». Da qui, l’idea di escogitare un nuovo meccanismo per tentare di salvaguardarsi da nuovi casi Razzi, Scilipoti o Maruccio…”, spiega Andrea Morigi su Libero in edicola oggi. Ma il punto è che anche Tonino Di Pietro, l’ex pm con una passione per le manette, è costretto a confessare: “Rubiamo anche noi”. L’ex pm ammette: “Abbiamo provato a mandare avanti i giovani e la prima cosa che hanno capito è come si frega”. E così, come accennato, per evitare altri scandali, Tonino pubblicherà i nomi degli aspiranti candidati. Così da poter togliere quelli più “chiacchierati”…

Leggi l’approfondimento su Libero in edicola oggi, giovedì 25 ottobre

 

Una lettera aperta all’Ansa per “ristabilire la verità”. Così Davide Serra, sostenitore della campagna di Matteo Renzi, risponde a Pier Luigi Bersani in merito alle accuse rivolte ieri dal segretario del Pd all’organizzatore della cena di finanziamento per il sindaco di Firenze accusato di essere titolare di una società controllata da una holding costituita nel paradiso fiscale delle Cayman: “Essere definito ‘bandito’ da lei mi offende” e anche se “in Italia lei è… immune” ci penseranno “i miei legali italiani e inglesi che chiameranno i giudici a decidere sulle sue parole”, ha scritto Serra in una lettera aperta all’Ansa. ”Ma prima o poi – assicura – non lo sarà più (immune, ndr) e io procederò inesorabilmente, ho molto tempo e voglio che la verità venga ristabilita”.

“Qui nessuno favorisce i corrotti, tant’è che voglio riformare la prescrizione”. Così il ministro della Giustizia Paola Severino difende, in una intervista a Repubblica il testo appena approvato al Senato con il voto di fiducia. Il Guardasigilli respinge le critiche al testo e annuncia che saranno predisposte altre leggi anti-corruzione. “Come si concilia – afferma Severino sull’accusa di favorire i corrotti – una simile falsa affermazione con un ddl che inserisce nuove figure di reato quali la corruzione tra privati e il traffico di influenze illecite, fino a pochi mesi fa osteggiate da quanti le ritenevano troppo punitive? Come si concilia con la circostanza che la legge prevede rilevanti aumenti di pena per la gran parte delle fattispecie di reato? Come si concilia con la circostanza che si prevedono ampliamenti delle pene accessorie? Il Paese – osserva il Guardasigilli – sarebbe molto più grato se venisse informato correttamente sui contenuti della legge”.

“Una donna senza lavoro è una donna senza libertà”. C’era scritto così su uno dei cartelli di protesta con cui domenica alcune sindacaliste hanno attaccato la ministra del Lavoro, Elsa Fornero. Una verità tanto palese quanto banale, visto che chiunque percepisca uno stipendio “dignitoso” dovrebbe essere in grado di mantenersi e vivere come crede la propria indipendenza, da solo o all’interno di una famiglia. Senza contare, poi, che è ovvio che se a lavorare non è soltanto il marito ci sono più soldi per tutti.

“Pago una cameretta che potete andare a vedere, se vi danno l’autorizzazione, ma non è mia: pago regolarmente ogni mese il prezzo chiesto, circa 620 euro”. Così il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha risposto di chi gli chiedeva del suo alloggio a Roma, sul quale si era creata una polemica qualche settimana fa, quando il ministro aveva precisato di vivere in una foresteria dei Carabinieri. “Non so niente di più, chiedete ad altri – ha aggiunto -. Da qualche parte – ha concluso – devo stare, mi è stato chiesto di stare li e sto li”. Insomma, povera Elsa, le hanno chiesto di stare in una stanzetta da 620 euro al mese, quasi come uno studente in Erasmus, e lei obbedisce. Una stanza sobria, in perfetto stile governativo, che però molti dei pensionati “sotterrati” dalla sua riforma, oggi come oggi, non potrebbero permettersi.

Erano rifiuti speciali, di quelli da smaltire con attenzione. Mica da buttare così, insieme agli altri. Tanto meno da gettare in un’area verde, o in un parco. Erano classificati in questo modo fino a quando non è arrivata la firma del ministro dell’Ambiente Corrado Clini che, con una modifica ad hoc, ha fatto diventare i resti da scavo dei “sottoprodotti”, dei residui più facili da eliminare, meno impegnativi. E meno costosi. Non che sia cambiato qualcosa nella composizione, sia chiaro. I materiali sono quelli del giorno prima. Si tratta delle terre di scavo – come quelle del tunnel Tav sotto Firenze – che ora, però, si possono mettere anche in un parco.

La dichiarazione di Antonio Mazzocchi(Pdl), nella foto, deputato e uno dei tre questori della Camera. Al Messaggero, risponde: “Prendere i mezzi pubblici? Non prendiamoci in giro, i mezzi pubblici non funzionano bene a Roma”. VIDEO.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Casta: 5 milioni per i parcheggi. "Così evitiamo le multe"

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La dichiarazione di Antonio Mazzocchi(Pdl), nella foto, deputato e uno dei tre questori della Camera. Al Messaggero, risponde: “Prendere i mezzi pubblici? Non prendiamoci in giro, i mezzi pubblici non funzionano bene a Roma”. VIDEO

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