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elemosina

Il primo ha 22 anni, arriva dalla provincia di Liaoning, vive alla stazione di Xujiahui. Non sa leggere, né scrivere. Non ha nemmeno le gambe: il suo mondo è la stazione. Le 309 volte che è finito dentro gli hanno fatto guadagnare la testa della black list. La seconda di anni ne ha 88, è originaria della provincia di Anhui. Ai poliziotti, che l’hanno fermata 303 volte, in più occasioni ha spiegato che lei sotto la metro ci tornerà a chiedere l’elemosina “ogni volta che avrò perso soldi giocando a mahjong”. Poi ci sono tutti gli altri. Sono i mendicanti di Shanghai: la polizia li ha schedati e ha pubblicato su internet i profili di quelli che hanno collezionato più arresti dal 2008 a oggi, chiedendo ai cittadini di segnalarli tramite social network o telefono ogni qualvolta se li trovino davanti. “E’ vietato fare accattonaggio sui treni – spiegano gli agenti – dà fastidio ai passeggeri”. Nella città simbolo del miracolo economico cinese è cominciata la caccia agli accattoni.  

Aveva bisogno di soldi e quindi si è messa a chiederli per strada. Ma non perchè abbia bisogno per mangiare o vestirsi: Crissy Lance lo fa per un seno più grande. L’incredibile storia made in Usa è raccontata dal DailyNews: la donna che chiede l’elemosina sorridendo in bikini è una mamma single di 37 anni, che di giorno frequenta l’Università e di notte fa la barista. Ma ha il sogno di un decoltè bello pieno, “che aumenti l’autostima”, e ha deciso di realizzarlo a tutti i costi. Ecco allora che per mettere da parte i 5.000 dollari dell’operazione ha deciso di chiederli alla gente. “Vedo – ha dichiarato – ogni giorno gente che elemosina ovunque. Perchè non farlo per un paio di tette nuove? È originale! Non l’ho mai visto fare da nessun altro”. Come darle torto?

 

Il luogo designato per la “raccolta fondi” è l’angolo tra Manchester Road e Carnegie Avenue della cittadina di Akron, Ohio. La divisa? Costumino luccicante (che faccia notare il bisogno della questuante) e cartello con scritta: “Not homeless, need boobs”, “Non sono senzatetto, ho bisogno di tette”. Prudentemente Crissy ha vicino una guardia del corpo, Steve Bernab, per evitare “incidenti spiacevoli”: fino ad oggi, infatti, ha raccolto 90 dollari e molti fischi/ululati d’approvazione da parte dei camionisti di passaggio. Non proprio un affare, a ben vedere. Ma lei dice che non si fermerà fino a che non avrà raggiunto l’obiettivo: “Chi mi conosce sa che sono una selvaggia”. Auguri.

In principio fu l’ordinanza. Vietato fare la questua ai semafori e nelle piazze cittadine. Vietato chiedere l’elemosina anche sul sagrato della chiesa. Firmato: il sindaco, partito Lega Nord. Qui Arona, incantevole cittadina del Lago Maggiore, provincia di Novara. Anche sul sagrato?, si chiesero increduli in molti. Ma con quale diritto si calpestava anche la più secolare scena di vita domenicale, il povero che chiede l’elemosina davanti alla chiesa? Era il novembre del 2010. Nacque così una delle più originali risposte date in Italia all’idea, tanto trendy al Nord, di fare scomparire povertà e bisogni con un colpo di scopa. Non proteste, non lamentazioni, che pure ci sono state. Ma un’impresa sociale, per esprimere con la forza delle cose un’altra idea dei rapporti tra una comunità e le sue componenti più bisognose. All’inizio si ritrovarono Caritas, Libera ed Emergency.

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