Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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Mario Macalli come Michel Platini, la Lega Pro come la Uefa: anche in Italia arriva il Fair play finanziario. La terza serie del nostro calcio ha scelto di cambiare. Lo farà a partire dalla prossima stagione: la riforma della Lega Pro, che entrerà a pieno regime nella stagione 2014/2015, comporta la riduzione delle squadre e l’abolizione della Seconda Divisione (l’ex Serie C2), con il passaggio ad un campionato unico. Ma, soprattutto, prevede una serie di paletti economici che i club dovranno rispettare e per cui non è azzardato il paragone con il Fpf voluto da Platini. “Anzi, il nostro è molto meglio, è più serio”, scommette Macalli, presidente della Lega Pro, che spiega a ilfattoquotidiano.it il perché della riforma. ”Eravamo giunti al punto di non ritorno: troppi fallimenti, le squadre stavano finendo. Così non si poteva continuare. Per questo introduciamo un cambiamento semplice ma clamoroso: i club non potranno spendere più di quanto hanno”.

Dolcemente complicate“, anche nell’investimento. La definizione di “Quello che le donne non dicono” (la canzone interpretata da Fiorella Mannoia) sembra essere applicabile anche al comparto della gestione dei risparmi. Almeno a giudicare dal mini-sondaggio che ho provato a fare tra 13 mie amiche tra i 30 e i 50 anni, a cui ho inviato una e-mail chiedendo se investissero in qualche strumento finanziario e, se sì, in che tipo di prodotto e se in maniera autonoma o con l’aiuto di qualcuno.

Una delle manovre più deleterie degli ultimi tempi per il territorio e la salute di noi tutti, è stata varata dal governo Monti con il cosiddetto “decreto sviluppo bis” (ormai non si contano più i provvedimenti legislativi che cercano di mettere in moto la “macchina Italia”), n. 179 del 18 ottobre 2012.

L’art. 33 di detto decreto legge (che quindi attende la conversione in legge), che si intitola  “Disposizioni per incentivare la realizzazione di nuove infrastrutture”, così recita:

Cinque anni dopo l’inizio della crisi finanziaria, la Bundesbank continua a vedere elevati rischi per le banche tedesche e attacca la Spagna e l’Italia. “I rischi riguardanti il sistema finanziario tedesco non sono diminuiti rispetto all’anno precedente”, ha detto la Banca centrale tedesca nella sua relazione di stabilità finanziaria presentata oggi a Francoforte. Ed ha sottolineato come la minaccia più grande per la Germania è la crisi del debito in Europa: ”Un peggioramento della crisi del debito sovrano incide anche sul sistema finanziario tedesco”.

Senza ritegno i repubblicani in America. L’ex presidente Usa per 8 anni, responsabile n.1 del disastro finanziario che ha affossato il mondo con la micidiale miscela recessione + debito, non solo non ha appoggiato (nè lo farà) il candidato del GOP alla Casa Bianca Mitt Romney, ma 100 ore prima delle elezioni del 6 novembre parla a una platea di investitori globali all’hotel Ritz-Carlton di Grand Cayman Island, capitale del centro offshore e paradiso fiscale. Agenda: assolutamente top secret. Sponsor: KPMG e Deutsche Bank.

pubblicato da Wallstreet Italia
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George W. Bush non appoggia Romney ma parla agli evasori fiscali alle Cayman Islands

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La polemica che si è sviluppata sulla cena grazie alla quale Matteo Renzi ha raggranellato un cospicuo gruzzoletto fra esponenti del mondo della finanza milanese mi sembra davvero divertente ed istruttiva. 

Era il direttore finanziario della banca. Dopo 32 anni ha deciso di andare in pensione: e’ dal 2010 che vuole andarsene. Gli insider di Wall Street se lo aspettavano, ma sara’ una figura difficile da rimpiazzare.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Lascia il golden boy di Goldman Sachs

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Al grido “Buon compleanno Occupy Wall Street” e allo storico slogan “Siamo il 99%“, gli indignati del movimento contro l’ineguaglianza economica e sociale negli Stati Uniti si sono messi in marcia questa mattina alle 7 (ora di New York). Obiettivo del corteo che ha riunito circa 300 persone è raggiungere la sede del New York Stock Exchange, già blindatissima da parte della polizia. Il gruppo, partito da Liberty Plaza, si è diretto verso la sede della Borsa di Manhattan per tentare di rallentarne l’accesso e, per rendere più difficile l’intervento delle autorità, si è diviso in quattro gruppi. E ci sono stati i primi arresti: la polizia di New York ha ammanettato almeno dieci persone che si sono sedute di fronte ad una filiale della Td Bank nel distretto finanziario della City.

Ma escluso un piano completo di salvataggio del paese. Intanto sale il malcontento tra le regioni. Il presidente della Catalogna sostiene che potrebbe decidere di muoversi per ottenere l’indipendenza.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Spagna valuta sostegno finanziario attraverso il nuovo programma Bce

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Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Tanto tuonò che piovve. Spauracchio quasi mitologico, di cui tutti parlano senza che nessuno ancora l’abbia visto, il famoso fair play finanziario (lo strumento voluto da Platini per limitare lo strapotere di sceicchi e magnati ed avere un calcio più egalitario) miete le sue prime vittime: 23 club di tutta Europa hanno ricevuto una temporanea esclusione dai premi Uefa per la stagione 2012/2013 a causa di pagamenti insoluti.

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