Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

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C’è anche Riccardo Bossi, figlio di Umberto, tra gli sportivi sponsorizzati negli ultimi anni dalla Gec spa, la società di riscossione tributi al centro delle indagini dei carabinieri e della Procura di Torino per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione e alla turbativa d’asta. Sponsorizzazioni che, secondo gli inquirenti, servivano per creare fondi neri da cui attingere i soldi con cui corrompere i funzionari regionali compiacenti. Il coinvolgimento del primogenito del Senatur emerge da un’intercettazione ambientale del 30 settembre 2011: il direttore generale dell’azienda Aldo Magnetto, arrestato giovedì mattina, chiede agli altri manager se rinnovare la sponsorizzazione al primo figlio del senatur, pilota di rally.

Appalti senza gara per ottenere la riscossione dei bolli auto. La Gec aveva trovato un grimaldello per entrare nel sistema che poi lo ha riprodotto in Campania e in Veneto. I passpartout erano dirigenti regionali. Il primo è stato un funzionario della Regione Piemonte, Giovanni Matteo Tarizzo, poi anche i suoi colleghi in altre regioni. Questa mattina lui, i vertici della società e altri funzionari di Veneto e Campania sono finiti agli arresti, tredici in carcere e due ai domiciliari. L’accusa formulata nei loro confronti dal sostituto procuratore Giancarlo Avenati Bassi è di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione, alla turbativa d’asta e alla truffa. Così facendo per l’accusa si sono assicurati “un notevolissimo vantaggio patrimoniale” provocando “un altrettanto grave danno alla Regione Piemonte”. Dall’indagine, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Torino, emerge “un quadro gravemente patologico riguardante la Regione Piemonte, la Regione Veneto e la Regione Campania”.

Palermo-Verona, partita di coppa Italia che si giocherà stasera già comincia col piede sbagliato. Massimo Bessone, consigliere regionale della Lega Nord e Pdl in Trentino Alto Adige, ha espresso il suo sostegno alla sua squadra del cuore, il Verona in questa maniera: “E´ la prima partita ufficiale in Africa per la nostra squadra.  La notizia ha già fatto il giro del web. Sulla pagina facebook dei tifosi del Verona il comemnto ha già creato molte polemiche. Peccato che sul suo sito web personale il consigliere scrive: “Sono una persona moderata che ama la giustizia e non ama gli eccessi”. Alla faccia della moderazione, verrebbe da dire. Stasera i tifosi veronesi saranno presenti allo stadio Renzo Barbera per sostenere la squadra. Ma la tifoseria gialloblu da tempo è al centro di gaffe poco cordiali verso gli avversari sportivi. Solo qualche settimana fa durante la partita Liovorno-Verona, i tifosi veronesi avevano cantato cori contro Morosini, deceduto sul campo qualche mese fa. Anche il tecnico del Verona Andrea Mandorlini si era lasciato andare a commenti poco sportivi durante gli incontri contro squadre campane. A Palermo i tifosi chiedono di impedire la trasferta ai tifosi veronesi. E di vietare la vendita dei biglietti. Ma anche in casa Lega non è il primo episodio imbarazzante. Solo due settimane fa una consigliera provinciale di Monza-Brianza aveva scritto su facebook, commentando una mappa geografica dell’Italia senza il sud: “Forza Etna, forza Vesuvio, forza Marsili!”. Le polemiche erano state feroci. E qualcuno aveva chiesto anche le dimissioni della consigliera. E’ probabile che per Bessone il trattamento sarà lo stesso.

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Sebastian Vettel è per la terza volta campione del mondo. Si mette dientro in classifica Fernando Alonso, battendo lo spagnolo della Ferrari per soli tre punti. Non basta alla Ferrari dello spagnolo il secondo posto nel Gran Premio del Brasile per ribaltare la classifica finale del Mondiale piloti: Vettel è campione, grazie al sesto posto finale nella gara conclusiva a Interlagos: chiude a 281 contro 279 di Alonso. L’ultimo gran premio della stagione ha visto i due piloti Ferrari sul podio. Fernando Alonso e Felipe Massa si sono piazzati al secondo e terzo posto dietro al vincitore della gara, il britannico Jenson Button su McLaren

Incidenti, pioggia e rimonte – Il gran premio del Brasile è un festival delle incertezze. La corsa è stata contrassegnata da una serie di colpi di scena dovuti soprattutto alle insidie della pista bagnata dalla pioggia intermittente. Nel giorno dell’addio definitivo di Michael Schumacher, il tedesco della scuderia da bere è il più giovane tricampione della storia della Formula 1, grazie al sesto posto conquistato a Interlagos. Quando i semafori rossi si spengono al Gran Premio del Brasile è subito colpo di scena: la Red Bull di Sebastian Vettel viene toccata e va in testa coda danneggiando il musetto, parte della vettura e finendo ultima. L’altro sfidante per il Mondiale, Alonso, è autore, invece, di una grande partenza catapultandosi dalla settima alla terza posizione: in testa alla gara la McLaren di Lewis Hamilton davanti al compagno di squadra Button. Non arriva l’atteso acquazzone, c’é solo una fastidiosa pioggerellina e i team decidono di cominciare con le gomme da asciutto. Ma dopo un po’ il cielo si fa improvvisamente nero e piove un po’ più forte: Alonso ha una incertezza in curva e si fa passare dalla Force India di Nico Hulkenberg che si prende la terza posizione lanciandosi all’inseguimento delle McLaren in testa alla corsa. Con il passare dei giri il tracciato è sempre più viscido e quasi tutti decidono di montare le intermedie da pioggia eccetto la McLaren di Button e la Force India di Hulkembreg: i due prendono il largo. Mentre Vettel risale in zona punti, Alonso è quarto dietro ad uno scatenato Hamilton che mette nel mirino il duo di testa. Tra frenate azzardate e tamponamenti si arriva a metà gara con la pista quasi asciutta e tutti decidono di rimettere le gomme lisce. A guidare la gara è ora Hulkenberg che soffia momentaneamente il primato a Button poco prima la neutralizzazione della gara a causa dei tanti detriti sul circuito di Interlagos. Entra la safety-car con il trenino di testa formato da Hulkenberg e Button davanti (i due ne approfittano per sostituire le gomme) seguito da Hamilton, Alonso e Vettel. Quando la gara riparte la Red Bull del leader del Mondiale, danneggiata al semaforo verde, sembra in difficoltà e viene passata dall’altra Rossa di un combattivo Massa. Dopo alcuni giri ricomincia a piovere e succede di tutto: Hamilton supera Button e in lotta per il comando della gara entra in collisione con la Force India di Hulkenberg. Ne fa le spese l’inglese che si ritira, mentre ‘Hulk’ viene punito con un drive through (passaggio obbligato in pit-lane) e perde diverse posizioni. Se ne avvantaggia la Ferrari con Alonso secondo davanti a Massa. Scatta una nuova girandola di pit-stop, al box Red Bull sbagliano e fanno fermare Vettel due volte facendogli perdere tempo prezioso. Per alcuni giri Alonso è virtualmente campione del mondo, ma il sogno dello spagnolo dura poco perché il tedesco della Red Bull si supera andandosi a prendere la posizione che gli serve (la sesta) per laurearsi il più giovane tricampione di sempre. Button va fino in fondo e alla bandiera a scacchi Alonso, secondo, non può che rimandare per soli tre punti l’appuntamento con il primo titolo su una vettura della scuderia di Maranello. Ora tocca lavorare per la prossima stagione e cercare per una volta di creare una macchina che dià continuità di prestazioni e che si metta dietro lattine e frecce d’argento per regalare a Maranello quel mondiale che dopo Raikkonen non ha più conosciuto il rosso Ferrari

All’ultimo respiro, al termine di una gara caotica e spettacolare sul circuito brasiliano di Interlagos, Sebastian Vettel al volante della Red Bull si laurea campione del mondo di F1, a soli 25 anni e per la terza stagione consecutiva. Con 281 punti, tre in più di Fernando Alonso, che partiva da -13 e arrivando secondo non riesce a realizzare il miracolo. Anche se tra pioggia battente, incidenti e pit stop sbagliati, per qualche giro l’impossibile è stato sul punto di realizzarsi. “Mi sento molto orgoglioso della stagione e della squadra. Non abbiamo perso qua in Brasile, ma in alcune corse dove abbiamo avuto un po’ di sfortuna. Ma è lo sport”, spiega Alonso nel dopo gara. Dove la sfortuna è un chiaro riferimento agli incidenti provocati dalle Lotus prima in Belgio, che l’hanno costretto ad abdicare dalla testa della classifica dopo sette gare al comando, e poi in Giappone.

Per la Ferrari sarà durissima nell’ultima e decisiva gara del Mondiale, il Gran Premio del Brasile. Fernando Alonso, infatti, partirà dall’ottava piazza, mentre il rivale in ottica iridata, Sebastian Vettel su Red Bull, scatterà in quarta piazza. La prima fila va tutta alle McLaren, velocissime: in pole c’è Lewis Hamilton, al suo fianco il compagno di squadra Jenson Button. Poi l’altra Red Bull di Marc Webber, con al fianco il compagno Vettel. Quindi Felipe Massa, quinto con la seconda Ferrari. 

Alonso: “Spero nel podio” – Alonso deve recuperare 13 punti a Vettel, e l’impresa appare molto più che ardua. Parte della speranza, per le rosse di Maranello, è nella pioggia, prevista, che potrebbe cambiare le carte nel corso della gara di domenica (partenza alle 17). Il pilota asturiano è conscio del fatto che il Mondiale potrebbe svanire: “Qualifica difficile come sempre è successo per tutto l’anno e così non penso che ci potesse essere una sorpresa da Austin a qui”. Alonso poi smentisce che la sua cattiva prestazione sia stata legata a un assetto da bagnato in vista della gara di domani: “Non esiste più l’assetto da asciutto o da bagnato, piuttosto è il carico aerodinamico che è sempre al massimo sull’asciutto e sul bagnato. Non credo che nessuno abbia fatto una strategia strana pensando a domani” afferma il campione di Oviedo che comunque è ottimista per la gara di domani. “C’è sempre la possibilità del podio – dice -. Anche ad Abu Dhabi e negli Stati Uniti siamo partiti dietro e poi siamo finiti sempre sul podio, ed anche domani l’obiettivo è lo stesso”.

Domenicali: “Posizione difficile” – Secco, invece, il commento di Stafano Domenicali, team manager della Ferrari, visibilmente preoccupato e deluso: “E’ una posizione difficile per la gara di domani qualsiasi condizioni ci sia. Ma abbiamo già vissuto quest’anno questa situazione e quindi bisognerà fare una gara impeccabile e basta”. 

 

di Tommaso Lorenzini

Il nero su bianco del comunicato apparso sul sito della Lega Calcio fa sorridere. La grafia è corretta, è il contenuto che lascia a bocca aperta. Per il big match Milan-Juve di domenica sera, infatti, il designatore Stefano Braschi ha deciso di inviare Nicola Rizzoli.

 Chi è Rizzoli? Il miglior arbitro del 2011, battuti allo sprint Tagliavento e Bergonzi. Ma, giusto per restare a questo campionato,  Rizzoli è anche il giudice di porta di Catania-Juventus che, in collaborazione con il segnalinee Maggiani, decide di far annullare per off-side la rete regolare di Bergessio e convalidare quella di Vidal, macchiata di un precedente fuorigioco. E Rizzoli è anche il “sesto uomo” di Milan-Inter, colui che suggerisce al direttore di gara Valeri di bloccare il gioco per un presunto fallo di Emanuelson su Handanovic in uscita, mentre Montolivo insacca il pareggio da fuori area. 

Magari Braschi avrà pensato che come arbitro-capo l’internazionale Rizzoli farà meno danni che dietro una porta, eppure le cronache – più o meno faziose, con “dati reali” della moviola e presunti dossier raccolti un po’ ovunque – raccontano che fino all’anno passato Rizzoli era considerato un direttore di gara pro-Milan. Arbitrò, peraltro, Juve-Milan della scorsa stagione, con vittoria bianconera per 2-0, mentre l’anno precedente, era stato scelto per la sfida tra la Signora e il Diavolo, con gli ospiti che uscirono vittoriosi per 1-0. Attenzione: dopo quanto successo sotto l’Etna (e pure a Udine), Rizzoli è stato però etichettato nuovamente come amico dei bianconeri ma in passato, “naturalmente”, avrebbe favorito anche l’Inter. Insomma ce n’è per tutti, complottisti o fautori della “teoria della casualità”, uniti tuttavia nel comprendere come l’opportunità di questa designazione sia più risibile di un gelato al Polo Nord.

Una svista di Braschi? La volontà di affidarsi al miglior arbitro in circolazione? Oppure l’ostinata arroganza di una categoria – quella dei fischietti – che dovrebbe essere la prima a invocare l’aiuto della tecnologia ma non lo fa, che dovrebbe abolire il medievale silenzio stampa imposto ai direttori di gara, che dovrebbe anche impedire loro di mettersi la mano davanti ai microfoni-auricolari quando prendono decisioni sul campo, strattonati dai calciatori e sezionati dall’occhio elettronico delle telecamere.

Le dita di Rizzoli che terranno il fischietto non dovranno tremare,  sulla schiena si è trovato un macigno, dover  dirigere al Meazza in maniera perfetta: come fallirà, Rizzoli presterà il fianco a dietrologia e veleni. Sbaglierà pro-Juve? È ovvio, diranno uniti interisti e milanisti. Sbaglierà pro-Milan? È un modo per ribaltare quanto  successo a Catania e nel derby, diranno unite la parte interista e bianconera, mentre altri juventini  se la prenderanno con Moratti e il polverone alzato dopo il match col Cagliari. 

Un labirinto da mal di testa, nel quale però chi rischia di più non sono né Juve, né Milan né la regolarità del campionato. La vittima di un eventuale, inevitabile (purtroppo, in caso di errori) macello mediatico, sarà lo stesso Rizzoli, per quest’anno già abbondantemente contestato (ma i fatti sono fatti), anche dai napoletani, scottati per la sua direzione di gara della Supercoppa persa a Pechino contro la Juve. Sarà mica che Braschi ce l’ha con lui?

 

Parma, 12 nov. – (Adnkronos) – Anche Parma, Piacenza e Reggio partecipano alle Cartoniadi, manifestazione italiana ed europea che punta a valorizzare l’impegno della collettività verso l’obiettivo comune: una più corretta gestione dei rifiuti. Per un mese, i comuni della stessa regione si sfidano a colpi di carta e cartone per decretare il campione del riciclo in una gara che punta ad aumentare la quantità e la qualità della raccolta differenziata di carta e cartone, consolidare i dati di raccolta nei mesi successivi alla competizione, sensibilizzare i cittadini dando loro la possibilità di intervenire con azioni concrete.

Secondo Comieco, il consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, i comuni che partecipano alle Cartoniadi conseguono mediamente il 30% in più nella raccolta di carta e cartone durante la competizione, ottengono un consolidamento pari al +15% rispetto al dato pre-gara nella raccolta di carta e cartone durante i mesi successivi.

La gara tra i comuni di Parma Piacenza e Reggio si concluderà allo scadere del mese di novembre, in palio ci sono 30 mila euro da utilizzarsi obbligatoriamente a favore della collettività (riqualificazione di aree pubbliche, libri e/o computer per le scuole, illuminazione fotovoltaica, mezzi elettrici, laboratori educativi per i ragazzi delle scuole).

Per vincere, basta fare attenzione e seguire alcune raccomandazioni come: fare attenzione a non mettere nella carta gli scontrini dei registratori di cassa, che essendo in carta termica possono rovinare la fase del riciclo; togliere nastro adesivo e punti metallici dai cartoni da imballaggio prima di conferirli; non mettere carta sporca o con residui di cibo all’interno dei cassonetti; evitare di conferire fazzoletti di carta, che essendo composti per lo più di materiale anti spappolamento, sono difficilmente riciclabili, e carta oleata.

Da uno studio Ipsos-Comieco emerge infatti che 1 italiano su 2 getta nella differenziata gli scontrini, mentre il 27% degli intervistati, sbagliando, manda alla differenziata la carta sporca di cibo (31% nel 2009), i giornali ancora avvolti nel cellophane (25%) e i fazzoletti di carta (17%). Piccoli errori che, se opportunamente modificati, garantirebbero comunque un incremento della qualità della raccolta. Le Cartoniadi puntano a informare e migliorare così il processo di differenziazione di carta e cartone, contribuendo positivamente al miglioramento della qualità della vita di tutto il Paese: basti pensare che dal 1999 al 2011, grazie alla raccolta differenziata di carta e cartone, è stata evitata l’apertura di 248 nuove discariche, di cui 26 solo nel 2011.

Era una gara spartiacque, per il calcio romano. E ha emesso le sue sentenze. Nonostante il diluvio che lo ha flagellato, il derby della capitale è stata gara da emozioni forti e verità abbastanza chiare.

La prima è che la Lazio di Pektovic, pragmatico che corregge dove ha sbagliato, ha dato ordine e personalità a una squadra che ha un buon livello medio, un ottimo giocatore (Hernanes) e un fuoriclasse da manuale del pallone (Klose). La seconda è che la Roma di Zeman ha imparato qualche passaggio della lezione del boemo, ma che a ripeterla tutta proprio non è capace. Perché? Primo, perché qualche studente forse ha sbagliato corso di studi. Gli errori marchiani di Goicoechea e Piris, su cui la Lazio ha costruito la vittoria, fanno sospettare che a Trigoria abbiano sbagliato (di nuovo) parecchi acquisti. Poi, certo, c’è l’espulsione di De Rossi, veterano ormai disorientato. Ma ora, e può essere anche doloroso scriverlo, va detto che l’insegnante ci sta mettendo molto del suo.

Il decreto prevede che le concessioni demaniali marittime vadano a gara. Offerte migliori selezionate “con il criterio dell‘offerta economicamente piu‘ vantaggiosa”. Sindacati in rivolta: portera’ al dissolvimento di 30 mila imprese e 300 mila lavoratori.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Spiagge all'asta: spariranno 30 mila imprese balneari

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