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Ecco come votare domenica 2 dicembre ai ballottaggi delle primarie del centrosinistra per sgombrare i dubbi provocati dall’infinita polemica che anima la sfida. Ecco chi e come si voterà al secondo turno:

Chi ha già votato al primo turno – Basta recarsi al seggio dove ha votato al primo turno e vota presentando il certificato di elettore di centrosinistra, il documento di identità e la tessera elettorale.

Chi ha già ritirato il certificato ma non ha votato – L’elettore va al suo seggio e vota presentando il certificato di elettore di centro sinistra, il documento di identità e la tessera elettorale.

Puglia e Basilicata le zone più a rischio, secondo un documento redatto Commissione della Camera dei deputati. In tutto sono il 33,5% del totale solo quelle lucane, una cifra alta che fa nascere nuove polemiche

pubblicato da Wallstreet Italia
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Meno Rifiuti- Piu’ Benessere in 10 mosse questo lo slogan di un documento condiviso con cui l’Associazione Comuni Virtuosi, Italia Nostra e Adiconsum si rivolgono direttamente al mondo della produzione e della distribuzione per sollecitare 10 azioni attuabili nel breve e medio termine per alleggerire l’impatto ambientale di imballaggi e articoli usa e getta. 
Insieme ai promotori c’è un folto gruppo di enti locali, associazioni e singoli cittadini, che hanno sottoscritto il documento condiviso, o firmato la petizione, condividendo la necessità che le evidenze nazionali e globali sulla produzione di rifiuti richiedano delle soluzioni tempestive. 

La Chiesa non molla. Nei nuovi “Orientamenti pastorali sulla preparazione al matrimonio e alla famiglia”, pubblicati oggi, i vescovi italiani hanno voluto ribadire il “no” ai rapporti sessuali prematrimoniali e alle convivenze provvisorie o di prova, e riproporre “la bellezza dell’amore umano con i valori correlati del pudore e della castità”. Secondo i vescovi, la preparazione al matrimonio non è qualcosa d’improvvisato, ma – ricorda il documento – “un cammino graduale e continuo”, da proporre “per tempo”. Solo così i fidanzati possono giungere a considerare la loro come una “relazione umanamente matura” in cui si ravvisino i tre elementi della “identità”, della “reciprocità” e della “progettualità” come coppia.  Il documento testimonia pure l’attenzione dei vescovi italiani a fenomeni come la convivenza e la presenza di persone di culture e religioni diverse, “per una lettura veritiera della situazione attuale e per offrire linee pastorali che vi possano corrispondere in modo sereno ed efficace”.  

I costi sono aumentati troppo, da 12 a 26 miliardi di euro, e il flusso delle merci è diminuito. Sono alcune delle critiche al progetto dell’Alta velocità Torino-Lione espresse dalla Corte dei Conti francese. Ieri i magistrati contabili di Parigi hanno pubblicato il parere, fornito al primo ministro Jean-Marc Ayrault a inizio agosto, in cui vengono elencati i dubbi sul progetto. Si tratta di un documento importante in vista del vertice sul Tav tra Mario Monti e François Hollande a Lione il prossimo 3 dicembre.

Vasco Errani chiederà il rito abbreviato come Nichi Vendola. Questo lo scenario probabile a pochi giorni dall’udienza preliminare sul caso Terremerse che vede come imputato per falso ideologico il governatore dell’Emilia Romagna.

La richiesta da parte del legale di Errani, Alessandro Gamberini, potrebbe arrivare il 7 novembre, il giorno in cui il gup Bruno Giangiacomo ha convocato pm e difensori degli accusati per l’udienza preliminare. Una richiesta di rito abbreviato che però nascerebbe da un imprevisto legato proprio al terremoto che ha colpito l’Emilia.

Undici settimane. Tanto è durata l’intesa tra Luca Cordero di Montezemolo e Oscar Giannino. Il quale, dalle pagine de La Stampa, dice che con “Monte-Bona” (Montezemolo-Bonanni) non ci va. Motivo dello strappo il documento siglato dal fondatore di “Italia futura” e dal segretario della Cisl, che Giannino definisce “acquoso e privo di nerbo”, “la solita vecchia solfa di autocollocazione centrista a prescindere dai contenuti”. Per questo, il fondatore di “fermare il declino” (28mila adesioni a tre mesi dal lancio e 0,6% di valore elettorale nell’ultimo sondaggio del tg di La7) “allo stato attuale non sussistono le condizioni per condividere un percorso comune”. Una pietra tombale sull’evento previsto per il 17 novembre, che avrebbe dovuto lanciare ufficialmente la campagna elettorale di “Monte-Gianni”. Che ora, però pare diventato, appunto, “Monte-Bona”. A La Stampa, Giannino spiega che “quando abbiamo provato a porre i nostri temi – taglio alla spesa, riduzione del debito, privatizzazioni, liberalizzazioni, selezione democratica dei leader, meritocrazia – ci è stato risposto che quello non era un documento di ‘fermare il declino’. E noi ad occupare lo strapuntino di ospiti a bordo non ci stiamo”.

Replica Andrea Romano, braccio destro di Montezemolo in “Italia futura”, che Giannino era “a conoscenza della bozza di testo, che ti avevo personalmente inviato il 13 ottobre scorso, ben dieci giorni prima della sua pubblicazione. Eppure, da te in questi giorni non mi è giunta alcuna osservazione. Evidentemente, volevate tenervi le mani libere”.

L’Ilva di Taranto ha ottenuto l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha infatti concluso la procedura per il rilascio del documento che aggiorna l’autorizzazione concessa ad agosto dello scorso anno. Il ministero ha acquisito i pareri dei ministeri della Salute, del Lavoro, degli Interni, dello Sviluppo Economico e delle Politiche Agricole e ha recepito le prescrizioni presentate dalla Regione Puglia. Ma il documento autorizzativo – che al momento regolamenta solo le emissioni – perché possa realmente considerarsi ‘integrato’ dovrà a breve integrare anche la gestione dei rifiuti e delle acque. Nella nota diffusa, il ministero guidato da Clini ha spiegato che con successivi provvedimenti si procederà a disciplinare le discariche interne, la gestione dei materiali, i sottoprodotti e rifiuti inclusi, gestione delle acque e delle acque di scarico” entro il 31 gennaio 2013. Infine, entro il 31 maggio 2013, saranno regolamentate “le restanti aree ed attività dello stabilimento” compreso “il sistema di gestione ambientale e la gestione energetica”.

Giudizio positivo del Consiglio superiore della Magistratura sul ddl anticorruzione con lo spauracchio della prescrizione che rischia di far girare il sistema vuoto. E’ in sintesi di ciò che scrive la sesta Commissione del Csm nel suo parere sul disegno di legge che domani verrà votato in plenum. Parere seguito dal commento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che dall’Aja ha detto che sulla corruzione “parlano le statistiche internazionali” e sull’immagine dell’Italia, anche alla luce del dossier governativo pubblicato ieri, ha poi avvertito: “Ma parla anche l’impegno dell’attuale governo, dell’attuale ministro e del Parlamento su questo tema”. 

Il mondo cattolico chiede continuità forte rispetto allo stile del governo Monti ed al contempo chiede che l’agenda sia integrata con le questioni sociali e con lo sviluppo. E’ questo l’appello lanciato dalle associazioni cattoliche che si sono riunite a Todi dichiarandosi “disponibili a impegnarsi al servizio del Paese”.  ”La stagione inauguratasi con il governo Monti non si esaurisca e non si ritorni alla drammatica situazione precedente”, si legge nel documento scritto al termine dell’incontro dove si ricorda “il momento di gravissima crisi morale, politica ed economica” attraversata dall’Italia appena un anno fa, in coincidenza con il primo appuntamento di Todi, quando il governo era ancora guidato da Silvio Berlusconi. I cattolici riconoscono “al governo Monti l’indubbio merito di aver ridato dignità alle istituzioni, garantito una forte ripresa di credibilità del Paese a livello europeo ed internazionale, di aver   superato l’asfittico sistema bipolare, causa di contrapposizioni durissime e insieme di immobilismo politico”.

Raffaele Bonanni, chiudendo il meeting, ha rafforzato l’endorsement: “La personalità di Monti si staglia di fronte a tanti populisti di destra e sinistra: ha salvato il Paese”. E se da un parte i cattolici “non hanno il compito di fondare un nuovo partito cattolico”, dall’altra, osserva il leader della Cisl, “siamo fortemente interessati a una nuova offerta politica e facciamo appello a tutti coloro che si riconoscono nell’agenda Monti, nella dottrina sociale della Chiesa e nei valori della Repubblica”.  Poi la richiesta di una nuova legge elettorale, la riforma delle istituzioni dello Stato e i tagli ai costi della politica per aiutare la crescita e le fasce più deboli della società con un patto per il lavoro. A Todi la disillusione per i partiti, per la loro “persistente incapacità di procedere a un autonomo rinnovamento” – rileva il documento condiviso dalle sigle promotrici dell’incontro, ossia Cisl, Acli, Mcl, Compagnia delle Opere, Confartigianato, Confcooperative, è tangibile. “Servono otri nuovi, sennò nel legno vecchio il vino diventerà aceto”, sintetizza con una metafora Bonanni. Ma al di là di chi si prenderà la responsabilità di tradurre in qualcosa di concreto, sul piano politico, questa istanza di rinnovamento, di chi ci metterà la faccia la spinta a costituire un nuovo soggetto politico, è condivisa. Con la consapevolezza, che “al prossimo governo serve una maggioranza autenticamente politica”, recita il documento programmatico di Todi 2. Insomma, il tabù del partito è caduto e c’è chi, dietro le quinte, annuncia novità per metà novembre. Il numero uno delle Acli, Andrea Olivero, parla apertamente di “nuovo contenitore” e non nasconde che la possibilità della prossima discesa in campo di una neo-formazione, anche attraverso “la formula leggera della lista civica” non è fantascienza.

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