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Duce

E’ morto, all’eta di 75 anni, Guido Mussolini, figlio di Vittorio (il primogenito di Benito Mussolini), rientrato in Italia dopo 50 anni vissuti all’estero. Capo della famiglia per diritti storici – araldici, il nipote del duce, si è spento nella sua casa romana all’età di 75 anni. Peronista, presidente onorario della Fiamma Tricolore di Pino Rauti, poi del Movimento Sociale Europeo nel 2001 fu il candidato sindaco per il Campidoglio per Forza Nuova.

Guido aveva scritto il libro: “Mussolini, l’uomo della pace” dedicato al nonno. I funerali , avranno luogo martedì 4 dicembre , nella chiesa parrocchiale di S. Roberto Bellarmino, a piazza Ungheria ore 15.

 

 

Benito Mussolini, stanco, scettico e in qualche modo disturbato dall’insistenza di Hitler. Questo emerge da due carte manoscritte inedite, provenienti dall’agenda del Duce, datate dicembre 1940, che la libreria antiquaria Gonnelli di Firenze metterà all’asta giovedì 15 novembre con una stima di 1.500 euro. “31 dicembre 1940. L’anno si chiude con una lettera di Hitler. Le sue profferte di amicizia, che ha  ripetuto tante volte non mi commuovono più. La realtà cruda delle cose è diversa. L’amicizia tedesca finisce dove comincia l’interesse e l’interesse di Hitler è che io resista al mio posto, che il Regime   resista che tutto proceda per l’esclusiva utilità della Germania. Nasce il 1941 carico d’incognite buio e fosco”, si legge nel manoscritto dell’ultimo giorno dell’anno. E ancora: “29 dicembre. L’anno 1940 è certamente il peggiore della mia vita. Ho speso in questo ultimo periodo tanta energia come non avevo fatto mai prima. Non uno sprazzo di luce in tutto il buio orizzonte degli avvenimenti. Tutto crolla come se fosse da un malefico incantesimo”.  E in data 30 dicembre 1940 il duce annotava: “In Africa e in Albania niente di nuovo che possa far presagire un cambiamento di fortuna. Il futuro prepara certo altre sorprese. La Russia prende un atteggiamento di difesa, essa è per Hitler un tarlo che lo tormenta. Dio non voglia che un giorno nel suo pazzo cervello sorga l’idea di andare contro la sterminata insidiosa terra”.

Le carte appartengono ad una agenda del 1940 e sono “attribuite a Mussolini”, in pratica la libreria lascia agli storici l’ultima parola sulla loro vera o presunta autenticità. Del resto, ricorda Gonnelli, sui “Diari” di Mussolini,  scritti dal 1935 al 1939, molto si è scritto e detto negli ultimi 60 anni, ognuno con la sua verità. Alcuni diari, recentemente recuperati  da Marcello Dell’Utri, sono stati pubblicati nel 2010 e nel 2011 da Bompiani con il titolo “I Diari di Mussolini (veri o presunti)”. Da qui la prudenza di Gonnelli, che ha ricevuto i presunti autografi mussoliniani da un collezionista privato. Nel catalogo dell’asta Gonnelli i manoscritti a inchiostro nero su carta di agenda riportano le indicazione del numero del giorno, del  nome del mese, del giorno della settimana e del nome del santo stampata a inchiostro nero. Una macchia di umido e traccia di spillo  si registrano al margine superiore delle carte e alcuni brevissimi   strappi e mancanze ai margini esterni. La carta “29-30 dicembre” presenta molte pieghe, come fosse stata appallottolata. L’altra, oltre ad un piccolo foro (1 cm circa) senza perdita di testo, presenta una piega decisa a circa 10 cm dal margine inferiore, oltre ad alcune pieghe meno marcate.

L’antipolitica tiene viva la Fiamma, tanto che quest’anno, per il novantesimo anniversario della Marcia su Roma, Predappio è stata invasa da una marea nera neofascista. Sono arrivati oltre mille da tutta Italia, molti di più degli anni passati, nel paese che diede i natali a Benito Mussolini. Quando nella scalinata all’ingresso del cimitero un signore grida i soliti slogan triti e ritriti A noiVincere e vinceremo, l’ultimo dei tre colpisce per l’attualità: A casa i disonesti. E via i cori da stadio: Duce! Duce! Duce!

‘Il Duce, lui sì che risolleverebbe le sorti del disgraziato aeroporto romagnolo’. Questo deve avere pensato Massimo Balzani, il presidente di Unindustria Forlì, che lancia la proposta di intitolare a Benito Mussolini, nato lì vicino,a Predappio , lo scalo della cittadina, oggi intitolato a Luigi Ridolfi, un aviatore locale, pluridecorato per meriti durante la Grande Guerra.

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“Assomiglia a Jerry Garcia, scherza come Jon Stewart e dice che il mondo non ha nulla da temere dall’uomo più divertente d’Italia. Quindi perché l’Europa trema davanti al terremoto politico che è Beppe Grillo?”. Il Washington Post online dedica un lungo ritratto al fondatore del Movimento 5 Stelle, dalla vittoria di Pizzarotti a Parma (“epicentro della ‘Grillo revolution’, si legge sul sito) fino al successo nei sondaggi e al suo accostamento a Benito Mussolini. Anche se spiega che, nonostante i temi populisti contro euro e austerity siano condivisi da altri partiti in tutta Europa, il comico e il suo movimento sono nati dalla Rete per combattere la cattiva politica e che il crescente consenso degli ultimi mesi è dovuto al vuoto del panorama politico italiano.

“Fascisti su Marte” titolava una divertente commedia di e con Corrado Guzzanti. A giudicare da alcuni episodi recenti i fedelissimi mussoliniani sono ancora tra noi e non sono sbarcati sul pianeta rosso (che poi sarebbe una lampante contraddizione).

 

Una scritta sul display dell’autobus e su internet infuria la polemica. “Onore al Duce” è il messaggio apparso sul display di un bus di linea dell’Atac, azienda di trasporto pubblico di Roma. La foto è finita su un blog (nonleggerlo.blogspot.com) provocando una pioggia di commenti e polemiche su tutti i social network. 

Indagine – L’azienda dei trasporti romana su Twitter ha subito annunciato “l’apertura di un’indagine interna sull’utilizzo improprio del display di un autobus della rimessa di Acilia”. L’azienda ha spiegato anche di aver “immediatamente attivato le indagini interne per giungere all’identificazione del responsabile del grave atto al fine di far scattare le sanzioni disciplinari previste”. E se il gesto “configurasse reati di carattere penale al di fuori dello stretto ambito aziendale, Atac Spa provvederà a informare senz’altro l’autorità giudiziaria”.

 

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