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Un italiano su 5 soffre di dolore cronico, in tante forme diverse, dall’artrosi al dolore oncologico. Eppure, nonostante al dolore-malattia (e non più solo sintomo) l’Italia abbia dedicato addirittura una legge (la 38/2010), il 41% dei 13 milioni di persone che ne sono vittime afferma di non aver ricevuto terapie adeguate a controllarlo. Da questa constatazione nasce, promosso dalla SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), TESEO (TErritorio Supporto e Organizzazione per le reti delle cure palliative e Terapia del Dolore ), un progetto che mira a coinvolgere i Medici di medicina generale nella gestione di questi pazienti costretti a convivere col dolore. Si partirà con dei corsi di formazione che coinvolgeranno una ventina di medici, con uno specifico interesse nelle cure palliative e nella terapia del dolore. Questi, a loro volta, andranno a formare altri 400 colleghi su tutto il territorio nazionale. In una seconda fase verrà valutato l’impatto dell’attività dei medici di famiglia sui percorsi assistenziali e sull’inserimento dei pazienti nelle reti di cure palliative e di terapia del dolore. Sempre nell’ambito della sensibilizzazione al problema ‘dolore cronico’, è stato messo a punto il portale www.nientemale.it indirizzato a medici, farmacisti e pubblico.
E naturalmente ce n’è anche per i più piccoli. Nel 2013, in collaborazione con la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) partirà un progetto educativo dedicato ai genitori, per aiutarli a conoscere meglio febbre, dolore e infiammazione. A tale proposito, una serie di materiali informativi verranno distribuiti presso le sale d’attesa dei pediatri. I tre progetti saranno tutti realizzati con un grant di Angelini, che nel prossimo mese di dicembre, in collaborazione con oltre mille pediatri, si accinge a sostenere anche ‘Progetto Natale’, per donare un sorriso e un regalo a quindicimila bimbi indigenti, orfani o malati. (STEFANIA BELLI)

I medici ci raccontano che nei loro ambulatori si riversano le richieste più strane e più disparate, accanto naturalmente a necessità molto serie. Ci raccontano anche che il giorno dopo certe trasmissioni televisive sulla medicina, i loro malati accusano tutti i sintomi delle malattie trattate in quelle trasmissioni, chiedendo di esserne curati. Se a questo aggiungiamo la pressione esercitata sulle persone sane da un gigantesco fenomeno di medicalizzazione sociale che spinge attraverso i media milioni di persone a loro volta a farsi medicalizzare per niente e l’estendersi smisurato di quell’area definita di “automedicazione” cioè di gente che attraverso internet si cura da sola, abbiamo una idea di quanta domanda inutile e impropria viene rivolta alla medicina.

Quando Paul Ryan – il compagno di corsa di Mitt Romney – ha dichiarato di voler trasformare il programma Medicare – quello che garantisce le cure mediche a 50 milioni di americani anziani e disabili – in un sistema basato sui voucher, si sono accesi i riflettori sul problema salute pubblica all’interno del dibattito Obama-Romney.

Anche se la maggior parte dei Democratici si sono opposti a questa proposta, secondo i sostenitori del movimento “Medicare for all”, le minacce gravi al sistema Medicare provengono da entrambi i maggiori partiti politici. I movimenti e le organizzazioni radunabili sotto lo slogan “Medicare for all” vorrebbero assicurare, migliorare ed estendere il sistema Medicare a tutti.

Domani 20 ottobre è la giornata in cui si ricorda che la transessualità non deve essere considerata una malattia psichiatrica. Una data che è stata scelta in tutto il mondo per chiedere all’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) di togliere la transessualità dalla lista del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (Dsm, acronimo della sigla inglese Diagnostic and statistical manual), considerato la Bibbia della psichiatria ed attualmente in corso di revisione dopo 30 anni. Psichiatri, avvocati, associazioni e attivisti si stanno battendo perché la transessualità venga ufficialmente depatologizzata. Una richiesta che ha trovato adesioni anche negli ambienti istituzionali visto che il Parlamento europeo, nel settembre 2011, ha votato una risoluzione al riguardo.

Inefficienza e reparti praticamente inutili, che servono a tutelare le poltrone dei primari. In altri mancano i posti letto. La follia: Al Policlinico Umberto Primo di Roma lo stesso tipo di intervento si fa in 15 reparti diversi.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Ospedali: quelli che costano di più offrono le cure peggiori

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Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Nel 2010, Michael Douglas aveva comunicando di doversi sottoporre alle cure per un tumore alla gola. Fortunatamente, il 10 gennaio 2011, durante un’intervista alla Nbc aveva annunciato “Il tumore è andato via. Ora devo sottopormi a controlli mensili. Suppongo che non sia il caso di abbandonarsi all’euforia, ci metterò probabilmente un paio di mesi a venirne fuori”.

pubblicato da Libero Quotidiano

Dopo la malattia Michael Douglas torna a sorridere

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Il giudice del tribunale di Venezia ha ordinato all’ospedale di Brescia di continuare le cure con la metodica Stamina sulla piccola Celeste Carrer. Lo ha annunciato all’Ansa Marino Andolina, il pediatra della piccola veneziana.

Andolina ha espresso ”grande soddisfazione” per il pronunciamento del magistrato. Il medico, che cura la bimba di due anni malata di atrofia muscolare spinale, ha detto di ritenere che il giudice “abbia aperto una pagina fondamentale; in Italia – ha rilevato Andolina – ci sono mille pazienti che attendono questa cura e per loro ora si apre una strada di speranza”.

Una persona, sosteneva Ludwig Feuerbach esattamente un secolo e mezzo fa, è ciò che mangia. Di ciò, trattandosi di una tesi filosofica, non esiste prova scientifica. Esistono invece studi che dimostrano come l’alimentazione è causa di malattie e, allo stesso tempo, può contribuire a guarire. Il cibo, sostiene il professor Massimo Bonucci, è causa di almeno il 37% delle malattie più gravi, compresi i tumori. Lo stesso cibo – o, meglio, alcuni cibi – possono aiutare il paziente a guarire più velocemente, con meno fatica. 

La lista – A stilare un elenco di cibi utili per prevenire i tumori, diminuire i rischi, preparare diete che aiutino a superarli è stata l’Artoi. Associazione senza fini di lucro che riunisce medici esperti in oncologia e altre professionalità mediche, polo di ricerca sulle terapie integrate, ha pubblicato una dispensa con alcuni suggerimenti importanti per prevenire le neoplasie o superare le cure con minor danno. Così, scorrendo il corposo studio, si scopre che un bicchiere di vino rosso o addirittura 20 grammi di cioccolato, possono contribuire a salvarci la vita o, comunque, a vivere meglio. Loro e una cospicua dose di verdure, cereali, concentrato di pomodoro, soia e poca carne, seppur da assumere con moderazione. E poi c’è la curcuma, il ginseng, i semi di sesamo e di  lino, e altri prodotti naturali che non fanno parte della “dieta mediterranea”, ma che sarebbe bene cominciare ad importare sulla nostra tavola. Inutile dire che bisognerebbe evitare di mangiare troppi dolci, ma anche le carni conservate ed alcune verdure in scatola, come per esempio i piselli. Frutta e verdura vanno assunte rigorosamente “di stagione”: diversamente possono contenere sostanze dannosissime per la salute, che promuovono lo sviluppo delle cellule tumorali. “Tutti noi abbiamo cellule potenzialmente cancerose nel nostro corpo, e tutti noi possiamo cercare di evitare che si attivino”, spiega il professor Bonucci. Ecco perchè degli oncologi hanno promosso questo studio, che comprende suggerimenti su come prevenire e su come alimentarsi durante e dopo le cure tradizionali, per evitare le cosiddette recidive. “Il controllo dell’alimentazione e l’assunzione di sostanze naturali, così come altre metodologie di cura mutuate da tradizioni diverse come per esempio la medicina cinese e l’agopuntura, l’ipertermia, non sostituiscono le cure tradizionali, ma possono servire per la prevenzione, per migliorare gli effetti dei farmaci e la risposta del malato alle terapie”, prosegue Bonucci, che oltre ad esercitare la professione di medico insegna all’Università di Chieti e di Milano. “Mentre nel resto del mondo, e in particolare negli Stati Uniti, questa evidenza viene riconosciuta da decenni, qui in Italia c’è ancora un po’ di diffidenza, molto lavoro da fare”, aggiunge il professore, unico italiano ad avere partecipato al Congresso internazionale di terapia oncologica lo scorso anno a Cleveland. Non è un caso che tra i soci fondatori di Artoi, nata a Roma un anno e mezzo fa, ci siano scienziati di fama internazionale che operano negli Stati Uniti, tra questi addirittura un consulente oncologico della Casa Bianca, il professor Philip A. Salem. Hanno aderito medici che operano in Italia, in diversi centri, come Giuseppe Di Fede, Carlo Pastore, Vezia Mei, Massimo Fioranelli, Gianluca Pazzaglia, professionalità diverse del settore come quelle di Mario Bonucci, Felice Bonucci, Piero Bizzarri e il dottore in farmacia Massimo Romiti. “Eravamo una dozzina di medici a studiare e praticare la medicina integrata in Italia, in pochi mesi, grazie ad Artoi, siamo diventati oltre cinquanta. Non bisogna avere preclusioni, ma ricordarsi che lavoriamo per curare la persona con una patologia, non soltanto una patologia”, conclude Bonucci. Di seguito, tratto dal corposo studio, la dieta ottimale per prevenire il cancro e l’elenco delle verdure e frutta “di stagione”.

La dieta per il cancro – Basandosi su dati  scientifici è possibile stabilire una dieta ottimale per la prevenzione della formazione del cancro e per le eventuali recidive, adottando un regime alimentare basato per la maggior parte su un apporto di quotidiano di alimenti noti per essere fonti di molecole anti tumorali. E’ necessario un apporto quotidiano di: cavolini di bruxelles (12 tazza), broccoli, cavolfiore, cavolo (12 tazza), aglio (2 spicchi), cipolla, scalogno (1/2 tazza), soia (12 tazza), semi di lino finemente macinati (1 cucchiaio), salsa di pomodoro (concentrato, 1 cucchiaio), curcuma (1 cucchiaino), pepe nero (12 cucchiaino), mirtilli, lamponi, more (12 tazza), uva (12 tazza), cioccolato fondente 70% (20 grammi), succo di agrumi (12 tazza), tè verde (sencha, 250 ml tre volte al giorno) e vino rosso (1 bicchiere).

Frutta di stagione – La frutta deve essere “di stagione”. Diversamente può essere pericolosissima a causa delle sostanze utilizzate per farla crescere. Ecco i risultati della ricerca mese per mese: Gennaio (arance, kiwi, mandarini, pompelmi), febbraio (arance, kiwi, mandarini), marzo (arance, kiwi, mandarini), aprile (arance, fragole, kiwi), maggio (arance, ciliegie, fragole, kiwi), giugno (albicocche, ciliegie, fragole, melone, pesche), luglio (albicocche, anguria, ciliegie, fichi, fragole, lamponi, meloni, mirtilli, pesche, pesche noci, prugne), agosto (albicocche, anguria, fichi, fragole, lamponi, meloni, mirtilli, more, pere, pesche, pesche noci, prugne), settembre (fichi, fichi d’india, mele, pere, pesche, pesche noci, prugne, uva), ottobre (mele, pere, uva), novembre (arance, kiwi, mandarini),  dicembre (arance, kiwi, mandarini, pompelmi).

Verdure di stagione – Gennaio (bietola, carciofo, carota, broccolo, cavolfiore, cavoli, cicoria, finocchio, funghi, patata, prezzemolo, radicchio, rapa, spinacio, zucca); febbraio (bietola, carciofo, carota, broccolo, cavolfiore, cavoli, cicoria, finocchio, funghi, patata, prezzemolo, radicchio, rapa, sedano, spinacio, zucca); marzo (asparago, bietola, carciofo, carota, broccolo, cavolfiore, cavoli, cicoria, cipolline, finocchio, funghi, insalata, patata, prezzemolo, radicchio, rapa, sedano, spinacio); aprile (aglio, asparago, bietola, carciofo, carota,  cavolfiore, cavoli, cicoria, cipolline, finocchio, funghi, patata, prezzemolo, radicchio, sedano, spinacio, zucca); maggio (aglio, asparago, bietola, carota, cavoli, cicoria, fagioli, fagiolini, fava, finocchio, funghi, insalata,  patata, pisello, pomodoro, prezzemolo, radicchio, rapa, sedano, spinacio); giugno (aglio, asparago, bietola, carciofo, carota, cetriolo, cavoli, cicoria, fave, fagioli, funghi, insalata, patata, peperone, pisello, pomodoro, prezzemolo, radicchio, rapanello, sedano, zucchina); luglio (aglio, bietola, carota, cetriolo, cavoli, cicoria, fave, fagioli, funghi, insalata, melanzane,patata, peperone, pomodoro, prezzemolo, radicchio, rapanello, sedano, zucchin); agosto (aglio, bietola, carota, cetriolo, cavoli, cicoria, fagioli, funghi, insalata, melanzane, patata, peperone, pomodoro, prezzemolo, radicchio,  sedano, zucca, zucchina); settembre (aglio, bietola, broccoli, carota, cetriolo, cavoli, cicoria, fagioli, funghi, insalata, melanzane, patata, peperone, pomodoro, prezzemolo, radicchio, rapanello, sedano, spinacio, zucca, zucchina); ottobre (aglio, bietola, broccoli, carota,  cavoli, cavolfiore, cicoria, finocchio, funghi, insalata, melanzane, patata, peperone, prezzemolo, radicchio, rapanello, rapa, sedano, spinacio, zucca); novembre (aglio, bietola, broccoli, carota, cavoli, cavolfiore, cicoria, funghi, finocchio, insalata, patata, prezzemolo, radicchio, sedano, spinacio, zucca); dicembre (bietola, broccoli, carota, cavoli, cicoria, fagioli, finocchio, funghi, insalata,  patata, prezzemolo, radicchio, rapa, spinaci, zucca).

di Paolo Emilio Russo

 

 

I decreti del Miur (ministero dell’Università), relativi all’istituzione dei 5 master universitari di formazione e qualificazione in cure palliative e terapia del dolore pubblicati sulla Gazzetta ufficiale n. 89 del 16 aprile 2012, aprono nuovi scenari per il percorso formativo dei professionisti che lavorano o lavoreranno nelle due reti. La norma disciplina gli specifici ordinamenti didattici dei percorsi formativi in materia di cure palliative e terapia del dolore che probabilmente rappresenteranno una conditio sine qua non per operare in futuro nell’ambito dei servizi della rete di cure palliative e della rete terapia del dolore.
Una delle maggiori criticità riguarda la possibilità per i medici privi delle specializzazioni indicate nell’articolo 5 della Legge n. 38 del 2010 di poter iscriversi ai Master di II° livello pur operando da anni nei servizi della rete di cure palliative. La normativa introdotta dai master impedisce che i medici che per più di 3 anni hanno operato a tempo pieno nel mondo delle cure palliative, come anche i medici di medicina generale, non possono accedere ai master in quanto privi delle suddette specialità. Ci si chiede come l’Hospice, le Unità di cure palliative domiciliari e gli altri nodi della rete (ospedale ed ambulatorio), luoghi di cure ed esperienza clinica palliativa, possano essere indicati ed utilizzati come fonte di formazione contemporaneamente al disconoscimento formativo e professionale dei professionisti che vi operano, qualora questi non siano in possesso delle specializzazioni elencate in modo apparentemente vincolante dalla Legge n. 38/10. Si giungerebbe così al paradosso di formatori che non sono e non potranno essere in futuro in possesso del titolo che conseguiranno i loro discenti. Al contrario, ed è il secondo paradosso, docenti, provvisti dei titoli richiesti ma privi di ogni esperienza clinica in cure palliative, potranno formare i discenti su argomenti che non conoscono per esperienza diretta; ciò rende necessario documentare l’effettiva esperienza e competenza in cure palliative del corpo docente di ogni master, pubblicando accanto all’elenco degli insegnanti il curriculum professionale specifico.
Altro punto che merita una riflessione è relativo alla multidisciplinarietà e interprofessionalità garantite anche durante i momenti formativi. Questi elementi che sono alla base del lavoro d’equipe e dell’organizzazione della rete delle cure palliative, vengono disattesi dal decreto che differenzia cinque separati percorsi formativi per le diverse figure professionali che potranno operare nelle due reti. Peraltro, dal decreto emerge che non tutte le figure professionali attive nella rete delle cure palliative avranno la possibilità di accesso ai master. Quelle professioni sanitarie attualmente non menzionate nei decreti (per esempio l’assistente sociale) ed i professionisti delle aree umanistiche che pure tanta parte hanno nell’approccio multidimensionale e nel lavoro interdisciplinare, dovrebbero poter accedere ai Master di I° livello in “Cure palliative e terapia del dolore”. La necessità di una formazione adeguata per chi dovrà lavorare nelle due reti è prevista dalla Legge n. 38/10 ed i 5 master decretati sono orientati ai nuovi professionisti che entreranno nella rete. La prevedibile obbligatorietà dei master assicurerà nel medio e lungo termine che vi siano, all’interno delle due reti, professionisti che possano garantire ciò che è richiesto dalla legge stessa: cure palliative e terapia del dolore di qualità e omogenee su tutto il territorio nazionale. Rispetto al futuro, il master è l’unico strumento per garantire la qualità del sistema, ma trovare soluzioni efficaci in questo periodo di transizione è fondamentale per assicurare l’applicazione della Legge n. 38 del 2010 e, soprattutto, per permettere la tenuta stessa del sistema.

Ora c’è la prova. Tropp austerity fa male. A volte uccide. Prendete il Portogallo, l’Irlanda, la Spagna e la Grecia. Tagli alla spesa, tasse e riforme strutturali in cambio di prestiti: la ricetta della Troika somministrata ai Pigs per mettere in sicurezza l’euro mostra la sua debolezza. Lo fa notare il quotidiano Repubblica che sottolinea come l’austerity fa avanzare il debito e la disoccupazioone e le riforme stentano.

Cure sbagliate La cura somministrata dalla Troika a base (Fondo monetario europeo, banca centrale e unione europea) di tagli e tasse non ha portato gli effetti sperati. Il deficit è diminuito e in alcuni casi si è anche dimezzato ma il debito e la discupazione sono saliti ovunque. In Grecia aumentano poveri e disoccupati i capitali rimasti fuggono insieme ai giovani. Lo stesso accade in Irlanda e in Portogallo: entrambe hanno beneficiato nel 2010 e nel 2011 dai piani di rientro targati Troika in cambio di 85 e 78 miliardi. Gli ispettori, arrivati con i prestiti da Dublino e Lisbona, hanno commissariato quei paesi e i loro conti. Moltissime tasse, tagli ai salari. Insomma dopo che cure shock la recessione e il debito sono peggiorati.

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