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5.700.000 persone sono tante. La somma, per dire, degli abitanti di Roma, Milano, Napoli,Venezia e Bologna. E questa moltitudine di italiani, ieri sera, ha guardato la fiction L’Onore e il Rispetto su Canale 5. Arrivata alla terza stagione (la prima è del 2006, la seconda del 2009), la serie targata Mediaset vede come protagonista l’attore-cane più cane in assoluto (senza offesa per gli amici più fedeli dell’uomo): Gabriel Garko. Soggetto e sceneggiatura fanno ridere, visto che trattasi di una storia di mafia all’acqua di rose, con accenti siciliani forzati e ridicoli (il siculo-piemontese del protagonista è da sganasciarsi dalle risate), che poggia più sul sex appeal (sic!) di Garko che sul resto. Il cast, poi, è zeppo di residuati bellici, attori e attorucoli riciclati qua e là tra le produzioni Mediaset. E allora, un prodotto così scadente, come può racimolare 5,7 milioni di telespettatori e uno share del 26,5%?

Qualche giorno fa l’ha nominato presidente del collegio dei sindaci di Sicilia e servizi, una delle partecipate della Regione più ricche che si occupa di informatizzazione. Ma per il governatore Raffaele Lombardo ecco pronta la sorpresa, il “prescelto”, Eugenio Trafficante, commercialista di Burgio, paese dell’Agrigentino, è in carcere a Sciacca per stalking.

Da tempo destinatario della misura interdittiva del divieto di avvicinare una donna, – come racconta l’edizione locale di Repubblica – l’avrebbe violata ed è finito in cella. “Qualcuno avrebbe dovuto comunicarci in tempo utile che il professionista designato era stato colpito da un provvedimento restrittivo”, replica il commissario liquidatore della spa Antonio Vitale che aggiunge: “Faremo gli approfondimenti dovuti”. “Il reato di cui è accusato poco ha a che fare con l’attività di revisore dei conti: l’eventuale revoca – aggiunge – è una questione di opportunità che devono valutare i soci”. Ma c’è chi sostiene che Trafficante sarebbe già decaduto per legge e che l’assemblea ha sostanzialmente eletto un ineleggibile.

“Mi difenderò con le unghie e con i denti”. E’ il primo commmento del senatore Sergio De Gregorio (PdL) destinatario di un ordine di custodia cautelare. “Non essendomi mai sottratto all’autorità giudiziaria non capisco quale necessità ci sia di questa misura cautelare” aggiunge il parlamentare napoletano.

tovato su: Il Denaro

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