Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Finanza

Terzo blitz della Guardia di finanza in due giorni, dopo il Friuli e la Calabria, questa volta nelle stanze dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Liguria per acquisire documenti sulle spese dei gruppi e dell’assemblea. L’attività è legata ai controlli avviati negli ultimi mesi dalle fiamme gialle in diversi Consigli regionali. Il controllo odierno, a differenza di quanto accaduto ieri in Regione Friuli Venezia Giulia, è stato disposto dalla procura di Genova che ipotizza il reato di peculato peer ora a carico di ignoti. Il fascicolo è stato aperto dal sostituto procuratore Francesco Pinto dopo un esposto presentato qualche tempo fa sull’utilizzo dei contributi regionali per spese considerate personali. Stamattina infine è stata la sede della Regione Calabria ad essere perquisita sempre dalla Guardia di finanza per acquisire tutta la documentazione delle spese dal 2010 ad oggi. 

Seguire il percorso dei soldi spesi dai partiti in Calabria. È questo l’obiettivo del blitz della guardia di finanza di Reggio che su disposizione della Procura si è presentata a Palazzo Campanella, sede del consiglio regionale, per acquisire tutta la documentazione delle spese, dal 2010 ad oggi, dei diversi gruppi politici. Rimborsi chilometrici, costi di rappresentanza, stipendi di ogni singolo consigliere regionale della Calabria. L’operazione delle fiamme gialle è scattata alle 9 e ha toccato anche Palazzo Foti, sede della Provincia di Reggio Calabria.

Un’operazione della Guardia di Finanza è in corso nelle sedi di tutti i gruppi politici regionali del Friuli-Venezia Giulia. Sarebbero in atto sequestri di documentazione contabile. I sequestri – riferisce l’Ansa – sono stati richiesti dalla Procura regionale della Corte dei Conti nell’ambito di un’indagine sulla contabilità dei gruppi. Fonti della Procura della Corte dei Conti, interpellate, hanno riferito che le verifiche riguardano tutti i gruppi regionali . “Partiamo da qualcosa”, hanno indicato le fonti.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Numeri che scorrono su tabelloni digitali. Movimenti rapidissimi e spostamenti infinitesimi di percentuali pesanti come macigni, capaci di condizionare l’esistenza quotidiana. Le stanze della finanza dove si giocano i destini dell’intera umanità sono diventati il simbolo di un’insidia tanto più subdola quanto più sfuggente. Niente più fronti contrapposti, nemici da combattere, cacce alle streghe: solo l’incorporeità delle algide speculazioni finanziarie che a contatto con l’aria esterna si trasformano nel dramma fisico della povertà, delle manifestazioni di piazza, della perdita di lavoro.

Dalla verifica della Guardia di Finanza, risultato elementi di reddito non dichiarati. E il colosso non sarebbe l’unico ad adempiere ai suoi obblighi fiscali. Indagine su altri gruppi multinazionali.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Google evade il fisco? Deve 96 milioni all'Italia

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza in azione, verifiche partite per Intesa, Mps e alcune Popolari. Per Unicredit, che ha già staccato un assegno milionario, resta aperto però il caso…

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Lobby: le tasse che le banche non hanno ancora pagato

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Lo stipendificio dei Graviano. Nonostante i boss di Brancaccio, Giuseppe e Filippo, siano confinati al 41 bis, il loro potere economico resta intatto. L’ultima prova si ha nell’informativa del nucleo speciale polizia valutaria della guardia di Finanza di Palermo, depositata dal pm Dario Scaletta che sta conducendo le indagini sul patrimonio di quelli che, ancora oggi, sono considerati i padroni assoluti della famiglia mafiosa del quartiere palermitano. E nei “pizzini” trovati negli ultimi beni sequestrati – soprattutto distributori di benzina – c’è la contabilità “interna” del clan che continua a distribuire gli utili alle mogli, al fratello, alla sorella e ai presunti prestanome dei fratelli Graviano. La ricchezza accumulata dalla famiglia mafiosa, infatti, non si è dispersa e, a partire dai primi anni Novanta, i proventi sono stati investiti in diversi settori.

Roma, 22 nov. – (Adnkronos) – E’ andato a Pietro Grasso, alla Guardia di Finanza, alle Capitanerie di Porto e a Sergio Marini, presidente di Coldiretti, il premio per le personalità ‘Vincenzo Dona, voce dei consumatori 2012’ dell’Unc, l’Unione Nazionale Consumatori che ha promosso la cerimonia di oggia Roma. Al procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso il premio è stato assegnato “per l’impegno profuso nell’evidenziare che la contraffazione è oggi un fenomeno ancora troppo spesso sottovalutato e per questo terreno ancor più fertile per la criminalità organizzata che ne fa una delle aree di investimento più redditizie”, si legge nella motivazione del premio. (VIDEO)

Grasso è stato premiato anche “per aver sottolineato l’esigenza di informare ed educare i consumatori sulle conseguenze della contraffazione, così da combattere quello che è innanzitutto un problema culturale”. La Guardia di Finanza è stata premiata “per il significativo ruolo svolto nel contrastare il ‘mercato del falso’ attraverso un’attenta attività di controlli in materia di abusivismo e innumerevoli sequestri di prodotti non a norma che danneggiano non solo le imprese oneste ma anche i consumatori”, mentre le Capitanerie di Porto “per la competenza e la determinazione impiegate nel garantire il completo rispetto delle normative, vigilando costantemente e realizzando importanti sequestri al fine di combattere il commercio abusivo e tutelare i consumatori”.

Infine, Sergio Marini è stato premiato “per l’impegno speso nel tutelare il made in Italy, sottolineando l’esigenza di importanti campagne di sensibilizzazione per combattere la contraffazione nel settore agroalimentare troppo spesso minacciato dalla vendita di scadenti imitazioni spacciate per prodotti italiani, con gravi conseguenze sull’economia del nostro Paese e sulla sicurezza dei consumatori”.

Prodotti agroalimentari e capi d’abbigliamento, accessori, oreficeria, giocattoli e anche farmaci. Il made in Italy taroccato non conosce limiti e va dai beni di lusso a quelli di consumo, rappresentando non solo un danno economico per il Paese ma anche un rischio per la salute dei consumatori. Il sistema della contraffazione in Italia “vale circa 7 miliardi di euro l’anno, dato che raddoppia con la contraffazione telematica”, osserva Giovanni Fava, presidente della Commssione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, intervenuto oggi alla tavola rotonda del ‘Premio Vincenzo Dona – voce dei consumatori 2012’, assegnato dall’Unione nazionale consumatori.

Un fenomeno trasversale, dunque, che ha visto la Guardia di Finanza sequestrare “solo nei primi 10 mesi nel 2012, 80 milioni di prodotti contraffatti contro i 105 milioni del 2011, cifra che verosimilmente supereremo visto che è nel periodo natalizio che si intensificano i controlli e i sequestri”, sottolinea Giuseppe Peleggi, direttore dell’Agenzia delle Dogane.

Un aumento che può spiegarsi anche attraverso le parole del Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso: “Il mercato delle contraffazioni è in continua ascesa perché la mafia ha scoperto che rischiando poco si fanno grossi profitti. E dietro la criminalità organizzata c’è tutta una zona grigia che va dalle società si money transfer a chi falsifica le analisi. L’Italia – aggiunge Grasso – è in testa alla classifica dei sequestri di beni contraffatti, seguita da Germania, Bulgaria e Polonia, per un valore di miliardi e miliardi di euro”.

Oltre alla moda, anche il settore dell’oreficeria fa gola ai falsificatori del Made in Italy. Secondo i dati di Federorafi, il fenomeno arriva a intaccare il volume di affari del comparto (6,5 miliardi di euro l’anno) addirittura per il 30-40% nel caso dei grandi gruppi, ma finisce per danneggiare anche le piccole imprese artigianali.

Non c’è poi limite alla fantasia dei contraffattori, perché se tutti hanno presenti le borse griffate taroccate esposte sulle bancarelle, in pochi sanno che anche il pesce è vittima di questa truffa, tanto che la Guardia di Finanza ha da poco scoperto il fenomeno della contraffazione dei polpi veraci, venduti come nostrani ma in realtà provenienti dalla Cina.

Per rimanere in tema di pescato, vale la pena ricordare il pesce ghiaccio venduto come bianchetto, il pangasio venduto come merluzzo e proveniente dai più inquinati fiumi del Vietnam, la verdesca spacciata per pesce spada. Nel 2011 sono stati 26 mila i kg di pesce taroccato sequestrati e anche in questo caso la cifra potrebbe raddoppiare alla fine di quest’anno.

Natale, la crisi taglia i regali si spenderà il 9% in meno. E’ allarme contraffazione

Contraffazione: Catania, impegno convergente su lotta

Fini: dietro la contraffazione c’è la criminalità, consumatori evitino acquisti

Catania, contrasto alla contraffazione è parte fondamentale della lotta all’illegalità

Il generale Nicolo’ Pollari, già numero uno dell’ex Sismi il servizio segreto militare, è indagato in un’inchiesta a Napoli su rapporti tra ufficiali della Guardia di Finanza e un immobiliarista napoletano. Le Fiamme Gialle  hanno eseguito un decreto di perquisizione firmato dal pm Henry John Woodcock. Pollari è indagato per l’ipotesi di reato di corruzione. Perquisizioni sono state disposte dalla Procura anche nei confronti del generale Walter Cretella Lombardo, comandante della regione Gdf del Veneto, e dell’immobiliarista Achille D’Avanzo. L’indagine riguarda presunte irregolarità sia nell’affitto a Napoli di immobili destinati alla Finanza, a un prezzo ritenuto esorbitante, sia l’acquisto di immobili a Roma. Farebbe riferimento a quest’ultimo filone il coinvolgimento di Pollari, attualmente consigliere di Stato, e di Cretella Lombardo. 

Nuovi guai per il ‘Roma‘, uno dei giornali più antichi d’Italia controllato dal deputato di Futuro e Libertà Italo Bocchino. La Guardia di finanza ha sequestrato 2,5 milioni di contributi pubblici destinati al quotidiano, nonché le quote societarie di cinque imprese e un immobile per il valore complessivo di altri 2,5 milioni. I fondi non erano ancora stati erogati.

Archivi