Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

ecc

Un nuovo inquietante problema globale che non va sottovalutato affatto è quello dell’obesità. Non lo fa Le Monde diplomatique, il cui numero di settembre contiene un’interessante inchiesta in merito. Esso parte con l’affermazione che, come spesso accade, il sistema colpevolizza gli obesi, sostenendo che in fondo se sono tali è colpa loro. Lo stesso ragionamento insomma, impiegato a proposito dei Greci pigri, degli Italiani spendaccioni, dei Negri fannulloni, dei gay dissoluti e via dicendo. Per non parlare dei poveri, che sono tali perché non hanno saputo arricchirsi e magari sono entrati nelle spirali viziose dell’alcolismo, della droga, ecc.

Mi ha fatto molto riflettere la dichiarazione del premier Monti al Wall Street Journal dove afferma che con il precedente premier, o quel che restava di esso e della sua credibilità dopo le nottate di Arcore, le balle sui nostri conti, le nipoti di Mubarak, le pagliacciate ai Summit, i mille processi ecc. ecc., lo spread avrebbe raggiunto i 1200 punti. Non mi stupisce il contenuto del messaggio visto che si tratta di una verità acquisita da chiunque non abbia fette di salame sugli occhi, e palese soprattutto nelle cancellerie europee ed extraeuropee. Né stupisce la prevedibile reazione dei vari Cicchitto & co che dopo lunghissimo esercizio danno ormai il meglio di sé nella difesa d’ufficio del capo, anzi direi che si tratta dell’unica triste attività che rimane nel loro stretto orizzonte di esecutori. E infatti non hanno perso occasione di dimostrare quanto poco interessi loro il destino del Paese, bocciando subito per “vendetta” gli emendamenti della Spending Review, dimostrando al contempo quanto ancora pesi la loro presenza e quanto squallida sia (“l’abbiamo fatto apposta” pare abbia dichiarato Pietro Laffranco del Pdl).

Prima c’era il sistema piramidale con a capo il grande mega presidente imperiale con ufficio dalle poltrone in pelle umana e sotto di sé (ai piani bassi) tanti piccoli omini oberati di lavoro ma contenti di lavorare nella musica, perché sai che soddisfazione? Il disco che esce, il disco d’oro, di platino, ecc ecc.. e poi la radio, la tv musicale, il festivalbar e tutti in giro a festeggiare i successi raggiunti.

Ora tutto è molto più grigio e più ristretto. I piani diminuiscono, come diminuiscono le persone mentre diminuiscono le copie vendute. Tutti lì a dire che si fa fatica, non si vendono più i dischi, gli omini si attaccano all’ultima scialuppa di salvataggio mentre chi deve ha già messo i piedi in salvo.

E’ il titolo di un libro di Rachel Carson, pubblicato nel 1962, che descrive, sulla base di una corposa documentazione scientifica, i danni irreversibili di DDT e pesticidi in genere sia sull’ambiente che sugli esseri umani. Il titolo deriva dalla constatazione del progressivo silenzio nelle campagne, a primavera, per la diminuzione degli uccelli canori provocato dall’utilizzo massiccio di insetticidi.

Questo libro mi è tornato in mente di fronte alla notizia che sono stati di recente reintrodotti sul mercato italiano il “Basta 200“, erbicida fogliare – prodotto già in precedenza sospeso in quanto classificato come “tossico ambientale” – e che sono state rinnovate deroghe per l’utilizzo di triciclazolo e del Vydate 10 per 120 giorni, quest’ultimo contenente come sostanza attiva l’Oxamil già classificata come “tossico – pericoloso per l’ambiente“. Un comunicato stampa a questo proposito si può leggere sul sito http://difesalattematerno.wordpress.com/.

Diritti d’autore, doveri d’autore (Godard dixit). Il dibattito sulla questione dei diritti “minacciati” dalla pirateria Internet si muove soltanto nella direzione della difesa di un patrimonio, quello della creazione, che va tutelato. Non si parla quasi mai di un altro aspetto dell’opera intellettuale, quello delle sue ricadute pubbliche, che vanno anch’esse tutelate. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna si discute se gli articoli pubblicati grazie a finanziamenti pubblici debbano essere resi disponibili a pagamento su Internet o debbano invece essere free. L’orientamento finora prevalso va nella direzione della gratuità: se anche io – in quanto contribuente – sostengo la pubblicazione di una ricerca attraverso soldi provenienti dalle casse pubbliche, perché poi dovrei pagare nuovamente per accedere a quei risultati?

I cimiteri di guerra angloamericani, polacchi, ecc., così ordinati e solitari, mi hanno sempre colpito pensando a quei ragazzi il cui destino si è consumato nel morire per liberare una terra non loro.

Mi sembra una grave e ingiusta mancanza, sotto il profilo innanzitutto storico, non ricordarli mai nelle celebrazioni del 25 aprile. Mai un discorso di qualche autorità, un fiore o una preghiera o tutte e tre le cose assieme.

Ecco, è tutto: mi sembrava solo giusto dirlo, proprio oggi.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Non serve attendere di liberare da lacci e laccioli il nostro sistema economico per attuare lo sviluppo, è necessario piuttosto individuare i settori ove gli investimenti potranno portare il massimo incremento al fatturato Italia (Pil) e conseguentemente alla crescita dell’occupazione. Monti purtroppo ha usato due pesi e due misure in quanto si è fatto intimorire da Fondazioni, Partiti, Sindacati e Città del Vaticano, graziando le loro immense fortune dal prelievo Imu; un intervento riparatore è necessario. Come è necessario che il Governo intervenga autonomamente per azzerare i rimborsi elettorali, non si può accettare di chiedere enormi sacrifici a tutti e poi consentire ad alcuni soggetti privilegiati di utilizzare privatamente risorse pubbliche senza obbligo di rendicontazione e senza il rispetto delle norme fiscali. Se occorre trovare le risorse per lo sviluppo anche le istituzioni devono fare sacrifici. Per rimettere in moto la nostra economia bisogna varare, e subito, una legislazione di incentivi molto articolata. Ricordo una visita a Roma in cui l’economista Thurow disse: ”Fai qualchecosa, non stare seduto senza far niente!” erano i terribili anni ’70 poi superati. Nell’attuale situazione, bisogna coinvolgere soprattutto i capitali dei privati, in quanto, molti business attendono di essere raccolti nei comparti dei settori del turismo e delle infrastrutture urbane e nel manifatturiero avanzato. L’attività del turismo darebbe ulteriori incrementi al Pil se destagionalizzata, il settore deve poter lavorare tutto l’anno, un intervento legislativo sarebbe utile per finanziare fusioni e concentrazioni tra alberghi piccoli ed operatori del settore della salute (saune, massaggi, fanghi, diete personalizzate, sport, ecc.). La copertura finanziaria potrebbe avvenire da emissioni di prestiti obbligazionari erogati da banche specializzate nel campo; il governo potrebbe utilizzare le proprie risorse per le agevolazioni fiscali sulle fusioni, sul tasso dei prestiti, sulle agevolazioni IRES triennali, ecc.; riduzioni fiscali potrebbero anche essere applicate, nella stagione morta, alle tariffe di luce, gas, imu, ecc. Le agevolazioni sulle concentrazioni dovrebbero essere estese soprattutto ai settori minacciati dalla competizione europea. Progetti rilevanti, con l’aiuto finanziario dei privati, potrebbero altresì sorgere nelle numerose aree industriali dismesse nelle più belle zone di mare del meridione, realizzando porti turistici, officine meccaniche, capannoni di rimessaggio, parcheggi, alberghi autostrade telematiche ed autostrade reali per collegare queste grandi aree con le tangenziali e metrò delle grandi città dei d’intorni. Anche in questo caso le risorse finanziarie potrebbero venire dalle emissioni di obbligazioni bancarie finalizzate ai singoli progetti e collocate sul mercato con la garanzia dello Stato o delle Regioni. Così si distoglierebbero le banche dal lucro sul trading finanziario, che mortifica ed allontana il risparmio degli italiani, per riportarle nella sana economia reale, la sola, che può produrre ricchezza per le generazioni future. Una volta realizzati i progetti, le obbligazioni potrebbero contenere una o più opzioni, per essere convertite in azioni, per acquistare ad esempio un posto barca, o altri beni reali. I Comuni potrebbero, a loro volta, diventare attori dello sviluppo proponendo alle loro collettività progetti per il recupero dei centri antichi specialmente delle città che hanno moltissimi vani non abitati, che hanno bisogno di riqualificazione urbana, di ricostruzione di fabbricati fatiscenti, di campi sportivi, palestre, parcheggi sotterranei, ecc. tutti progetti da affidare a privati con risorse raccolte dal pubblico risparmio offrendo ai risparmiatori la conversione dei loro titoli in società delle varie attività menzionate che potrebbero avere ritorni economici interessanti. In questi casi andrebbe studiato per legge un efficace sistema di controlli con pene severe. Considerato il periodo di pesante recessione, sarebbe anche il momento di indurre le banche ad assumere partecipazioni nelle imprese per alleviare il pesante indebitamento esistente in molti settori fondamentali per la nostra economia. La finanza italiana trasformandosi in home banking potrebbe consentire alle imprese di correggere le strategie e trovare spazi di nuovo sviluppo, coprire i fabbisogni di investimento per le ristrutturazioni ed i rinnovi.

Archivi